Dalla Fiat 125 al Pezejac jugoslavo
La Zastava 125 PZ nacque da un accordo a tre voci firmato nel 1969 tra Fiat, Zastava e la casa polacca FSO, già produttrice su licenza del Fiat 125 con il nome Polski Fiat 125p. Kragujevac importava dalla Polonia la scocca e parte del telaio della berlina, ma per contenere i costi e sfruttare componenti già in produzione decise di installarvi il motore e la trasmissione della Zastava 1300, la popolare Tristać.
Il risultato fu una vettura ibrida nell'anima industriale ma coerente nell'uso: una carrozzeria più moderna e squadrata rispetto al resto della gamma Zastava, abbinata a una meccanica già nota agli officine e ai clienti jugoslavi. Il debutto avvenne nel 1970 e il nome ufficiale, 125 PZ, univa la sigla del modello Fiat alla lettera Z di Zastava, dando origine al soprannome popolare Pezejac, ancora oggi usato in tutta l'area ex jugoslava per indicare questa vettura.
Motore
1.3 OHV 4 cilindri (1295 cc)
Motore e meccanica: il cuore della Zastava 1300
Sotto il cofano della 125 PZ trovava posto un unico propulsore: il quattro cilindri OHV da 1.295 cc già utilizzato sulla Zastava 1300, capace di 60 CV. Le prestazioni erano contenute, con una velocità massima dichiarata di 140 km/h, ma il vantaggio rispetto alla concorrente polacca stava nell'affidabilità di un'unità meccanica già rodata sul mercato jugoslavo.
- Motore 1.3 OHV a tre supporti di banco, 60 CV
- Velocità massima 140 km/h
- Freni a disco su tutte e quattro le ruote
- Consumo dichiarato tra 10 e 12 litri per 100 km
Il punto debole restava la durata: senza interventi di revisione il motore mostrava segni di usura già attorno ai 100.000 km, un limite comune a molte unità dell'epoca ma che pesava su un'auto pensata per un uso intensivo e su strade non sempre in ottime condizioni.
Potenza
60 CV (44 kW)
Un'auto a metà tra Torino e Varsavia
Esteticamente la 125 PZ riprendeva le linee squadrate del Fiat 125, ma con alcuni adattamenti tipici della versione polacca: fari rotondi al posto dei doppi proiettori quadrati della vettura italiana, plancia con tachimetro a fascia e leva del cambio al pavimento anziché al piantone, in una configurazione più semplice rispetto all'originale torinese. Le dimensioni, 4.233 mm di lunghezza per 1.625 mm di larghezza, la collocavano in una fascia superiore rispetto alle utilitarie Zastava allora in listino, offrendo un abitacolo più ampio e una posizione di guida più moderna.
Velocità massima
140 km/h
Dal declino del Pezejac all'arrivo del Zastava 125p
La carriera della 125 PZ come modello assemblato a Kragujevac fu breve: già all'inizio del 1972 la produzione si fermò per lasciare spazio alla Zastava 101, la prima vettura interamente progettata dalla casa serba. Il nome 125 non scomparve però subito dai listini jugoslavi: per alcuni anni ancora, fino ai primi anni Ottanta, Zastava continuò a commercializzare la versione completa importata dalla Polonia, badata Zastava 125p, equipaggiata con il motore 1.5 da 75 CV, come alternativa di fascia superiore accanto alla gamma nazionale.