Scheda modello

Autobianchi Y10

La Autobianchi Y10 è una citycar prodotta dal 1985 al 1995, erede della A112, nota per il design a cuneo firmato Centro Stile Fiat, l'ottima aerodinamica e la vasta gamma di motorizzazioni, dalla 1.0 FIRE alla Turbo da 85 CV.

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Perché sì

  • Dimensioni compatte e ottima maneggevolezza in città
  • Ampia gamma di motorizzazioni, dai piccoli FIRE alla versione Turbo
  • Meccanica semplice e relativamente economica da mantenere
  • Buon rapporto peso/potenza e marce corte che la rendono brillante nel misto urbano
  • Versione 4WD con trazione integrale Steyr-Puch derivata dalla Panda, capace fuoristrada per una citycar

Da valutare

  • Assetto rigido e comfort limitato su fondi sconnessi
  • Abitacolo rumoroso alle alte velocità
  • Sui motori FIRE possibile battito in testa se alimentati con benzina di ottanaggio insufficiente
  • Sul mercato dell'usato la carrozzeria è spesso soggetta a ruggine sugli esemplari non ben conservati

In sintesi

Segmento
Citycar (segmento A)
Carrozzeria
Berlina 3/5 porte
Anni di produzione
1985-1995
Erede di
Autobianchi A112
Successore
Lancia Y (Ypsilon)
Stabilimenti
Desio, Arese, Pomigliano d'Arco
Unità prodotte
Oltre 1.100.000
Coefficiente aerodinamico
0,31 Cx
Motorizzazioni
Da 1.0 FIRE 45 CV a 1050 Turbo 85 CV

La Autobianchi Y10 debutta al Salone di Ginevra nel marzo 1985 come erede della A112, dopo quindici anni di onorata carriera di quest'ultima. Disegnata al Centro Stile Fiat da Antonio Piovano e Tom Tjaarda, si distingue subito per la coda tronca con portellone tagliato verticalmente e rifinito in nero opaco, e per una linea a cuneo che le garantisce un coefficiente aerodinamico di appena 0,31, un valore eccezionale per la categoria. La produzione parte nello stabilimento Autobianchi di Desio, in Brianza, per poi proseguire, dopo la chiusura dell'impianto nel 1992, negli stabilimenti di Arese e Pomigliano d'Arco. Il nome Autobianchi viene mantenuto sui mercati italiano, francese, portoghese e giapponese fino alla fine degli anni '80, mentre altrove la vettura viene commercializzata come Lancia Y10.

Il design: una coda tronca rivoluzionaria

La Y10 nasce al Centro Stile Fiat dalla matita di Antonio Piovano e Tom Tjaarda, con l'obiettivo di rompere con le forme squadrate tipiche delle citycar dell'epoca. Il tratto più riconoscibile è il portellone posteriore tagliato verticalmente, rifinito in nero opaco per alleggerire otticamente il volume della coda.

  • Cofano fortemente spiovente
  • Vetri a filo con la carrozzeria
  • Maniglie delle portiere incassate
  • Assenza delle tradizionali grondaie sul tetto

Questo insieme di soluzioni permette alla vettura di raggiungere un coefficiente aerodinamico di 0,31, un risultato notevole per un'utilitaria di fine anni '80.

Motorizzazioni

Da 1.0 FIRE 45 CV a 1050 Turbo 85 CV

Le tre serie e l'evoluzione nel tempo

Nel corso della sua carriera la Y10 attraversa tre serie principali, ciascuna con aggiornamenti estetici e meccanici.

  • Prima serie (1985-1989): debutto con gli allestimenti fire, touring e turbo.
  • Seconda serie (1989-1992): restyling degli esterni, nuove motorizzazioni e il passaggio del badge da Autobianchi a Lancia sulla maggior parte dei mercati esteri.
  • Terza serie (1992-1995): frontale e coda ridisegnati, nuovi interni, in coincidenza con la chiusura dello stabilimento di Desio.

