Dalle origini danesi alla produzione tedesca
Il concetto alla base di CityEL nasce per rispondere a un'esigenza precisa: uno spostamento urbano economico e a zero emissioni locali per una sola persona. Il primo Mini-El del 1987 monta un motore da 0,8 kW alimentato da tre batterie al piombo, con una velocità massima di 40 km/h e un'autonomia di 60-70 km, numeri modesti ma sufficienti per il tragitto casa-lavoro in città.
- 1987: lancio del Mini-El da parte di El-Trans A/S a Randers, Danimarca
- Primi anni '90: il veicolo diventa noto come CityEL dopo la disputa sul nome Mini
- 1995: trasferimento della produzione ad Aub, in Germania
- 1999: nascita di CITYCOM AG con sede ad Aub-Baldersheim
Il passaggio dalla Danimarca alla Germania segna l'inizio della fase più duratura e conosciuta del marchio, quella che porta CityEL a diventare un riferimento nel piccolo mondo dei veicoli elettrici urbani europei.
Un design essenziale pensato per la città
CityEL adotta una configurazione a tre ruote con un solo posto centrale, un layout che riduce peso, ingombro e consumi. Al posto delle portiere tradizionali, l'intera parte superiore della carrozzeria si solleva su pistoni a gas, offrendo accesso diretto all'abitacolo. È inoltre disponibile un piccolo seggiolino opzionale dietro il sedile principale, pensato per il trasporto occasionale di un bambino fino a 30 kg.
Nel corso degli anni la gamma si è arricchita di diverse versioni di carrozzeria: la Basic con tetto rigido, la Cabrio completamente scoperta e la Targa con tettuccio centrale removibile e vetri posteriori fissi. Le dimensioni compatte, circa 2,74 metri di lunghezza per poco più di un metro di larghezza, e un peso contenuto attorno ai 210-290 kg a seconda della versione, rendono CityEL un mezzo agile nel traffico cittadino e semplice da parcheggiare.
Evoluzione tecnica: dal Mini-El al FactFour
Nel tempo la meccanica di CityEL è stata progressivamente aggiornata. Le versioni successive al Mini-El originale hanno introdotto un motore da 2,5 kW con velocità massima di 55 km/h, mentre nel 2002 debutta il FactFour, la variante più performante della gamma.
- FactFour: motore da 4 kW, quattro batterie al piombo, velocità massima di 63 km/h e autonomia tra 70 e 90 km
- Consumo dichiarato tra 3,5 e 5 kWh/100 km per il FactFour, tra 7 e 9 kWh/100 km per le versioni precedenti
- Disponibilità di pacchi batteria al litio-ione o al litio ferro fosfato, con autonomie che nelle versioni più recenti superano i 100-120 km
Le motorizzazioni proposte nel corso della vita del marchio spaziano complessivamente da 1 a 5 kW, un ventaglio che testimonia come CityEL abbia cercato di stare al passo con l'evoluzione delle tecnologie di batteria, pur mantenendo intatta la filosofia originaria di semplicità ed efficienza.
Un marchio di nicchia ma influente
Pur restando un prodotto di nicchia, CityEL ha raggiunto risultati significativi per gli standard della mobilità elettrica pre-Tesla: entro il 2008 le vendite complessive avevano superato le 6.000 unità, rendendolo uno dei veicoli elettrici più diffusi in Europa negli anni '90. Questo lo ha reso un punto di riferimento per appassionati ed early adopter dell'elettrico, ben prima che le grandi case generaliste lanciassero le prime auto a batteria di massa.
Dopo il passaggio a Smiles AG nel 2009 e la successiva crisi finanziaria, la produzione è ripartita sotto CityCom GmbH nel 2012, per poi cessare intorno al 2018. Nonostante l'uscita di scena della produzione originale, CityEL resta un caso di studio interessante per chi vuole ripercorrere la storia della mobilità elettrica europea.