Il concetto: un'auto da pista che si può guidare fino a casa
La XTR2 nasce con un obiettivo molto preciso: offrire l'esperienza di guida di un'auto da corsa senza dover rinunciare alla possibilità di percorrere le strade pubbliche per raggiungere il circuito. Per questo Westfield rinuncia a tutto ciò che non serve a guidare: niente parabrezza, niente portiere, niente tetto e un abitacolo ridotto all'essenziale, con due sedili avvolgenti e una plancia minimale.
Il telaio è un traliccio tubolare in acciaio leggero, sul quale viene montata una carrozzeria in materiale composito pensata unicamente per contenere peso e ingombri. Il risultato è una vettura che si aggira tra i 410 e i 440 kg a vuoto, a seconda della configurazione scelta dal cliente.
Motore
Suzuki Hayabusa, 4 cilindri in linea, 1299 cc, derivato motociclistico
Il cuore motociclistico: il Suzuki Hayabusa
Al posto di un tradizionale motore automobilistico, la XTR2 utilizza il quattro cilindri in linea da 1299 cc preso in prestito dalla Suzuki Hayabusa, una delle moto sportive più veloci in commercio. Il propulsore, montato in posizione centrale-posteriore, eroga tra i 170 e i 180 CV a seconda delle fonti e delle versioni, con un regime di potenza massima che si tocca attorno ai 9.800 giri al minuto.
La trasmissione è un sequenziale a sei marce di origine motociclistica, abbinato a un differenziale che permette di sfruttare al meglio la trazione posteriore. Il connubio tra peso ridottissimo e un motore capace di girare fino a regimi elevatissimi regala un rapporto peso-potenza che, all'epoca del lancio, era paragonabile a quello di vetture ben più costose.
Potenza
Circa 170-180 CV a 9.800 giri/min secondo la configurazione
La sfida vinta contro la Pagani Zonda a Top Gear
La fama della XTR2 è legata a doppio filo a una delle sequenze più citate della storia di Top Gear. Nel terzo episodio della versione rilanciata del programma, nel 2002, la piccola Westfield viene affidata al collaudatore misterioso del programma per un giro cronometrato sulla pista di Dunsfold.
Il tempo fatto segnare, 1'22"6, si rivela più veloce di quello ottenuto poco prima dalla Pagani Zonda C12 S, ferma a 1'23"8, regalando alla XTR2 il primato provvisorio della classifica del programma, prima di essere superata qualche episodio più avanti da una Radical SR3. Un risultato che, al di là dell'aneddoto televisivo, testimonia quanto l'estrema leggerezza possa compensare la potenza assoluta in un contesto puramente cronometrico.
Anni di produzione
2001-2010
Vivere con una XTR2: uso, difetti e mercato dell'usato
Chi ha guidato la XTR2 ne ha sempre sottolineato la naturalezza con cui affronta le curve, con un assetto che perdona molti errori e restituisce sensazioni dirette al pilota. Allo stesso tempo, gli stessi test hanno evidenziato i limiti di una vettura pensata prima di tutto per la pista: la posizione di guida è angusta, l'accesso all'abitacolo richiede di scavalcare fiancate piuttosto alte e lo spazio per le gambe e le braccia è ridotto, soprattutto per i piloti più alti della media.
- Nessuna protezione dagli agenti atmosferici: casco e abbigliamento adeguato sono quasi indispensabili
- Manutenzione legata alla meccanica motociclistica, con costi di gestione contenuti rispetto a una sportiva tradizionale
- Numeri di produzione limitati, che rendono l'usato una ricerca di nicchia più che un acquisto impulsivo
Proprio per questo la XTR2 si trova oggi soprattutto tra gli appassionati di track day e di kit car, un pubblico che apprezza la possibilità di intervenire direttamente sulla meccanica e di personalizzare l'allestimento.