Debutto e posizionamento nel 1963
La Bristol 408 viene svelata all'Earls Court Motor Show nell'ottobre del 1963, dove ottiene il riconoscimento per la carrozzeria assegnato dalla Society of Motor Manufacturers and Traders. Il listino la colloca in una fascia superiore rispetto a rivali diretti come l'Aston Martin DB5 e l'AC Cobra, confermando la filosofia Bristol di piccolissime serie e altissima esclusività.
Meccanicamente la 408 eredita l'impostazione della 407, con motore V8 Chrysler e cambio automatico, ma introduce un frontale completamente ridisegnato che abbandona lo stile ereditato dalla 406 a sei cilindri.
Potenza
Circa 250 CV (253 PS) a 4.400 giri/min
Motore e meccanica: il V8 Chrysler
Il cuore della 408 è un V8 Chrysler da 5,1 litri (313 pollici cubici), capace di erogare circa 250 CV a 4.400 giri/min e circa 460 Nm di coppia a 2.800 giri/min, abbinato a un cambio automatico TorqueFlite a tre rapporti con rapporto al ponte di 3,31.
- 0-100 km/h in circa 9-10 secondi
- Velocità massima di circa 196-203 km/h
- Trazione posteriore, freni a disco su tutte e quattro le ruote
Per l'epoca si trattava di prestazioni di assoluto rilievo, tanto che secondo alcune fonti la 408 risultava più rapida sul mezzo miglio da fermo di una Ferrari 250 GT 2+2.
Velocità massima
Circa 196-203 km/h
Design: una linea più pulita
Rispetto alla 407, la 408 introduce una griglia anteriore rettangolare con marcate barre orizzontali, in sostituzione dell'impostazione ereditata dalla 406. I pannelli di carrozzeria diventano più piatti e lineari, una scelta che ne semplifica e abbassa i costi di produzione rispetto al modello precedente.
Anche gli indicatori di direzione cambiano forma, passando da elementi tondeggianti a blocchi rettangolari più ampi, un dettaglio che diventa una delle firme stilistiche più riconoscibili del modello.
Anni di produzione
1963-1966
La Mark II: gli aggiornamenti del 1965
A metà del ciclo produttivo, nel 1965, Bristol introduce una revisione nota come 408 Mark II, una scelta insolita per un marchio abituato a cicli produttivi molto stabili. La cilindrata del V8 Chrysler cresce a 5,2 litri (318 pollici cubici) e il cambio automatico adotta una costruzione in lega di alluminio, più leggera di oltre 30 kg rispetto all'unità precedente.
Cambia anche il comando del cambio all'interno dell'abitacolo, con pulsanti rettangolari al posto di quelli circolari della prima serie. Le fonti concordano su una produzione complessiva della Mark II molto limitata, nell'ordine di sole 16-17 unità.
Una rarità per il collezionismo
Con appena 83 esemplari costruiti in tutto tra il 1963 e il 1966, la Bristol 408 resta oggi una delle Gran Turismo inglesi meno conosciute e più rare sul mercato del collezionismo. La combinazione tra meccanica robusta di derivazione Chrysler e carrozzeria costruita a mano con criteri quasi aeronautici la rende un oggetto di culto per gli appassionati del marchio di Filton.