Le origini: un successore per l'Haflinger
Alla fine degli anni Sessanta, Steyr-Daimler-Puch avvia lo sviluppo di un fuoristrada più grande e capiente rispetto al compatto Haflinger, destinato principalmente ai reparti militari ma capace anche di impieghi civili e di soccorso. I primi prototipi vengono testati sul monte Schöckl, vicino a Graz, storico banco di prova dei fuoristrada del marchio austriaco.
Le prime consegne ai clienti avvengono nel 1971: nasce così la sigla 710 per la versione a trazione integrale 4x4 e 712 per la variante a sei ruote motrici 6x6, pensata per portate superiori e per il traino di rimorchi pesanti in contesti estremi.
Anni di produzione
1971 - 2007
La meccanica: ingegneria pensata per non fermarsi mai
Il punto di forza del Pinzgauer è una piattaforma meccanica studiata per non lasciare mai a piedi l'equipaggio. Il telaio è basato su un tubo centrale portante che integra il transaxle, soluzione che distribuisce il peso in modo più uniforme tra gli assi e contribuisce alla notevole mobilità del mezzo su qualunque terreno.
- Ponti portali che aumentano la luce libera da terra e proteggono i differenziali dagli urti
- Sospensioni interamente indipendenti su tutte le ruote
- Cambio manuale a cinque marce con riduttore a due rapporti (prima serie)
- Motore a quattro cilindri raffreddato ad aria, con doppia pompa dell'olio per garantire la lubrificazione in qualsiasi assetto del veicolo
Grazie a questa impostazione, il Pinzgauer può superare pendenze fino al 100% e affrontare guadi profondi, caratteristiche che ne hanno consolidato la fama di mezzo pressoché inarrestabile.
Dalla prima alla seconda generazione: 710/712 e 716/718
La prima serie, prodotta dal 1971 al 1985, monta esclusivamente motori a quattro cilindri in linea raffreddati ad aria sviluppati internamente da Puch: una versione base da 2,5 litri per gli impieghi militari e una variante civile da 2,7 litri con iniezione K-Jetronic, più potente.
Nel 1986 arriva la seconda generazione, siglata 716 (4x4) e 718 (6x6), che abbandona il raffreddamento ad aria in favore di un sei cilindri turbodiesel di origine Volkswagen, abbinato a un cambio automatico ZF a quattro rapporti o a un manuale a cinque marce, con impianto frenante a disco. Nel 2002 il propulsore viene aggiornato a tecnologia TDI per rispettare le normative Euro3.
Impiego militare e diffusione internazionale
Concepito come mezzo generico per il trasporto truppe, il Pinzgauer viene impiegato anche come veicolo di comando, ambulanza, mezzo antincendio e traino, in una gamma di allestimenti che comprende versioni softtop, hardtop e a pianale.
Il successo del progetto porta il Pinzgauer in dotazione alle forze armate di numerosi paesi, tra cui Austria, Svizzera, Regno Unito, Arabia Saudita, Thailandia, Albania, Bolivia, Nuova Zelanda, Malesia e Stati Uniti. Dopo il 2000 i diritti di produzione passano dal gruppo austriaco alla britannica Automotive Technik Ltd e, in seguito, a Stewart & Stevenson Services e Armor Holdings, fino all'acquisizione da parte di BAE Systems nel 2007, che chiude la produzione nello stabilimento di Guildford.
Il Pinzgauer oggi: usato e collezionismo
Uscito di produzione, il Pinzgauer resta un mezzo molto ricercato tra gli appassionati di fuoristrada d'epoca e di veicoli militari storici. Gli esemplari della prima generazione, spesso ex dotazione militare, vengono proposti sul mercato dell'usato sia in configurazione originale sia radicalmente restaurati per un uso civile o da spedizione.
La semplicità costruttiva rende ancora oggi possibile il ripristino completo di motore, cambio e telaio, anche se la ricerca di ricambi originali richiede pazienza e canali specializzati.