Il boom del 2017 e la crisi finanziaria
Il 2017 è l'anno d'oro di Zhidou: l'azienda si posiziona come secondo produttore cinese di veicoli a nuova energia per volumi di vendita, con circa 42.000 unità immatricolate solo in Cina. In questo periodo la gamma si allarga con i modelli D2 e D3, che affiancano l'originario D1.
La crescita si interrompe però bruscamente: nel 2019 Zhidou dichiara bancarotta e nel 2021 la società viene messa in liquidazione. Un primo tentativo di rilancio guidato dal gruppo immobiliare Yinyi Shares, nel 2022, non va a buon fine.
Il rilancio sotto Geely e Aima Technology
La svolta arriva con l'intervento congiunto di Geely e del gruppo Aima Technology, che rilevano il marchio e ne pianificano la rinascita industriale. Nel 2024 la produzione riparte in Cina con il lancio di Zhidou Rainbow, la prima novità di prodotto del marchio dal 2018: una microcar a quattro posti con batterie da circa 17 kWh e un'autonomia dichiarata fino a oltre 200 km in ciclo CLTC.
La gamma storica: D1, D2, D3 e KWB
La gamma che ha reso celebre Zhidou fuori dalla Cina si basa su una piattaforma di microcar elettriche evolutasi in diverse generazioni:
- D1: il modello di debutto del 2015, sviluppato a partire da un prototipo firmato Zotye Auto.
- D2: variante aggiornata del 2017, con motore da 47 kW e batteria al litio da 210 Ah per un'autonomia dichiarata di circa 120 km; commercializzata anche come Zotye E20, Semisysco D2 in Corea del Sud ed Elaris Pio in Germania.
- D3: proposta di fine 2017, pensata come alternativa più curata e potente rispetto al D2.
- KWB: la declinazione distribuita sul mercato tedesco ed est-europeo tramite il rivenditore KWB, con batterie aggiornate e autonomie dichiarate superiori ai 200 km.
Nel corso delle generazioni la tecnologia è passata dalle batterie al piombo a quelle al litio, con potenze in crescita progressiva e velocità massime salite fino a 100 km/h sui modelli più recenti della serie D.
Zhidou in Italia e nel mondo
In Italia il marchio è diventato noto soprattutto grazie al car sharing elettrico Share'nGo, che ha impiegato quadricicli pesanti Zhidou di categoria L7e a Milano, Roma, Firenze e Modena, guidabili anche dai 16 anni con patente B1. L'esclusione dei quadricicli dagli incentivi statali, prevista dalla legge di bilancio 2019, ha reso più complessa la sostenibilità economica del servizio.
A livello internazionale i veicoli Zhidou sono stati esportati in oltre venti paesi, tra cui Corea del Sud, Germania, Paesi Bassi, Slovacchia, Polonia, Brasile, Colombia, Grecia e Cuba, coerentemente con la vocazione del marchio per la mobilità urbana a basso costo.
