Dal Fićo al furgoncino di Sombor
La storia della 850 AK non può essere separata da quella della sua progenitrice, la Zastava 750, l'utilitaria che tutta la Jugoslavia conosceva col soprannome di Fićo e che veniva prodotta a Kragujevac su licenza Fiat a partire dal 1962. Da quella base meccanica, con motore posteriore e trazione al retrotreno, Zastava sviluppò già dai primi anni Settanta una linea parallela di veicoli commerciali leggeri assemblati nello stabilimento di Sombor.
La prima sigla di questa famiglia fu la 430, riconoscibile per i fari rotondi e il tetto più basso. Seguì la 435, con carrozzeria rialzata, fari rettangolari e cilindrata portata a 848 cc. La 850 AK rappresenta il passo successivo di questa evoluzione: stessa base meccanica e stesso motore della 435, ma con freni a disco sull'avantreno, nuovi fanali posteriori rettangolari e sedili anteriori separati dotati di cinture di sicurezza.
Motore
848 cc, 4 cilindri a benzina
Motore e meccanica
Il cuore della 850 AK è il quattro cilindri benzina da 848 cm³ in posizione posteriore, lo stesso propulsore impiegato sulla berlina Zastava 850, capace di erogare circa 25 kW (33 CV). Numeri modesti anche per gli standard dell'epoca, ma coerenti con la vocazione del mezzo: percorsi brevi, carichi leggeri e utilizzo prevalentemente urbano.
La trasmissione è affidata a un cambio manuale a quattro rapporti, mentre lo schema a motore posteriore e trazione posteriore, ereditato di peso dalla utilitaria Zastava 750, condizionava inevitabilmente la forma e la capacità del vano di carico rispetto ai furgoncini concorrenti con motore anteriore.
Potenza
Circa 25 kW (33 CV)
Carrozzeria, dimensioni e allestimenti
La gamma costruita a Sombor su questa base meccanica comprendeva diverse varianti di carrozzeria: furgone chiuso per il trasporto merci, minibus (il cosiddetto kombi, con sedute fino a otto posti) e versione pick-up con cassone. La 850 AK, con un passo di 2.000 mm e una lunghezza di circa 3.750 mm, aveva un peso a vuoto di 820 kg a fronte di una massa massima ammessa di 1.400 kg, per una portata utile di circa 580 kg.
Numeri che la collocano tra i veicoli commerciali più piccoli del suo tempo, pensati per artigiani, piccole attività commerciali e trasporti locali più che per un uso intensivo su lunghe distanze.
Anni di produzione
Primi anni '80, nell'ambito della famiglia di furgoncini prodotta dal 1970 al 1990
Fine produzione ed eredità
La 850 AK venne infine sostituita dalla 900 AK, ultima evoluzione della famiglia, equipaggiata con il motore da 903 cc derivato dalla Yugo e capace di circa 33 kW (45 CV), oltre a una dotazione interna più curata. La produzione di questa linea di furgoncini, complessivamente stimata in circa 59.000 esemplari tra il 1970 e il 1990, si chiuse proprio con la 900 AK.
Non essendo mai stata commercializzata sui mercati dell'Europa occidentale, la 850 AK resta oggi una presenza rarissima fuori dai confini dei Balcani: gli esemplari sopravvissuti sono ricercati dagli appassionati di auto d'epoca jugoslave, con casi curiosi di veicoli rimasti quasi nuovi dopo decenni di inutilizzo in garage.