Il debutto e la prima serie "Frogeye" (1958-1961)
La Sprite Mark I viene presentata a Monte Carlo nel maggio 1958 come sportiva minimalista: niente maniglie esterne, niente finestrini avvolgibili, solo un semplice tonneau al posto della capote. La firma stilistica è di Gerry Coker, autore delle linee tondeggianti e dei fari rotondi montati in cima al cofano, subito ribattezzati Frogeye nel Regno Unito e Bugeye negli Stati Uniti.
- Motore A-Series da 948 cc, circa 43 CV a 5.200 giri
- Velocità massima di poco superiore ai 130 km/h
- 48.987 esemplari costruiti tra il 1958 e il 1961
Motore
4 cilindri in linea A-Series, 948-1.275 cc
L'evoluzione tecnica: dalla Mark II alla Mark IV
Con la Mark II (1961-1964) la Sprite abbandona i fari sporgenti per un frontale convenzionale, condiviso con la neonata MG Midget, e introduce un bagagliaio con portellone funzionante e, dal 1962, i freni a disco anteriori; la cilindrata cresce fino a 1.098 cc. La Mark III (1964-1966) porta parabrezza curvo, finestrini a manovella, maniglie esterne e una sospensione posteriore rivista, mentre l'ultima Mark IV (1966-1971) adotta il motore da 1.275 cc, la capote pieghevole permanente e l'impianto elettrico con alternatore. Gli ultimi 1.022 esemplari, realizzati dopo la fine dell'accordo tra Austin e Healey nel 1971, vengono venduti come semplice Austin Sprite, senza il nome Healey.
Potenza
Da 43 a 65 CV a seconda della serie
Il gemello MG Midget e le varianti speciali
Dal 1961 BMC affianca alla Sprite una versione gemella con badge MG, la Midget, che condivide gran parte della meccanica e della carrozzeria. La Sprite utilizza inoltre uno dei primi telai a costruzione unitaria applicati a una vettura sportiva di grande serie. In Italia il carrozziere Innocenti produce su licenza proprie varianti a due e tre volumi, contribuendo alla diffusione del modello anche fuori dal mercato britannico.
Anni di produzione
1958-1971
La Sprite in pista: Le Mans e Sebring
Accanto alla versione stradale, la Sprite conosce anche un percorso sportivo. Una variante da competizione sviluppata a metà degli anni Sessanta, con carrozzeria aerodinamica, carburatore Weber e cambio a cinque rapporti derivato dalla MG B, supera i 100 CV e viene schierata alla 24 Ore di Le Mans e alla 12 Ore di Sebring, conquistando vittorie di classe fino al 1968.
La Sprite oggi: un classico ancora accessibile
Grazie alla meccanica semplice e alla larga disponibilità di ricambi, la Austin-Healey Sprite resta uno dei classici inglesi più economici da mantenere e restaurare. Sul mercato dell'usato le serie successive alla prima, meno rifinite esteticamente ma meccanicamente più evolute, si trovano generalmente a cifre più contenute rispetto alla ricercatissima Mark I Frogeye, il cui fascino da icona di design continua a sostenerne le quotazioni tra gli appassionati e i collezionisti.