Le origini: da un concorso di design a un marchio britannico
La nascita di Austin-Healey è legata a un concorso lanciato dalla British Motor Corporation per individuare una nuova sportiva da realizzare con componenti già in produzione. Donald Healey, ex pilota e fondatore della propria casa automobilistica, presenta il prototipo Healey Hundred al Salone di Londra del 1952, ottenendo un'accoglienza tale da spingere Leonard Lord, numero uno di Austin, a proporre una joint venture immediata.
Da quell'incontro nasce l'accordo ventennale tra la Donald Healey Motor Company e la divisione Austin della BMC: il prototipo viene ribattezzato Austin-Healey 100 ed entra in produzione già nel 1953, segnando l'inizio di una delle collaborazioni più riuscite dell'industria automobilistica britannica del dopoguerra.
La gamma: dalla 100 alla 3000, passando per la Sprite
Nel corso della sua storia Austin-Healey produce un numero contenuto ma coerente di modelli, tutti accomunati da un'impostazione da roadster leggera e agile.
- Austin-Healey 100 (1953-1959): il modello fondativo, con motore quattro cilindri, seguito dalla versione a sei cilindri denominata 100-6.
- Austin-Healey 3000 (1959-1967): l'ammiraglia del marchio, con motore sei cilindri in linea da 2.912 cc, prodotta in tre serie Mark I, II e III fino all'uscita di scena del marchio dalle competizioni.
- Austin-Healey Sprite (1958-1971): la piccola sportiva economica, celebre nella prima serie per i fari sporgenti sul cofano che le sono valsi i soprannomi Frogeye nel Regno Unito e Bugeye negli Stati Uniti.
La Sprite, in particolare, viene sviluppata in parallelo alla MG Midget, con cui condivide meccanica e gran parte della struttura, secondo una pratica di badge engineering molto diffusa all'epoca in casa BMC.
Il palmarès sportivo
Fin dagli esordi Austin-Healey costruisce la propria reputazione anche in pista e su strada. Nel 1954 una versione appositamente preparata stabilisce diversi record di velocità sul lago salato di Bonneville, negli Stati Uniti. Le vetture del marchio partecipano inoltre a manifestazioni di rilievo internazionale come la 12 Ore di Sebring, la 24 Ore di Le Mans e diversi rally europei, ottenendo risultati che rafforzano l'immagine sportiva del marchio durante gli anni '60.
La versione 100S, realizzata in soli 50 esemplari con carrozzeria in alluminio, viene ricordata anche per essere stata tra le prime vetture di serie a montare freni a disco su tutte e quattro le ruote.
La fine della produzione e l'eredità del marchio
Il declino di Austin-Healey si lega alle trasformazioni dell'industria automobilistica britannica: nel 1966 la BMC confluisce nella British Motor Holdings, che nel 1968 si fonde a sua volta nella British Leyland. Donald Healey lascia l'azienda proprio in quell'anno, mentre l'introduzione di nuove normative di sicurezza statunitensi rende sempre più difficile l'omologazione della 3000 sul mercato americano.
L'accordo ventennale tra Healey e Austin giunge naturalmente a scadenza nel 1972, chiudendo la produzione delle vetture con il nome Austin-Healey. Da allora il marchio non è più tornato in produzione di serie, restando però un punto di riferimento per club di appassionati e per il mercato del collezionismo di auto d'epoca inglesi.