Gli anni d'oro e il primo crollo (1901-1927)
Sotto la guida di Herbert Austin, Wolseley crebbe rapidamente diventando per anni il più grande produttore di automobili del Regno Unito. Austin lasciò l'azienda nel 1905 per fondare la propria casa automobilistica, ma Wolseley continuò a espandersi: nel 1913 la produzione toccava le 3.000 vetture annue, mentre nel 1921 si arrivò a 12.000 automobili prodotte in un solo anno.
- Durante la Prima Guerra Mondiale l'azienda riconvertì parte della produzione a scopi bellici, realizzando migliaia di motori aeronautici e velivoli.
- Tra il 1905 e il 1911 le vetture furono commercializzate come Wolseley-Siddeley, dal nome del manager John Siddeley.
- La scomparsa dei fratelli Vickers, tra il 1914 e il 1919, privò l'azienda di una guida solida negli anni della grande espansione del dopoguerra.
Nonostante i volumi produttivi, la gestione finanziaria si rivelò fragile: nell'ottobre del 1926 Wolseley fu dichiarata insolvente, con debiti stimati in circa 2 milioni di sterline, in quello che fu definito uno dei più clamorosi fallimenti della prima storia dell'industria automobilistica britannica.
L'era Morris e l'ingresso in BMC
Nel 1927 fu William Morris, fondatore della Morris Motors, ad acquistare Wolseley da Vickers come investimento personale, per circa 730.000 sterline. Con il tempo il marchio entrò a far parte della Morris Motors Limited e, successivamente, della più ampia Nuffield Organization, insieme a marchi come MG e Riley.
Da questo momento Wolseley assunse un ruolo preciso all'interno del gruppo: proporre versioni più raffinate e ben rifinite di modelli condivisi con Morris, secondo una logica di badge engineering che sarebbe diventata la cifra distintiva del marchio nei decenni successivi. Nel 1952 la fusione tra Austin e Nuffield diede vita alla British Motor Corporation (BMC), che assorbì definitivamente Wolseley all'interno del suo listino di marchi.
Il declino e la fine del marchio (1968-1975)
Con la nascita di British Leyland nel 1968, Wolseley proseguì la propria attività come marchio di fascia medio-alta all'interno di un gruppo sempre più grande e complesso. Modelli come la Wolseley 1500, la 15/60 e la piccola Hornet, derivata dalla Mini, continuarono la tradizione di berline curate nei dettagli e negli allestimenti.
L'ultimo modello a portare il nome Wolseley fu la Wolseley Six, prodotta fino al 1975. In quell'anno, dopo 74 anni di storia, il marchio venne definitivamente ritirato dal mercato, assorbito nella progressiva razionalizzazione dei brand di British Leyland.
I modelli che hanno fatto la storia del marchio
Tra le vetture più rappresentative della produzione Wolseley figura la 14/60, berlina a sei cilindri prodotta tra il 1938 e il 1948 all'interno della gamma Series III.
- Motore da 1.818 cc a sei cilindri in linea, con doppio carburatore ed erogazione di 60 CV.
- Passo di 104¾ pollici (circa 2.661 mm), con carrozzeria berlina quattro porte e una piccola serie di torpedo denominata 'Redfern'.
- Produzione interrotta dalla guerra e ripresa nel 1945: solo nel dopoguerra furono realizzati 5.731 esemplari, prima che il modello lasciasse spazio alla Wolseley 6/80 nel 1948.
Una 14/60 del 1938 è inoltre diventata nota al grande pubblico per la sua presenza nella serie televisiva britannica Foyle's War.