Dall'Istituto Tecnico Militare alla prima utilitaria jugoslava
Prima di diventare un nome legato alle automobili, Zastava era sinonimo di armi e artiglieria, erede dell'antico Istituto Tecnico Militare di Kragujevac. La svolta arriva con l'accordo di cooperazione firmato con Fiat, che apre la strada alla produzione su licenza della piccola berlina torinese Tipo 100, meglio conosciuta come Fiat 600.
- Il primo esemplare completo lascia la fabbrica il 18 ottobre 1955
- Nel primo anno vengono assemblate poche decine di vetture, con componenti in gran parte importati dall'Italia
- Solo nel 1962 la produzione diventa interamente jugoslava, con l'introduzione del modello aggiornato ribattezzato 750
Anni di produzione
1955-1962 (poi evoluta in Zastava 750 e 850 fino al 1985)
La meccanica: una Fiat 600 in salsa balcanica
La Zastava 600 riprende fedelmente l'impostazione tecnica della Fiat 600 originale: motore posteriore raffreddato a liquido, trazione sulle ruote posteriori e una carrozzeria a due porte capace di ospitare quattro persone nonostante gli ingombri ridotti.
- Motore 4 cilindri da 633 cm³, con potenza di circa 22 CV
- Velocità massima di circa 95 km/h
- Peso contenuto in circa 585 kg, per consumi ridotti
- Sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote, semplici da mantenere
La semplicità costruttiva, ereditata dal progetto italiano firmato da Dante Giacosa, è la carta vincente del modello: pochi organi meccanici, facili da riparare anche in condizioni artigianali, un requisito fondamentale per un paese con un'industria dei ricambi ancora agli albori.
Da 600 a Fića: la crescita di un'icona popolare
Nel 1962 la 600 lascia il posto alla Zastava 750, con motore portato a 767 cm³ e potenza salita fino a circa 25-30 CV nella variante SE. Il soprannome "Fića", nato dal personaggio di un fumetto pubblicato sul giornale Borba nei primi anni di produzione, resta legato a tutta la famiglia del modello, comprese le versioni successive.
- Le portiere posteriori incernierate al montante di coda vengono mantenute fino al 1969
- Nel 1970 arriva il restyling 750M, con motore da 795 cm³ e impianto di raffreddamento a circuito chiuso
- Nel 1980 debutta la Zastava 850, con motore da 843 cm³ e 32 CV, prodotta fino alla chiusura della linea nel 1985
- Il 1965 segna l'inizio delle esportazioni ufficiali, con le prime vetture inviate in Polonia
Complessivamente, sommando tutte le varianti della famiglia nata dalla 600, la produzione supera i 923.000 esemplari in trent'anni di carriera, di cui oltre 36.000 riferiti alla sola 850.
La Zastava 600 oggi: collezionismo e mercato dell'usato
Trovare oggi una Zastava 600 originale, nella sua configurazione più antica e con componentistica ancora largamente italiana, è un'impresa complessa: gli esemplari sopravvissuti sono concentrati quasi esclusivamente nei territori dell'ex Jugoslavia, dove restano un oggetto di culto popolare.
- Il mercato del collezionismo è più attivo per le versioni successive 750 e 850, più numerose e diffuse anche fuori dai Balcani
- Le quotazioni delle Zastava 750/850 in buono stato si muovono generalmente in una fascia di alcune migliaia di euro, con punte più alte per gli esemplari meglio conservati
- La semplicità meccanica agevola i restauri amatoriali, ma i ricambi originali per la prima serie 600 restano scarsi