Dalle biciclette alle automobili: la nascita di un'industria
La storia di Puch comincia come tante avventure industriali di fine Ottocento: una fabbrica di biciclette a Graz, fondata da Johann Puch nel 1899. Il successo commerciale delle due ruote a pedali permette all'azienda di espandersi rapidamente verso le motociclette e, dal 1904, verso le automobili, in un decennio in cui la mobilità a motore muove i primi passi in tutta Europa.
- 1899: fondazione della fabbrica di biciclette a Graz
- Primi anni 1900: avvio della produzione di motociclette
- 1904: primi modelli di automobili a marchio Puch
- 1914: l'azienda diventa Puchwerke AG
Alla vigilia della Prima guerra mondiale l'azienda impiega oltre mille persone e sforna migliaia di biciclette e centinaia tra motociclette e automobili ogni anno, ponendo le basi per il ruolo che Puch avrà nell'industria austriaca del Novecento.
Fusioni e nascita di Steyr-Daimler-Puch
Il marchio Puch, come lo conosciamo nella sua fase più celebre, è il frutto di una serie di fusioni industriali. Nel 1928 l'azienda si unisce ad Austro-Daimler dando vita all'Austro-Daimler-Puchwerke, mentre nel 1934 l'ingresso della storica Steyr, produttrice di armi e veicoli con sede nell'omonima città austriaca, porta alla costituzione di Steyr-Daimler-Puch AG.
Sotto questo nuovo cappello societario il marchio Puch prosegue la propria attività, in particolare nello stabilimento di Graz, che diventerà il cuore pulsante della produzione dei fuoristrada che hanno reso celebre il marchio ben oltre i confini austriaci.
La Puch 500: la piccola utilitaria su licenza Fiat
Dopo la Seconda guerra mondiale, Steyr-Daimler-Puch decide di riprendere la produzione di automobili proprie, ma per contenere i costi di sviluppo stringe un accordo con Fiat per l'utilizzo della scocca della Nuova 500 disegnata da Dante Giacosa. Nasce così, dal 1957, la Puch 500, equipaggiata con un motore di progettazione austriaca al posto di quello originale Fiat.
Il modello, prodotto fino ai primi anni Settanta in circa 60.000 esemplari, viene commercializzato non solo in Austria ma anche in Germania, Ungheria e Finlandia, contribuendo a diffondere il nome Puch anche fuori dai confini nazionali.
Haflinger e Pinzgauer: la vocazione fuoristrada
Il vero terreno di elezione di Puch diventa però il fuoristrada leggero. Tra il 1959 e il 1974 lo stabilimento di Graz produce l'Haflinger, un piccolo veicolo a quattro ruote motrici con motore boxer bicilindrico raffreddato ad aria da 643 cc, pensato per sostituire le vecchie jeep in dotazione all'esercito austriaco. Leggero, robusto e capace di arrampicarsi su pendenze estreme grazie al baricentro molto basso, viene adottato anche dagli eserciti svizzero e australiano oltre che dalla Royal Navy.
Al successo dell'Haflinger segue, dal 1971, il Pinzgauer, un fuoristrada più grande disponibile nelle versioni a quattro (710) e sei ruote motrici (712), spinto da un quattro cilindri raffreddato ad aria da 2,5 litri. Utilizzato da numerosi eserciti nel mondo, tra cui quello britannico, austriaco e svizzero, il Pinzgauer rimane in produzione a Graz fino al 2000, per poi proseguire sotto altre proprietà nel Regno Unito.
Il Puch G e la fine dell'era Steyr-Daimler-Puch
Il capitolo più noto della storia Puch riguarda però il G, sviluppato a partire dal 1972 in collaborazione con Daimler-Benz e prodotto a mano a Graz dal 1979. In base agli accordi tra le due case, il fuoristrada veniva venduto come Puch G in Austria, Svizzera, Jugoslavia, Mongolia e nei paesi dell'area COMECON, mentre altrove manteneva la sola denominazione Mercedes-Benz: una distinzione che rendeva omaggio alla reputazione conquistata da Puch con Haflinger e Pinzgauer.
A partire dal 1987 il grande gruppo Steyr-Daimler-Puch viene progressivamente smembrato: la divisione motociclistica passa a Piaggio, mentre quella automobilistica viene rilevata da Magna International tra il 1998 e i primi anni Duemila, dando origine a Magna Steyr. Il badge Puch G resta in uso fino al 2000, ma lo stabilimento di Graz continua ancora oggi, sotto Magna Steyr, ad assemblare il G-Class per conto di Mercedes-Benz, mantenendo vivo il legame con l'eredità tecnica del marchio austriaco.