Le origini: una piccola factory nello Staffordshire
Minari Engineering Ltd. nasce nel 1990 come costruttore artigianale di kit car, con sede nello Staffordshire. Fin dal principio la filosofia del marchio è chiara: offrire una scocca leggera in vetroresina da abbinare a motore, cambio e sospensioni presi di peso dall'Alfa Romeo Alfasud, e in seguito dalla 33.
Il montaggio poteva avvenire in proprio, con successiva omologazione presso il DVLA, oppure tramite il montatore esterno Chameleon Cars, che realizzava vetture pronte all'uso per chi preferiva non occuparsi dell'assemblaggio.
La gamma: Club Sport Mk1 e Road Sport Mk2
Il primo modello, la Club Sport Mk1, debutta nel 1990: una vettura essenziale, con porte molto strette a causa delle fiancate rinforzate necessarie a irrigidire la scocca, e un cofano anteriore basculante a corpo unico che facilitava l'accesso al motore. Ne furono realizzati appena 13 esemplari.
Nel corso degli anni '90 arriva la Road Sport Mk2, evoluzione diretta della Mk1 con scocca migliorata e linee aggiornate: è il modello di maggior successo del marchio, con circa 130 kit venduti prima della fine della produzione nel 2000. Tra le varianti proposte figura anche una versione a tetto rigido, la Berlinetta, con carrozzeria coupé al posto della classica capote da roadster.
- Club Sport Mk1: il modello fondativo, appena 13 unità prodotte
- Road Sport Mk2: la vettura più diffusa, circa 130 esemplari costruiti
- Berlinetta: variante coupé della Road Sport Mk2, con tetto rigido al posto della capote
Una meccanica di riporto, un assemblaggio da manuale
La struttura delle vetture Minari è una monoscocca in vetroresina (GRP) irrigidita da un telaietto ausiliario in acciaio, su cui si innestava il motore preso dall'Alfasud o dalla 33. Il peso contenuto, attorno ai 720 kg, garantiva prestazioni brillanti anche con il modesto propulsore 1.5 a doppio carburatore: velocità massima di circa 120 mph e scatto da 0 a 60 mph in meno di 9 secondi, con margini di miglioramento ulteriori scegliendo le versioni a 8 o 16 valvole.
Curiosa la scelta dei componenti di dettaglio: sulla Club Sport Mk1 fari e parabrezza arrivavano da una Citroën AX, la guarnizione del parabrezza da un Ford Transit, le cerniere del cofano dalle porte posteriori di una Land Rover Series III Safari e i fanali posteriori da un'Alfasud Sprint. Sulla Road Sport Mk2 i progettisti optarono invece per i fanali posteriori di una Mazda 121 e i proiettori di una Mazda MX-3.
La fine della produzione e l'eredità del marchio
Verso la fine degli anni '90 la crescente scarsità di Alfasud da usare come base donatrice spinse a valutare alternative, individuando nel motore boxer della Subaru Impreza un possibile sostituto: da questi studi nacque un progetto parallelo, la Delfino Feroce, sviluppato al di fuori del marchio Minari vero e proprio. Poco dopo, con i fondatori impegnati in altre attività, Minari Engineering cessò l'attività.
Stampi e diritti di produzione della Road Sport Mk2 passarono nel tempo a più soggetti: prima ad Adrenaline Motorsport, che ne trasse spunto per un nuovo progetto chiamato Murtaya, poi, nel 2011, a Paul Featherstone-Harvey della Peninsula Sports Cars, che riprese la vendita di kit e ricambi. Dopo la sua scomparsa, nel 2017, la produzione risulta sospesa. Gli stampi della Club Sport Mk1, coinvolti anche in una vicenda legale, furono infine donati al dipartimento motoristico di un istituto tecnico e in seguito distrutti.