Dalle ceneri della Zaporožec alla prima trazione anteriore ucraina
La Tavria nacque per colmare il divario tecnico che separava ZAZ dai concorrenti sovietici ed europei. Il progetto, avviato tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta con i primi prototipi a due porte, maturò lentamente fino a sfociare in un'utilitaria a tre porte con motore anteriore trasversale e trazione anteriore, presentata ufficialmente il 18 novembre 1987.
Si trattava di una svolta epocale per lo stabilimento di Zaporižžja, da sempre legato all'architettura a motore posteriore raffreddato ad aria della Zaporožec. Il nome commerciale Tavria arrivò solo nel 1989, scelto tramite un concorso interno tra i dipendenti della fabbrica e ispirato alla Taurica, l'antico nome greco della Crimea.
Motore
MeMZ-245, 4 cilindri 1.1 (1091 cc), 51 CV
Motore e meccanica
Il cuore della Tavria era il MeMZ-245, un quattro cilindri in linea raffreddato ad acqua da 1091 cc, con distribuzione monoalbero, due valvole per cilindro, alimentazione a singolo carburatore Solex e rapporto di compressione 9,5:1. La potenza dichiarata era di circa 51 CV a 5300 giri, con una coppia massima di 78 Nm a 2800 giri, abbinati a un cambio manuale a 5 rapporti.
Le prestazioni erano modeste, coerenti con la vocazione popolare della vettura: lo 0-100 km/h richiedeva circa 17-18 secondi e la velocità massima si fermava intorno ai 130 km/h. I consumi dichiarati oscillavano tra i 4,6 litri/100 km a velocità costante e i 7 litri/100 km nel ciclo urbano.
Anni di produzione
1987-2007 (varianti Slavuta e pick-up fino al 2011)
Le tante facce della famiglia Tavria
Attorno al pianale della 1102 ZAZ costruì negli anni una vera e propria famiglia di modelli, arrivando secondo alcune fonti a oltre 40 varianti tra allestimenti e destinazioni d'uso.
- ZAZ-1102 Tavria (1987-1997): la hatchback tre porte originale
- ZAZ-1102 Tavria Nova (1998-2007): versione aggiornata nello stile e nei contenuti
- ZAZ-1103 Slavuta (1999-2011): variante a tre volumi/liftback
- ZAZ-1105 Dana (1994-1997): declinazione familiare (station wagon)
- ZAZ-11055 Tavria Pick-up (1999-2010): versione commerciale con cassone
Difetti di gioventù e reputazione
Nonostante il salto tecnologico rappresentato dalla trazione anteriore, la Tavria si guadagnò rapidamente una reputazione di scarsa affidabilità. Gli utilizzatori raccontano di ricambi di qualità modesta, spesso da adattare manualmente per montarli correttamente, e di componenti soggetti a usura precoce già dopo un anno o due di utilizzo regolare.
Anche l'assemblaggio in fabbrica risultava incostante: vetture uscite lo stesso giorno dalla linea di produzione potevano presentare difetti diversi, dalle serrature mal regolate a problemi di avviamento. Nei test di sicurezza condotti in Russia la vettura non ottenne alcuna stella, un risultato che, insieme alla qualità produttiva, ne limitò di fatto la diffusione ai mercati dell'Europa dell'Est, del Medio Oriente e del Sud America, dove fu commercializzata anche come Lada Tavria.
La Tavria oggi: tra nostalgia e mercato dell'usato
Con la fine della produzione, la Tavria e le sue derivate sono rimaste tra le ultime vetture interamente progettate e costruite in Ucraina, prima che ZAZ si orientasse verso l'assemblaggio di piattaforme su licenza di altri costruttori. Oggi la 1102 sopravvive soprattutto come oggetto di interesse per appassionati e collezionisti dell'area post-sovietica, dove resta un simbolo della motorizzazione di massa ucraina.
In Europa occidentale, non essendo mai stata importata ufficialmente, gli esemplari circolanti sono rarissimi: chi la cerca oggi lo fa più per curiosità storica che per un reale utilizzo quotidiano, complice anche la difficoltà di reperire ricambi originali a distanza di decenni.