Le origini: da telaista di moto a costruttore di repliche
Prima di dedicarsi alle automobili, Georges Martin costruiva telai per moto sin dal 1972. Alla fine degli anni Ottanta decide di sfruttare questa esperienza tecnica per lanciarsi in un settore diverso: la produzione di repliche di vetture leggendarie, pensate per chi sognava un'auto iconica senza poter accedere al mercato degli esemplari originali.
Nasce così Automobiles Martin, un piccolo costruttore che propone le proprie vetture sia già assemblate sia in kit, da completare recuperando meccanica e componenti da un veicolo donatore usato. Una formula che riduce i costi e rende la produzione flessibile, tipica dei piccoli costruttori artigianali francesi dell'epoca.
La gamma: Seven, Cobra, GT40 e Tilbury
Il primo modello, siglato TTM GM0, è una replica della Lotus Seven: monta un quattro cilindri Ford di origine Sierra da 1,6 litri e 75 CV, con sospensioni anteriori derivate dalla Triumph Spitfire. Nel 1993 arriva la versione Seven S3, aggiornata con un motore Ford 1,8 litri a iniezione e 16 valvole. È il modello più prodotto del marchio, con circa 550 esemplari realizzati.
La replica più celebre resta però la TTM GM1, ispirata alla AC Cobra: telaio a sezione quadra rinforzato, meccanica Ford Granada e Scorpio con motore V6 2,9 litri, e una carrozzeria stampata direttamente su uno scocco di una AC Cobra originale, tanto fedele da ottenere l'autorizzazione a utilizzare la sigla AC. Ne vengono costruiti circa 90 esemplari.
- GT40: replica su telaio tubolare con meccanica Ford, motore V6 e carrozzeria in alluminio e vetroresina; complici gravi problemi di omologazione, resta l'ultimo progetto del costruttore e ne vengono realizzati solo 7 esemplari.
- Tilbury: dal 1991 Martin acquisisce la licenza per produrre questo roadster originale su base meccanica Renault 4 GTL, con carrozzeria in vetroresina; prima della chiusura ne vengono costruiti tra i 130 e i 140 esemplari.
La filosofia meccanica: componenti Ford alla base di tutto
Un tratto comune a quasi tutta la gamma Martin è l'uso di meccanica Ford di serie, scelta per affidabilità, robustezza e facilità di reperimento dei ricambi: dai quattro cilindri della Sierra ai V6 di Granada e Scorpio. Questa scelta consente al costruttore di contenere i costi e di offrire vetture semplici da mantenere, in linea con lo spirito artigianale che caratterizza i piccoli produttori di repliche.
Il declino e l'eredità di un piccolo grande costruttore
Nel 1995 Georges Martin lascia la guida operativa dell'azienda a Gérard Dequauville, pur restando direttore tecnico. L'anno successivo, nel 1996, Martin Production viene posta in liquidazione giudiziaria e la produzione si ferma definitivamente, dopo aver realizzato complessivamente oltre 800 vetture tra il 1989 e il 1995.
Il progetto Tilbury non scompare del tutto: la licenza passa al costruttore spagnolo Hurtan, che ne continua la produzione con i modelli T2 e T2+2, questa volta su base meccanica Renault Clio. Oggi la memoria del marchio è custodita soprattutto dagli appassionati riuniti nel Club Automobile Martin.