Dai motori per dirigibili alla prima Maybach
La storia di Maybach affonda le radici nell'ingegneria aeronautica più che in quella automobilistica. Nel 1909 Wilhelm Maybach, già collaboratore di Gottlieb Daimler nei primi anni della motorizzazione, fonda insieme al figlio Karl e al conte Ferdinand von Zeppelin un'azienda per la costruzione di motori destinati ai dirigibili. Nel 1912 la sede si sposta a Friedrichshafen e nel 1918, sotto la guida di Karl Maybach, l'azienda assume il nome Maybach-Motorenbau.
La svolta automobilistica arriva nel 1921 con la Maybach W3, presentata al Salone di Berlino. Negli anni successivi il marchio costruisce vetture di rappresentanza dal fascino inconfondibile, come le grandi Zeppelin DS7 e DS8, spinte da motori dodici cilindri e pensate soprattutto per chi viaggiava sui sedili posteriori. Nel 1929 arriva anche il Typ 12, tra i primi propulsori V12 montati su un'automobile di serie.
La produzione di automobili si interrompe nel 1941: l'azienda si concentra sui motori industriali e, dopo l'acquisizione da parte di Daimler-Benz nel 1960, il marchio Maybach resta inattivo per oltre trent'anni.
Il rilancio del 2002: le ammiraglie 57 e 62
Nel 2002 il gruppo DaimlerChrysler fa rinascere Maybach come marchio autonomo di altissima gamma, con l'obiettivo dichiarato di competere con Rolls-Royce e Bentley. Nascono così la Maybach 57 e la Maybach 62, il cui nome indica la lunghezza della carrozzeria espressa in decimetri: rispettivamente 5,73 e 6,23 metri.
Entrambe montano lo stesso propulsore, un V12 biturbo da 5,5 litri sviluppato da Mercedes-Benz, capace di circa 550 CV e 900 Nm di coppia massima. Nel corso della loro carriera commerciale nascono anche varianti speciali, come la 62 Landaulet a tetto apribile sulla zona posteriore e l'esclusiva Exelero, una coupé sportiva realizzata in esemplare unico nel 2005. Nonostante la qualità costruttiva, le vendite restano lontane dalle aspettative e nel 2013 la produzione delle Maybach 57 e 62 viene interrotta.
Mercedes-Maybach: il ritorno sotto la stella
Dal 2015 il nome Maybach torna protagonista, questa volta non più come marchio indipendente ma come sotto-marchio di punta di Mercedes-Benz. Le nuove Mercedes-Maybach nascono sulla base dei modelli più prestigiosi della Casa di Stoccarda, a partire dalla Classe S, arricchita da passo allungato, interni ridisegnati e un livello di finitura superiore rispetto alla versione di partenza.
Nel 2017 arriva la Mercedes-Maybach S 600 Pullman, la limousine a passo lunghissimo che rappresenta il vertice assoluto della gamma: oltre 6,4 metri di lunghezza, un abitacolo con sedili posteriori affrontati e regolabili fino a oltre 40 gradi di reclinazione, un grande schermo elettrico che separa l'abitacolo posteriore da quello anteriore e un V12 biturbo da 530 CV. Negli anni successivi la gamma si allarga ulteriormente con le versioni Mercedes-Maybach del SUV GLS, dell'elettrica EQS SUV e della roadster SL Monogram Series.
Tecnologia e materiali: il lusso secondo Maybach oggi
Le Mercedes-Maybach più recenti puntano su una combinazione di tecnologia digitale e artigianalità. La nuova generazione della Classe S Maybach, ad esempio, introduce per la prima volta il sistema operativo MB.OS abbinato alla quarta generazione MBUX, con un cruscotto che unisce display centrale e passeggero sotto un unico pannello di vetro, il cosiddetto MBUX Superscreen.
- Motorizzazioni sei e otto cilindri elettrificate, con tecnologia mild-hybrid e, in alcune varianti, autonomia in modalità elettrica.
- Possibilità, per la prima volta nella storia del marchio, di scegliere un abitacolo senza pelle, con materiali alternativi di elevata qualità percepita.
- Dettagli distintivi come la calandra maggiorata, il lettering Maybach illuminato e gli accenti color oro rosa sui gruppi ottici.
Il risultato è un'idea di lusso che unisce comfort acustico, spazio a bordo e cura sartoriale, mantenendo il DNA di vettura pensata soprattutto per chi siede dietro, in continuità con la tradizione nata oltre un secolo fa.