Scheda modello

Zastava 125 PZ

La Zastava 125 PZ, ribattezzata popolarmente Pezejac, fu la berlina di fascia media assemblata a Kragujevac tra il 1970 e il 1972 unendo la carrozzeria del Fiat 125 di provenienza polacca alla meccanica già collaudata della Zastava 1300.

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Perché sì

  • Freni a disco su tutte le ruote, efficaci e avanzati per l'epoca
  • Meccanica derivata dalla collaudata Zastava 1300, più robusta della componentistica polacca originale
  • Prezzo più accessibile rispetto a un'ammiraglia Fiat 125 di importazione
  • Abitacolo e linea più moderni rispetto al resto della gamma Zastava del periodo

Da valutare

  • Motore 1.3 OHV con prestazioni modeste e tendenza a un'usura marcata già attorno ai 100.000 km
  • Consumi elevati per la categoria, tra 10 e 12 litri per 100 km
  • Tenuta di strada penalizzata sul bagnato
  • Ciclo di vita commerciale brevissimo, appena due anni, che ne limitò fortemente la diffusione

In sintesi

Segmento
Berlina media
Carrozzeria
Berlina 4 porte
Anni di produzione
1970-1972 (poi importata come Zastava 125p fino al 1983)
Motore
1.3 OHV 4 cilindri (1295 cc)
Potenza
60 CV (44 kW)
Velocità massima
140 km/h
Passo
2.406 mm
Stabilimento
Kragujevac, Jugoslavia (componenti da FSO, Polonia)

Quando nel 1969 Fiat, Zastava e la polacca FSO misero a punto un accordo di collaborazione industriale, l'obiettivo di Kragujevac era offrire un modello più moderno e spazioso della gamma esistente, senza dover sviluppare da zero una nuova vettura. Nacque così la 125 PZ, costruita assemblando carrozzeria e parte del telaio importati dalla Polonia con il motore e gli organi meccanici della Zastava 1300, già prodotta su licenza Fiat. Il nome stesso racconta questa doppia origine: la sigla PZ, da Polski-Zastava, diede vita al soprannome con cui la vettura è ricordata ancora oggi in tutta l'ex Jugoslavia, Pezejac.

Dalla Fiat 125 al Pezejac jugoslavo

La Zastava 125 PZ nacque da un accordo a tre voci firmato nel 1969 tra Fiat, Zastava e la casa polacca FSO, già produttrice su licenza del Fiat 125 con il nome Polski Fiat 125p. Kragujevac importava dalla Polonia la scocca e parte del telaio della berlina, ma per contenere i costi e sfruttare componenti già in produzione decise di installarvi il motore e la trasmissione della Zastava 1300, la popolare Tristać.

Il risultato fu una vettura ibrida nell'anima industriale ma coerente nell'uso: una carrozzeria più moderna e squadrata rispetto al resto della gamma Zastava, abbinata a una meccanica già nota agli officine e ai clienti jugoslavi. Il debutto avvenne nel 1970 e il nome ufficiale, 125 PZ, univa la sigla del modello Fiat alla lettera Z di Zastava, dando origine al soprannome popolare Pezejac, ancora oggi usato in tutta l'area ex jugoslava per indicare questa vettura.

Motore

1.3 OHV 4 cilindri (1295 cc)

Motore e meccanica: il cuore della Zastava 1300

Sotto il cofano della 125 PZ trovava posto un unico propulsore: il quattro cilindri OHV da 1.295 cc già utilizzato sulla Zastava 1300, capace di 60 CV. Le prestazioni erano contenute, con una velocità massima dichiarata di 140 km/h, ma il vantaggio rispetto alla concorrente polacca stava nell'affidabilità di un'unità meccanica già rodata sul mercato jugoslavo.

