Un pianale, nove carrozzerie
Il cuore del progetto XBUS è un telaio leggero a cui è possibile abbinare moduli di carrozzeria intercambiabili, acquistabili anche in tempi diversi: l'idea è comprare lo scafo base e poi adattarlo nel tempo alle proprie necessità, senza dover cambiare veicolo.
- Furgone chiuso per il trasporto merci
- Pick-up a cassone fisso o ribaltabile
- Pianale a cassone piatto
- Minibus/bus chiuso per il trasporto persone
- Cabriolet
- Camper con angolo cottura, lavello e frigorifero
In totale ElectricBrands ha parlato di nove allestimenti possibili sulla stessa base tecnica, un numero che rende XBUS uno dei veicoli più versatili mai proposti nel segmento dei quadricicli elettrici.
Motore e batterie: la tecnologia di XBUS
XBUS monta quattro motori elettrici alloggiati nei mozzi delle ruote, con trazione integrale permanente. Le prestazioni dichiarate sono le seguenti:
- Potenza continua: 15 kW (20 CV) complessivi
- Potenza di picco: 56 kW (75 CV)
- Batteria di serie: 10 kWh, composta da otto moduli da 1,25 kWh, per un'autonomia dichiarata di 200 km
- Batteria opzionale: fino a 30 kWh, per un'autonomia dichiarata fino a 600 km
- Velocità massima: 100 km/h
Il peso a vuoto varia tra 500 e 800 kg a seconda dell'allestimento montato, mentre la lunghezza si ferma a circa 3.945 mm, con un ingombro complessivo molto contenuto rispetto a un furgone tradizionale.
Un quadriciclo pesante pensato per la città
Dal punto di vista normativo XBUS non è omologato come autovettura, ma come quadriciclo pesante di categoria L7e: una scelta che ne semplifica l'omologazione ma che ne definisce anche i limiti di utilizzo, più adatti a un impiego urbano o come secondo mezzo aziendale che a lunghi spostamenti extraurbani.
Il listino annunciato da ElectricBrands prevedeva prezzi compresi tra circa 17.800 e oltre 30.000 euro, a seconda della carrozzeria scelta e della capacità della batteria montata.
Le difficoltà finanziarie e il futuro incerto del progetto
Il percorso di XBUS è stato segnato da ritardi ripetuti nell'avvio della produzione in serie, inizialmente previsto per il 2023 e più volte rinviato. A fine gennaio 2024 il tribunale di Darmstadt ha disposto l'autoamministrazione provvisoria per ElectricBrands AG, un passaggio che in Germania precede l'insolvenza vera e propria.
Parallelamente, l'azienda aveva annunciato anche una versione più compatta, XBus S, la cui produzione sarebbe dovuta partire in Cina in collaborazione con un altro costruttore; una contesa relativa a un possibile utilizzo di brevetti altrui ha però portato all'accantonamento di questo progetto.
Ad oggi la produzione in serie di XBUS non è mai realmente decollata e il futuro del marchio resta incerto: un caso che racconta bene quanto sia complesso, per una piccola startup, trasformare un'idea di design brillante in un prodotto industriale.