Scheda modello

Austin-Healey Sprite

La Austin-Healey Sprite è la piccola roadster inglese lanciata nel 1958, celebre per i fari sporgenti della prima serie Frogeye e per un piacere di guida che ha reso insignificanti i suoi limiti di comfort e potenza.

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Perché sì

  • Guida diretta e coinvolgente, grazie al peso contenuto e all'assetto agile tipico delle piccole sportive inglesi
  • Manutenzione economica e ricambi ancora ampiamente reperibili, grazie alla meccanica semplice condivisa con la MG Midget
  • Design iconico, in particolare nella prima serie Frogeye, diventato un simbolo dello stile british
  • Quotazioni relativamente accessibili rispetto ad altre classiche inglesi, con buona tenuta di valore
  • Storia sportiva concreta, con piazzamenti e vittorie di classe a Le Mans e Sebring nelle versioni da competizione

Da valutare

  • Abitacolo spartano e rumoroso, soprattutto nella Mark I originale priva di maniglie esterne e finestrini avvolgibili
  • Motori di potenza modesta, da 43 a 65 CV a seconda della serie, con prestazioni lontane dagli standard moderni
  • Tenuta alla pioggia non sempre perfetta, un difetto spesso segnalato sugli esemplari conservati originali
  • Qualità costruttiva in calo nelle ultime Mark IV, prodotte nella fase finale dell'accordo tra Austin e Healey

In sintesi

Segmento
Roadster sportiva compatta
Carrozzeria
Spider 2 posti
Paese di produzione
Regno Unito
Anni di produzione
1958-1971
Esemplari prodotti
Circa 129.000
Motore
4 cilindri in linea A-Series, 948-1.275 cc
Potenza
Da 43 a 65 CV a seconda della serie
Trazione
Posteriore
Cambio
Manuale a 4 marce
Prezzo di lancio (Mark I, 1958)
669 sterline

Presentata a Monte Carlo il 20 maggio 1958, due giorni dopo il Gran Premio di Monaco, la Austin-Healey Sprite nasce con un obiettivo preciso: essere un'auto sportiva così economica ed essenziale da poter essere custodita, come si diceva all'epoca, nella rimessa delle biciclette. Disegnata dalla Donald Healey Motor Company e costruita negli stabilimenti MG di Abingdon, la Sprite raccoglie idealmente l'eredità delle piccole sportive Austin Seven dell'anteguerra. Il pubblico la ribattezza subito Frogeye nel Regno Unito e Bugeye negli Stati Uniti, per via dei fari tondi montati in cima al cofano. Nei tredici anni di carriera, fino al 1971, la piccola roadster attraversa quattro serie principali, totalizzando circa 129.000 esemplari e conquistando anche le piste di Le Mans e Sebring nelle versioni da competizione.

Il debutto e la prima serie "Frogeye" (1958-1961)

La Sprite Mark I viene presentata a Monte Carlo nel maggio 1958 come sportiva minimalista: niente maniglie esterne, niente finestrini avvolgibili, solo un semplice tonneau al posto della capote. La firma stilistica è di Gerry Coker, autore delle linee tondeggianti e dei fari rotondi montati in cima al cofano, subito ribattezzati Frogeye nel Regno Unito e Bugeye negli Stati Uniti.

  • Motore A-Series da 948 cc, circa 43 CV a 5.200 giri
  • Velocità massima di poco superiore ai 130 km/h
  • 48.987 esemplari costruiti tra il 1958 e il 1961

Motore

4 cilindri in linea A-Series, 948-1.275 cc

L'evoluzione tecnica: dalla Mark II alla Mark IV

Con la Mark II (1961-1964) la Sprite abbandona i fari sporgenti per un frontale convenzionale, condiviso con la neonata MG Midget, e introduce un bagagliaio con portellone funzionante e, dal 1962, i freni a disco anteriori; la cilindrata cresce fino a 1.098 cc. La Mark III (1964-1966) porta parabrezza curvo, finestrini a manovella, maniglie esterne e una sospensione posteriore rivista, mentre l'ultima Mark IV (1966-1971) adotta il motore da 1.275 cc, la capote pieghevole permanente e l'impianto elettrico con alternatore. Gli ultimi 1.022 esemplari, realizzati dopo la fine dell'accordo tra Austin e Healey nel 1971, vengono venduti come semplice Austin Sprite, senza il nome Healey.