  • Motore 1.3 OHV a tre supporti di banco, 60 CV
  • Velocità massima 140 km/h
  • Freni a disco su tutte e quattro le ruote
  • Consumo dichiarato tra 10 e 12 litri per 100 km

Il punto debole restava la durata: senza interventi di revisione il motore mostrava segni di usura già attorno ai 100.000 km, un limite comune a molte unità dell'epoca ma che pesava su un'auto pensata per un uso intensivo e su strade non sempre in ottime condizioni.

Potenza

60 CV (44 kW)

Un'auto a metà tra Torino e Varsavia

Esteticamente la 125 PZ riprendeva le linee squadrate del Fiat 125, ma con alcuni adattamenti tipici della versione polacca: fari rotondi al posto dei doppi proiettori quadrati della vettura italiana, plancia con tachimetro a fascia e leva del cambio al pavimento anziché al piantone, in una configurazione più semplice rispetto all'originale torinese. Le dimensioni, 4.233 mm di lunghezza per 1.625 mm di larghezza, la collocavano in una fascia superiore rispetto alle utilitarie Zastava allora in listino, offrendo un abitacolo più ampio e una posizione di guida più moderna.

Velocità massima

140 km/h

Dal declino del Pezejac all'arrivo del Zastava 125p

La carriera della 125 PZ come modello assemblato a Kragujevac fu breve: già all'inizio del 1972 la produzione si fermò per lasciare spazio alla Zastava 101, la prima vettura interamente progettata dalla casa serba. Il nome 125 non scomparve però subito dai listini jugoslavi: per alcuni anni ancora, fino ai primi anni Ottanta, Zastava continuò a commercializzare la versione completa importata dalla Polonia, badata Zastava 125p, equipaggiata con il motore 1.5 da 75 CV, come alternativa di fascia superiore accanto alla gamma nazionale.

Le generazioni della 125 PZ

13anni di storia

1970—19722 anni

Zastava 125 PZ

Versione assemblata a Kragujevac unendo carrozzeria e parte del telaio importati dalla Polonia alla meccanica della Zastava 1300. Unico motore disponibile il 1.3 OHV da 60 CV. Prodotta per circa due anni, fu sostituita dalla Zastava 101.

1972—198311 anni

Zastava 125p

Dopo la fine dell'assemblaggio locale, Zastava continuò a vendere sul mercato jugoslavo il modello importato completo dalla Polonia con il nome Zastava 125p, equipaggiato con il motore 1.5 da 75 CV, come proposta di fascia superiore accanto alla gamma nazionale.

Domande frequenti sulla 125 PZ

Cosa significa la sigla PZ nel nome Zastava 125 PZ?

PZ sta per Polski-Zastava e indica la doppia origine industriale della vettura: carrozzeria e componenti di provenienza polacca assemblati con meccanica Zastava a Kragujevac.

Perché la Zastava 125 PZ è soprannominata Pezejac?

Il soprannome nasce dalla pronuncia popolare della sigla PZ, diventata un nomignolo affettuoso con cui la vettura viene ancora ricordata in tutta l'area ex jugoslava.

Che motore montava la Zastava 125 PZ?

Montava un solo propulsore, il quattro cilindri OHV da 1.295 cc e 60 CV già utilizzato sulla Zastava 1300, con velocità massima dichiarata di 140 km/h.

In cosa differiva dal Fiat 125 prodotto in Italia?

Rispetto alla versione italiana aveva fari rotondi anziché quadrati doppi, una plancia più semplice con tachimetro a fascia e leva del cambio al pavimento, oltre a un motore meno potente derivato dalla Zastava 1300 anziché il DOHC italiano.

Quanti esemplari furono prodotti?

Il dato di circa 1,4 milioni di unità spesso citato si riferisce all'intera famiglia Polski Fiat 125p prodotta in Polonia, Egitto e Jugoslavia tra il 1967 e il 1991: la sola produzione jugoslava della 125 PZ, concentrata tra 1970 e 1972, non è documentata con una cifra separata affidabile.

Fonti

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