Dalle ali alle quattro ruote: la nascita del marchio
La storia di Bristol comincia negli stabilimenti della Bristol Aeroplane Company, che nel 1945 costituisce una divisione dedicata alle automobili presso l'aeroporto di Filton, vicino a Bristol. L'obiettivo era mettere a frutto competenze e capacità produttive maturate nell'aviazione bellica in un settore civile in espansione.
- Il primo modello, la Bristol 400, arriva nel 1947 ispirandosi apertamente alle BMW prebelliche.
- Fino al 1961 le vetture montano motori a sei cilindri in linea derivati da progetti BMW.
- Nel 1973 la produzione si sposta nello stabilimento di Patchway, sempre nell'area di Bristol.
Per gran parte della propria storia l'azienda ha venduto le proprie vetture attraverso un unico showroom, situato all'angolo tra Kensington High Street e Holland Road a Londra, a conferma di una strategia commerciale volutamente di nicchia.
L'evoluzione della gamma: dai sei cilindri ai V8 Chrysler
Un passaggio tecnico fondamentale avviene con l'arrivo della Bristol 407, quando l'azienda abbandona i motori derivati BMW per adottare propulsori V8 Chrysler, abbinati alla trasmissione automatica TorqueFlite. Questa impostazione meccanica, con cilindrate comprese tra 5,2 e 6,2 litri, accompagnerà il marchio per tutto il resto della sua storia produttiva.
Tra i modelli più significativi di questa fase figurano la 412 (1975), disponibile anche in versione targa disegnata da Zagato e proseguita nelle varianti Beaufighter e Beaufort fino al 1994, e la 603, presentata nel 1976, da cui derivano poi la Britannia e la Brigand. Negli anni successivi arrivano la Blenheim, prodotta in diverse serie fino al 2011, e la Fighter, sportiva di grande cilindrata con motore V10, realizzata dal 2004 al 2011.
Un costruttore a bassissimo volume
Bristol non ha mai inseguito i grandi numeri: le ultime cifre di produzione ufficiali risalgono al 1982, anno in cui furono realizzate 104 vetture. Un approccio coerente con la filosofia del marchio, che ha sempre privilegiato la cura costruttiva artigianale e l'esclusività rispetto alla diffusione commerciale.
Nel corso dei decenni la proprietà è cambiata più volte: da George White, che ne assunse il controllo nel 1960, a Tony Crook, alla guida per circa 24 anni dal 1973, fino all'ingresso di Toby Silverton e del Tavistock Group nei primi anni 2000. Nel 2011 l'azienda entra in amministrazione controllata e viene rilevata dal gruppo Kamkorp, per poi essere infine liquidata nel marzo 2020.
Il presente e il rilancio in chiave elettrica
Dopo la liquidazione del 2020, i diritti di proprietà intellettuale, gli stampi e le attrezzature per la produzione dei telai sono stati acquisiti da un nuovo investitore, che ha annunciato l'intenzione di trasformare Bristol in un costruttore britannico di veicoli elettrici entro l'ottantesimo anniversario del marchio. Il progetto prevede la realizzazione di versioni rimasterizzate dei modelli storici su base ordinativa, oltre alla ripresa del nome Buccaneer per un nuovo modello interamente elettrico.
Un capitolo precedente di questo percorso di rilancio era già stato scritto nel 2016, quando per celebrare i 70 anni dalla fondazione fu presentata la Bullet, una roadster a due posti con motore V8 BMW da 370 cavalli, pensata in edizione limitata.
