Dalle due ruote alla rinascita come costruttore di auto
Il marchio Ariel affonda le radici nell'Ottocento, quando nacque come produttore di biciclette e successivamente di motociclette, con modelli che negli anni '30 e fino agli anni '70 divennero un riferimento nel Regno Unito.
La rinascita in chiave automobilistica arriva però solo negli anni '90: Simon Saunders, all'epoca docente di design dei trasporti, sviluppa insieme a uno studente il concetto di una sportiva leggera a struttura tubolare scoperta. La società fondata nel 1991 viene rinominata Ariel Motor Company Ltd. nel 1999, anno in cui debutta anche il primo modello di produzione.
Ariel Atom: la sportiva senza carrozzeria
L'Ariel Atom è il modello che ha reso celebre il marchio: una vettura priva di carrozzeria e tetto, costruita interamente attorno a un telaio tubolare a vista, con un peso che nelle prime versioni restava sotto i 500 kg.
- La prima generazione debutta nel 1999 con motore Rover K-Series aspirato da circa 190 CV.
- Le versioni successive adottano propulsori Honda, fino all'attuale Atom 4, spinta da un 2.0 turbo Honda K20C1 da circa 320 CV.
- Una variante speciale, l'Atom 500 V8 del 2008, con un otto cilindri da 500 CV, stabilì per un periodo il record sul circuito del programma televisivo Top Gear.
Nel 2020 l'Atom 4 è stata premiata da Autocar come miglior auto da guidare del Regno Unito, a conferma di quanto la formula «leggerezza prima di tutto» resti attuale.
Ariel Nomad: lo spirito dell'Atom fuori dall'asfalto
Presentato nel gennaio 2015, il Nomad applica la stessa filosofia scheletrica dell'Atom a un uso fuoristradistico: sospensioni a corsa più lunga, gomme tassellate e un roll bar che si estende a proteggere l'abitacolo anche su terreni accidentati.
Il propulsore è un 2.4 Honda i-VTEC da circa 235 CV, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti, per un mezzo capace di muoversi con la stessa disinvoltura su strada, su sterrato o durante una prova speciale rallistica.
Un'officina, non una fabbrica
Ariel non utilizza linee di montaggio robotizzate: ogni esemplare viene assemblato da un singolo tecnico, che segue la vettura dalla costruzione fino al collaudo su strada e alla firma di approvazione finale.
La sede di Crewkerne, nel Somerset, impiega una trentina di persone e realizza fino a un centinaio di vetture l'anno, rendendo Ariel uno dei costruttori automobilistici più piccoli del Regno Unito.
Lo sguardo verso l'elettrico: il progetto Hipercar
Annunciato nel 2017, l'Hipercar (High Performance Carbon Reduction) è il progetto con cui Ariel esplora le prestazioni elettriche estreme: un motore indipendente per ruota, per una potenza complessiva che nella configurazione a quattro motori supera i 1.000 CV, con uno 0-100 km/h sotto i 2,1 secondi.
Il know-how sviluppato su questo prototipo alimenta anche le versioni elettriche allo studio di Atom e Nomad, a testimonianza di come il marchio stia provando a portare la propria filosofia di leggerezza estrema anche nell'era della zero emissioni.