Scheda modello

Zastava 600

La Zastava 600 è la prima utilitaria costruita in serie in Jugoslavia: una Fiat 600 assemblata su licenza a Kragujevac a partire dal 1955, progenitrice della celebre famiglia 750/850 nota come Fića.

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Perché sì

  • Meccanica semplice ed essenziale, facile da riparare anche senza officina specializzata
  • Consumi contenuti grazie al peso ridotto e al piccolo motore posteriore
  • Sterzo leggero e ottima maneggevolezza nel traffico cittadino
  • Abitabilità sorprendente per quattro persone nonostante l'ingombro compatto
  • Valore storico e culturale enorme nei Balcani, con una rete di appassionati e ricambisti ancora attiva

Da valutare

  • Prestazioni modeste, con velocità massima di circa 95 km/h per la 600 originaria
  • Porte posteriori incernierate al montante di coda (a vento) fino al 1969, meno sicure in caso di apertura accidentale
  • Raffreddamento non sempre efficace nei climi caldi prima degli aggiornamenti degli anni '70
  • Sicurezza passiva praticamente assente secondo i criteri moderni
  • Esemplari originali della prima serie 600 oggi rarissimi e difficili da reperire fuori dall'area ex jugoslava

In sintesi

Segmento
Utilitaria (segmento A)
Carrozzeria
Berlina 2 porte, 4 posti
Anni di produzione
1955-1962 (poi evoluta in Zastava 750 e 850 fino al 1985)
Layout meccanico
Motore posteriore, trazione posteriore
Motore
4 cilindri in linea, raffreddamento a liquido
Cilindrata
633 cm³
Passo
2.000 mm
Peso a vuoto
585 kg
Cambio
Manuale a 4 marce
Produzione complessiva della famiglia 600/750/850
Oltre 923.000 esemplari

Quando nell'ottobre del 1955 dalle linee di Kragujevac esce la prima vettura completa, la Jugoslavia socialista non ha ancora un'industria dell'auto propria. Zastava, fino ad allora fabbrica di armi e mezzi militari, sceglie la strada più rapida per motorizzare il paese: costruire su licenza la piccola Fiat 600, appena lanciata a Torino, riproducendone motore, meccanica e carrozzeria. I primi esemplari sono assemblati con componenti importati direttamente dall'Italia, ma nel giro di pochi anni la produzione diventa sempre più locale, fino al passaggio di consegne definitivo del 1962, quando il modello viene rinominato Zastava 750 e diventa l'oggetto simbolo della mobilità jugoslava.

Dall'Istituto Tecnico Militare alla prima utilitaria jugoslava

Prima di diventare un nome legato alle automobili, Zastava era sinonimo di armi e artiglieria, erede dell'antico Istituto Tecnico Militare di Kragujevac. La svolta arriva con l'accordo di cooperazione firmato con Fiat, che apre la strada alla produzione su licenza della piccola berlina torinese Tipo 100, meglio conosciuta come Fiat 600.

  • Il primo esemplare completo lascia la fabbrica il 18 ottobre 1955
  • Nel primo anno vengono assemblate poche decine di vetture, con componenti in gran parte importati dall'Italia
  • Solo nel 1962 la produzione diventa interamente jugoslava, con l'introduzione del modello aggiornato ribattezzato 750

Anni di produzione

1955-1962 (poi evoluta in Zastava 750 e 850 fino al 1985)

La meccanica: una Fiat 600 in salsa balcanica

La Zastava 600 riprende fedelmente l'impostazione tecnica della Fiat 600 originale: motore posteriore raffreddato a liquido, trazione sulle ruote posteriori e una carrozzeria a due porte capace di ospitare quattro persone nonostante gli ingombri ridotti.

  • Motore 4 cilindri da 633 cm³, con potenza di circa 22 CV
  • Velocità massima di circa 95 km/h
  • Peso contenuto in circa 585 kg, per consumi ridotti
  • Sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote, semplici da mantenere

La semplicità costruttiva, ereditata dal progetto italiano firmato da Dante Giacosa, è la carta vincente del modello: pochi organi meccanici, facili da riparare anche in condizioni artigianali, un requisito fondamentale per un paese con un'industria dei ricambi ancora agli albori.

