Dalla joint venture austro-tedesca alla nascita del G
L'idea di un fuoristrada moderno ma inattaccabile nasce nell'estate del 1972, quando i vertici di Daimler-Benz e della austriaca Steyr-Daimler-Puch avviano i primi contatti per sviluppare insieme un veicolo capace di muoversi con la stessa disinvoltura su strada, sui ghiacci polari e nei deserti. Nel 1977 le due aziende costituiscono la società paritetica GFG (Geländefahrzeug Gesellschaft mbH), incaricata di coordinare progettazione e produzione a Graz, in Stiria.
Dopo un primo modello in legno in scala 1:1 realizzato nel 1973 e un prototipo in acciaio del 1974, il nuovo fuoristrada viene presentato alla stampa nella primavera del 1979, mentre la produzione in serie era già scattata il 10 febbraio dello stesso anno. Meccanicamente il veicolo è identico in ogni mercato: a cambiare, a seconda del paese di vendita, è soltanto il logo applicato sul frontale, la stella Mercedes-Benz oppure lo stemma Puch.
Motorizzazioni prima serie
Benzina 2.0-2.8 litri, Diesel 2.4-3.0 litri
Un solo fuoristrada, due marchi: dove si vendeva la Puch G
Fino al 2000 la distribuzione fu suddivisa per aree geografiche fra i due partner industriali: circa il novanta per cento degli esemplari usciva dagli stabilimenti di Graz con la stella Mercedes-Benz, mentre il resto veniva venduto con l'emblema Puch in Austria, Svizzera, Liechtenstein, Regno Unito e nei territori dell'ex Jugoslavia, oltre ad alcuni paesi dell'area COMECON.
La scelta rifletteva la solida reputazione conquistata da Puch con i precedenti fuoristrada Haflinger e Pinzgauer: agli occhi degli acquirenti di quei mercati, il marchio di Graz era una garanzia di robustezza tanto quanto la stella a tre punte lo era altrove.
Marchio Puch attivo
1979 - 2000
Motori e meccanica: robustezza prima di tutto
La prima serie, nota come W460 e prodotta dal 1979 al 1991, propone carrozzerie diverse per ogni esigenza: la torpedo telonata a passo corto e due porte, la station wagon a due porte sempre a passo corto e la station wagon a quattro porte con passo lungo, affiancate dal 1979 anche da una versione van.
- Motori a benzina: dal 2,3 litri carburato della 230 G (90-102 CV) al 2,3 litri a iniezione della 230 GE (125 CV), fino al 2,8 litri della 280 GE (156 CV)
- Motori diesel: 2,4 litri della 240 GD (72 CV), 2,5 litri della 250 GD (84 CV) e 3,0 litri della 300 GD (88 CV)
- Trazione integrale permanente con tre differenziali bloccabili (anteriore, centrale e posteriore) su telaio a longheroni con assali rigidi
Accanto alla W460 debutta poi la serie W461, pensata per un impiego prevalentemente professionale e militare con impianto elettrico a 24 volt, mentre dal 1989-1990 la W463 avvia il percorso di lusso della gamma, con una progressiva estensione della scelta motori fino a unità V8 e V12.
Erede diretto
Mercedes-Benz Classe G, unico marchio globale dal 2000
La Puch G oggi: rarità e mercato dell'usato
Meccanicamente indistinguibile dalla Mercedes-Benz Classe G coetanea, la Puch G attira oggi soprattutto collezionisti e appassionati di fuoristrada storici, per i quali il logo Puch rappresenta un elemento di rarità in più rispetto alla più diffusa versione con la stella.
Chi valuta un esemplare usato deve mettere in conto i limiti tipici di un progetto pensato per la robustezza più che per il comfort: prestazioni contenute e consumi elevati nelle prime motorizzazioni, insonorizzazione rudimentale nelle versioni telonate e, sui diesel più datati, un'attenzione particolare a iniettori, collettori di aspirazione e tenuta delle teste dopo chilometraggi elevati. Restano invece punti fermi l'affidabilità della meccanica di base e la capacità fuoristradistica, che hanno reso il G un riferimento ancora oggi.