Anni di produzione

1985-1995

Motori: dai FIRE al Turbo IHI

La gamma motori della Y10 è tra le più articolate mai offerte su una citycar dell'epoca, con propulsori FIRE di nuova generazione affiancati a unità più tradizionali ad aste e bilancieri.

  • 1.0 FIRE: 999 cm³, 45 CV, cambio manuale a 5 marce, poi disponibile anche con cambio automatico Seletronic
  • 1.1 i.e. FIRE: iniezione elettronica, 50-54 CV
  • 1050 ad aste e bilancieri: derivato dalla Fiat 127, 56 CV
  • 1050 Turbo: turbocompressore IHI con intercooler e carburatore Weber, 85 CV, 0-100 km/h in 9,5 secondi, velocità massima 180 km/h
  • 1.3 i.e. GT: motore di origine brasiliana, 72-78 CV, al top della gamma dopo l'uscita di scena della Turbo

La trazione integrale 4WD

Tra le versioni più curiose della gamma spicca la Y10 4WD, dotata di trazione integrale derivata da quella della Fiat Panda 4x4 e realizzata in collaborazione con gli specialisti austriaci Steyr-Puch. L'inserimento della trazione avviene tramite un pulsante dedicato, e la vettura offre capacità fuoristradistiche fuori dal comune per una citycar delle sue dimensioni.

Edizioni speciali e collaborazioni

La Y10 è stata protagonista di numerose serie speciali realizzate in collaborazione con marchi della moda e dello sport, diventate oggi molto ricercate dai collezionisti.

  • Fila (1987): livrea bianca con bande laterali brandizzate
  • Martini (1987): finitura bianca che celebra la partnership sportiva Lancia-Martini
  • Missoni (1987): realizzata con lo stilista Ottavio Missoni, con colorazione distintiva ispirata al Memphis Blue
  • Versioni con interni in pelle Poltrona Frau su alcuni allestimenti di fascia alta

Le generazioni della Y10

10anni di storia

1985—19894 anni

Prima serie

Debutto al Salone di Ginevra nel marzo 1985 con gli allestimenti fire, touring e turbo, prodotta nello stabilimento di Desio.

1989—19923 anni

Seconda serie

Presentata nel febbraio 1989 con estetica rivista, nuove motorizzazioni e progressivo passaggio al badge Lancia sui mercati esteri.

1992—19953 anni

Terza serie

Introdotta nel settembre 1992 con frontale, coda e interni ridisegnati, in concomitanza con la chiusura dello stabilimento di Desio e il trasferimento della produzione ad Arese e Pomigliano d'Arco.

Domande frequenti sulla Y10

In che anni è stata prodotta la Autobianchi Y10?

La Y10 è stata prodotta dal 1985 al 1995, con debutto al Salone di Ginevra del marzo 1985 come erede della Autobianchi A112.

Quali motori montava la Autobianchi Y10?

La gamma comprendeva motori FIRE 1.0 da 45 CV, 1.1 i.e. da 50-54 CV, il 1050 ad aste e bilancieri da 56 CV, la versione Turbo da 85 CV e il 1.3 i.e. GT da 72-78 CV.

Esisteva una versione a trazione integrale?

Sì, la Y10 4WD montava una trazione integrale derivata dalla Fiat Panda 4x4, sviluppata con gli specialisti austriaci Steyr-Puch e inseribile tramite un pulsante dedicato.

Cosa ha sostituito la Autobianchi Y10?

La Y10 è stata sostituita dalla Lancia Y (Ypsilon), che ne ha raccolto l'eredità nel segmento delle citycar del gruppo.

La Autobianchi Y10 è affidabile come auto d'epoca?

La meccanica è semplice e generalmente robusta, ma sugli esemplari non ben conservati è comune riscontrare fenomeni di ruggine sulla carrozzeria; i motori FIRE richiedono benzina di ottanaggio adeguato per evitare battiti in testa.

Fonti

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