Potenza

Da 43 a 65 CV a seconda della serie

Il gemello MG Midget e le varianti speciali

Dal 1961 BMC affianca alla Sprite una versione gemella con badge MG, la Midget, che condivide gran parte della meccanica e della carrozzeria. La Sprite utilizza inoltre uno dei primi telai a costruzione unitaria applicati a una vettura sportiva di grande serie. In Italia il carrozziere Innocenti produce su licenza proprie varianti a due e tre volumi, contribuendo alla diffusione del modello anche fuori dal mercato britannico.

Anni di produzione

1958-1971

La Sprite in pista: Le Mans e Sebring

Accanto alla versione stradale, la Sprite conosce anche un percorso sportivo. Una variante da competizione sviluppata a metà degli anni Sessanta, con carrozzeria aerodinamica, carburatore Weber e cambio a cinque rapporti derivato dalla MG B, supera i 100 CV e viene schierata alla 24 Ore di Le Mans e alla 12 Ore di Sebring, conquistando vittorie di classe fino al 1968.

La Sprite oggi: un classico ancora accessibile

Grazie alla meccanica semplice e alla larga disponibilità di ricambi, la Austin-Healey Sprite resta uno dei classici inglesi più economici da mantenere e restaurare. Sul mercato dell'usato le serie successive alla prima, meno rifinite esteticamente ma meccanicamente più evolute, si trovano generalmente a cifre più contenute rispetto alla ricercatissima Mark I Frogeye, il cui fascino da icona di design continua a sostenerne le quotazioni tra gli appassionati e i collezionisti.

Le generazioni della Sprite

13anni di storia

1958—19613 anni

Mark I "Frogeye"/"Bugeye"

Prima serie riconoscibile per i fari rotondi montati in cima al cofano, motore 948 cc da circa 43 CV, allestimento essenziale senza maniglie esterne né finestrini avvolgibili. 48.987 esemplari prodotti.

1961—19643 anni

Mark II

Frontale convenzionale condiviso con la MG Midget, portellone posteriore funzionante, freni a disco anteriori dal 1962 e cilindrata portata fino a 1.098 cc. 31.665 esemplari prodotti.

1964—19662 anni

Mark III

Parabrezza curvo, finestrini a manovella, maniglie esterne e sospensione posteriore rivista, con il motore 1.098 cc portato a circa 59 CV. 25.905 esemplari prodotti.

1966—19715 anni

Mark IV

Ultima serie con motore 1.275 cc da circa 65 CV, capote pieghevole permanente e impianto elettrico con alternatore. Gli ultimi esemplari, realizzati nel 1971, vengono commercializzati come Austin Sprite. 22.790 esemplari prodotti.

Domande frequenti sulla Sprite

Perché la Austin-Healey Sprite è soprannominata "Frogeye" o "Bugeye"?

Il soprannome nasce dai fari rotondi della prima serie, montati in due gusci sporgenti sopra il cofano invece che integrati nei parafanghi: un dettaglio che ricorda gli occhi di una rana, da cui Frogeye nel Regno Unito e Bugeye negli Stati Uniti.

Che differenza c'è tra la Austin-Healey Sprite e la MG Midget?

Dal 1961 la MG Midget affianca la Sprite come versione gemella con badge diverso: condivide gran parte della meccanica e, dalla Mark II in poi, anche la carrozzeria, distinguendosi principalmente per griglia, finiture e marchio.

Quanti esemplari di Austin-Healey Sprite sono stati prodotti?

Complessivamente sono stati costruiti circa 129.000 esemplari tra il 1958 e il 1971, suddivisi tra le quattro serie principali, dalla Mark I Frogeye alla Mark IV.

Quali motori montava la Austin-Healey Sprite?

Tutte le serie utilizzavano quattro cilindri in linea della famiglia A-Series, con cilindrata cresciuta nel tempo da 948 cc della Mark I fino ai 1.275 cc della Mark IV, e potenze comprese tra circa 43 e 65 CV.

La Austin-Healey Sprite ha avuto una carriera sportiva?

Sì: versioni da competizione con carrozzeria aerodinamica e motore potenziato hanno preso parte a gare di durata come la 24 Ore di Le Mans e la 12 Ore di Sebring, ottenendo diverse vittorie di classe fino alla fine degli anni Sessanta.

Fonti

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