Le origini di un marchio nato per rilanciare Bianchi
Il progetto Autobianchi prese forma per dare nuova vita alla gloriosa Bianchi, storico costruttore milanese in difficoltà nel secondo dopoguerra. Fiat e Pirelli entrarono come soci con l'obiettivo di unire capitali e competenze industriali a un marchio dal prestigio consolidato.
Il primo modello, la Bianchina, fu presentato il 16 settembre 1957 al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Costruita sulla base meccanica della Fiat 500, ne era una versione più curata e raffinata nelle finiture, pensata per un pubblico attento allo stile oltre che alla praticità.
La gamma: dalla Bianchina alla Y10
Nel corso di quasi quarant'anni di attività, Autobianchi ha proposto una gamma compatta ma ricca di modelli diventati iconici per l'automobilismo italiano:
- Bianchina (1957-1969): la vettura che ha dato il via al marchio, apprezzata per l'eleganza delle finiture.
- Stellina (1963-1965): una spider a due posti con scocca in fibra di vetro, tra le prime realizzazioni italiane in questo materiale.
- Primula (1964-1970): berlina che ha introdotto in casa Fiat la trazione anteriore con motore trasversale, anni prima che questa soluzione diventasse comune.
- A112 (1969-1986): la piccola utilitaria più venduta del marchio, amatissima anche in versione Abarth per le sue doti sportive.
- Y10 (1985-1995): l'ultima nata, apprezzata per la cura degli interni e per l'introduzione del motore FIRE.
Un laboratorio tecnico per il gruppo Fiat
Più che un semplice marchio generalista, Autobianchi ha svolto per anni il ruolo di reparto sperimentale del gruppo Fiat. La Primula, ad esempio, fu il primo modello a impiegare la combinazione di trazione anteriore e motore trasversale, una configurazione che sarebbe poi diventata lo standard su vetture come la Fiat 128 e la Fiat 127, lanciate solo diversi anni più tardi.
Anche la Y10 ha avuto un ruolo pionieristico, essendo la prima vettura a montare il nuovo motore FIRE, poi diffuso su larga scala in molti modelli del gruppo per le sue caratteristiche di leggerezza e contenimento dei consumi.
La chiusura del marchio e l'eredità di oggi
Lo stabilimento di Desio chiuse definitivamente nel 1992 e la produzione della Y10 fu trasferita in altri siti del gruppo, proseguendo fino al 1995, anno che segna la fine ufficiale della storia produttiva di Autobianchi.
Il marchio non è però scomparso del tutto: rientra oggi tra i brand storici custoditi da Stellantis Heritage, che ne conserva vetture ed eredità industriale, mantenendo viva la memoria di uno dei nomi più originali dell'automobilismo italiano del Novecento.







