Dalla Fiat Nuova 500 Giardiniera al marchio Autobianchi
La storia della Giardiniera comincia nel 1960, quando Fiat presenta la versione familiare della Nuova 500 firmata da Dante Giacosa. Nel 1965 l'assemblaggio della vettura viene spostato dallo stabilimento Fiat allo stabilimento Autobianchi di Desio, in un periodo in cui convivono ancora esemplari con badge Fiat e Autobianchi.
Con l'arrivo della serie F della 500, nel 1968, la Giardiniera adotta in modo definitivo il marchio Autobianchi, restando in listino ben oltre l'uscita di scena della berlina, fino al 1977, quando viene idealmente sostituita dalla Fiat Panda.
Potenza
17,5 CV
Il motore "a sogliola": la soluzione tecnica dietro la Giardiniera
Per ricavare un vano di carico più basso e regolare, i tecnici Fiat ruotarono il bicilindrico raffreddato ad aria della 500 dalla posizione verticale a quella orizzontale, soluzione presto ribattezzata motore "a sogliola".
- Cilindrata di 499 cm3
- Potenza di 17,5 CV
- Raffreddamento ad aria con prese ridisegnate sui montanti posteriori
Questa architettura, unita alla trazione posteriore, garantiva consumi contenuti ma prestazioni inevitabilmente modeste, soprattutto a pieno carico o in salita.
Velocità massima
circa 95 km/h
Design e praticità: la giardinetta più piccola d'Italia
La carrozzeria manteneva l'impostazione della berlina Fiat, con due sole portiere anteriori incernierate al montante centrale e apertura in senso contrario al senso di marcia, oltre ai caratteristici finestrini posteriori a compasso.
Il grande portellone posteriore, che incorporava parte del tetto, e il tettuccio apribile in tela della versione civile rendevano la vettura estremamente versatile. Dal 1969 fu affiancata dalla variante Furgoncino, pensata per il piccolo commercio e rimasta in gamma fino al termine della produzione, nel 1977.
Anni di produzione (marchio Autobianchi)
1968-1977
Un'icona da collezione: il mercato dell'usato oggi
Oggi l'Autobianchi 500 Giardiniera è un'auto d'epoca molto apprezzata da appassionati e collezionisti, complice la sua rarità rispetto alla più diffusa berlina 500.
Le quotazioni sul mercato dell'usato variano molto in base allo stato di conservazione, alla presenza di documentazione storica e all'eventuale iscrizione ai registri ASI: si va da esemplari da restaurare proposti a poche migliaia di euro fino a vetture ben tenute o già restaurate che superano i 6.000-7.000 euro.