Da 600 a Fića: la crescita di un'icona popolare

Nel 1962 la 600 lascia il posto alla Zastava 750, con motore portato a 767 cm³ e potenza salita fino a circa 25-30 CV nella variante SE. Il soprannome "Fića", nato dal personaggio di un fumetto pubblicato sul giornale Borba nei primi anni di produzione, resta legato a tutta la famiglia del modello, comprese le versioni successive.

  • Le portiere posteriori incernierate al montante di coda vengono mantenute fino al 1969
  • Nel 1970 arriva il restyling 750M, con motore da 795 cm³ e impianto di raffreddamento a circuito chiuso
  • Nel 1980 debutta la Zastava 850, con motore da 843 cm³ e 32 CV, prodotta fino alla chiusura della linea nel 1985
  • Il 1965 segna l'inizio delle esportazioni ufficiali, con le prime vetture inviate in Polonia

Complessivamente, sommando tutte le varianti della famiglia nata dalla 600, la produzione supera i 923.000 esemplari in trent'anni di carriera, di cui oltre 36.000 riferiti alla sola 850.

La Zastava 600 oggi: collezionismo e mercato dell'usato

Trovare oggi una Zastava 600 originale, nella sua configurazione più antica e con componentistica ancora largamente italiana, è un'impresa complessa: gli esemplari sopravvissuti sono concentrati quasi esclusivamente nei territori dell'ex Jugoslavia, dove restano un oggetto di culto popolare.

  • Il mercato del collezionismo è più attivo per le versioni successive 750 e 850, più numerose e diffuse anche fuori dai Balcani
  • Le quotazioni delle Zastava 750/850 in buono stato si muovono generalmente in una fascia di alcune migliaia di euro, con punte più alte per gli esemplari meglio conservati
  • La semplicità meccanica agevola i restauri amatoriali, ma i ricambi originali per la prima serie 600 restano scarsi

Le generazioni della 600

30anni di storia

1955—19627 anni

Zastava 600

Prima generazione, copia su licenza della Fiat 600 con motore 633 cm³. Le prime vetture vengono assemblate con componenti importati dall'Italia, poi la produzione diventa progressivamente locale fino al passaggio completo del 1962.

1962—198523 anni

Zastava 750 "Fića"

Evoluzione della 600 con motore portato a 767 cm³ e successivamente a 795 cm³ nella versione 750M del 1970. Diventa il modello popolare per eccellenza della Jugoslavia, con varianti come la più sportiva SE e un lungo restyling che introduce il raffreddamento a circuito chiuso.

1980—19855 anni

Zastava 850

Variante di vertice della gamma, quasi identica alla 750 nell'estetica ma con motore maggiorato a 843 cm³ e 32 CV. Prodotta in parallelo alla 750 fino alla chiusura definitiva della linea nel 1985.

Domande frequenti sulla 600

Che differenza c'è tra Zastava 600 e Zastava 750?

La Zastava 600 è la prima versione, prodotta dal 1955 al 1962 con motore da 633 cm³ e componenti in parte importati dall'Italia. Nel 1962 il modello viene aggiornato con un motore più grande, portato a 767 cm³, e ribattezzato Zastava 750.

Perché la Zastava viene chiamata Fića?

Il soprannome deriva da un personaggio di un fumetto pubblicato sul giornale jugoslavo Borba nei primi anni di produzione del modello, e si è poi esteso a tutta la famiglia 600/750/850.

La Zastava 600 era davvero una Fiat 600 con un altro marchio?

Sostanzialmente sì: nasce da un accordo di licenza con Fiat e riprende motore, meccanica e impostazione della Fiat 600 Tipo 100, con la produzione che diventa via via sempre più autonoma dal punto di vista dei componenti.

Fino a quando è stata prodotta questa famiglia di modelli?

La linea inaugurata dalla 600 nel 1955 è rimasta in produzione, attraverso le evoluzioni 750 e 850, fino al 1985, per un totale complessivo di oltre 923.000 esemplari.

Oggi si trova ancora una Zastava 600 da acquistare?

Gli esemplari della prima serie 600 sono molto rari e concentrati soprattutto nei territori dell'ex Jugoslavia; è più facile imbattersi nelle versioni successive 750 e 850 sul mercato del collezionismo.

Fonti

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