Bristol

L'eleganza artigianale inglese fuori dal tempo

Bristol è uno storico costruttore britannico di vetture di lusso costruite a mano, nato dal know-how aeronautico e da sempre sinonimo di esclusività estrema e produzioni limitatissime.

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Bristol nasce nel 1945 come divisione automobilistica della Bristol Aeroplane Company, il colosso aeronautico britannico che, terminata la Seconda Guerra Mondiale, decide di riconvertire parte delle proprie competenze ingegneristiche alla costruzione di automobili di alta gamma. Il primo modello, la Bristol 400, debutta nel 1947 riprendendo in modo dichiarato lo stile e la meccanica delle BMW dell'anteguerra, frutto dei contatti tra i tecnici Bristol e gli Aldington, importatori britannici del marchio bavarese. Da quel momento Bristol costruisce la propria identità su un approccio quasi artigianale: pochissimi esemplari all'anno, un unico showroom a Londra e una cura costruttiva mutuata direttamente dall'industria aeronautica. Un percorso che l'ha resa, per decenni, una delle case automobilistiche più esclusive e meno conosciute del panorama britannico.

Dalle ali alle quattro ruote: la nascita del marchio

La storia di Bristol comincia negli stabilimenti della Bristol Aeroplane Company, che nel 1945 costituisce una divisione dedicata alle automobili presso l'aeroporto di Filton, vicino a Bristol. L'obiettivo era mettere a frutto competenze e capacità produttive maturate nell'aviazione bellica in un settore civile in espansione.

  • Il primo modello, la Bristol 400, arriva nel 1947 ispirandosi apertamente alle BMW prebelliche.
  • Fino al 1961 le vetture montano motori a sei cilindri in linea derivati da progetti BMW.
  • Nel 1973 la produzione si sposta nello stabilimento di Patchway, sempre nell'area di Bristol.

Per gran parte della propria storia l'azienda ha venduto le proprie vetture attraverso un unico showroom, situato all'angolo tra Kensington High Street e Holland Road a Londra, a conferma di una strategia commerciale volutamente di nicchia.

L'evoluzione della gamma: dai sei cilindri ai V8 Chrysler

Un passaggio tecnico fondamentale avviene con l'arrivo della Bristol 407, quando l'azienda abbandona i motori derivati BMW per adottare propulsori V8 Chrysler, abbinati alla trasmissione automatica TorqueFlite. Questa impostazione meccanica, con cilindrate comprese tra 5,2 e 6,2 litri, accompagnerà il marchio per tutto il resto della sua storia produttiva.

Tra i modelli più significativi di questa fase figurano la 412 (1975), disponibile anche in versione targa disegnata da Zagato e proseguita nelle varianti Beaufighter e Beaufort fino al 1994, e la 603, presentata nel 1976, da cui derivano poi la Britannia e la Brigand. Negli anni successivi arrivano la Blenheim, prodotta in diverse serie fino al 2011, e la Fighter, sportiva di grande cilindrata con motore V10, realizzata dal 2004 al 2011.

Un costruttore a bassissimo volume

Bristol non ha mai inseguito i grandi numeri: le ultime cifre di produzione ufficiali risalgono al 1982, anno in cui furono realizzate 104 vetture. Un approccio coerente con la filosofia del marchio, che ha sempre privilegiato la cura costruttiva artigianale e l'esclusività rispetto alla diffusione commerciale.

Nel corso dei decenni la proprietà è cambiata più volte: da George White, che ne assunse il controllo nel 1960, a Tony Crook, alla guida per circa 24 anni dal 1973, fino all'ingresso di Toby Silverton e del Tavistock Group nei primi anni 2000. Nel 2011 l'azienda entra in amministrazione controllata e viene rilevata dal gruppo Kamkorp, per poi essere infine liquidata nel marzo 2020.

Il presente e il rilancio in chiave elettrica

Dopo la liquidazione del 2020, i diritti di proprietà intellettuale, gli stampi e le attrezzature per la produzione dei telai sono stati acquisiti da un nuovo investitore, che ha annunciato l'intenzione di trasformare Bristol in un costruttore britannico di veicoli elettrici entro l'ottantesimo anniversario del marchio. Il progetto prevede la realizzazione di versioni rimasterizzate dei modelli storici su base ordinativa, oltre alla ripresa del nome Buccaneer per un nuovo modello interamente elettrico.

Un capitolo precedente di questo percorso di rilancio era già stato scritto nel 2016, quando per celebrare i 70 anni dalla fondazione fu presentata la Bullet, una roadster a due posti con motore V8 BMW da 370 cavalli, pensata in edizione limitata.

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Domande frequenti su Bristol

Quando è stata fondata Bristol?

Bristol nasce nel 1945 come divisione automobilistica della Bristol Aeroplane Company, con il primo modello, la 400, presentato nel 1947.

Che tipo di motori montavano le Bristol?

Fino al 1961 le vetture usavano sei cilindri in linea derivati da progetti BMW prebellici; dalla 407 in poi il marchio è passato ai V8 Chrysler da 5,2 a 6,2 litri.

Quante auto ha prodotto Bristol nel corso della sua storia?

I volumi sono sempre stati molto contenuti: l'ultimo dato ufficiale disponibile risale al 1982, con 104 vetture prodotte in quell'anno.

Perché Bristol ha smesso di produrre auto?

L'azienda è entrata in amministrazione controllata nel 2011 ed è stata infine posta in liquidazione nel marzo 2020, dopo decenni di produzione a bassissimo volume.

Qual è stata l'unica Bristol a quattro porte?

La 405, presentata nel 1954, è stata l'unica berlina a quattro porte prodotta dal marchio, realizzata in 308 esemplari complessivi tra versione berlina e decappottabile.

Bristol tornerà a produrre auto?

Sì, un nuovo proprietario ha acquisito diritti e strumenti di produzione con l'obiettivo di rilanciare il marchio come costruttore di veicoli elettrici, a partire dal nuovo modello Buccaneer.

Fonti

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