Nascere da un'idea estrema
All'alba degli anni Duemila, mentre la gamma Westfield si basava soprattutto sulla lunga serie SEight con motori automobilistici Ford e Rover, l'azienda del West Midlands decide di esplorare una strada diversa: quella dei motori motociclistici.
La Megabusa nasce proprio da questa intuizione, portando all'estremo il concetto di kit car leggera già sperimentato con la XI. Al posto di un propulsore da automobile viene installato il quattro cilindri della Suzuki Hayabusa, una delle moto di serie più potenti e veloci mai costruite, capace di garantire alla piccola barchetta inglese un rapporto peso/potenza da vera e propria supercar.
Motore
4 cilindri in linea 1.299 cc, derivato dalla Suzuki Hayabusa
Il cuore Hayabusa: meccanica e telaio
Il propulsore è un quattro cilindri in linea da 1.299 cc, raffreddato a liquido, con distribuzione bialbero a 16 valvole. Nella configurazione più diffusa eroga 178 CV a 9.800 giri/min, mentre le versioni più spinte, con carter a secco e messa a punto specifica, arrivano fino a 185-200 CV.
La potenza viene trasmessa alle ruote posteriori attraverso il cambio sequenziale a 6 rapporti proprio della moto donatrice, con innesti rapidi tipici del mondo motociclistico; tra gli optional figurava anche il differenziale autobloccante. Il tutto poggia su un telaio tubolare a traliccio, vestito da pannelli in vetroresina (con la possibilità di pannelli in alluminio trattato all'epossidica), per un peso complessivo che parte da appena 440 kg.
Potenza massima
178-185 CV a 9.800-10.000 giri/min
Guida allo stato puro: prestazioni e sensazioni
Numeri alla mano, la Megabusa è un missile su quattro ruote: le prove dell'epoca hanno registrato uno 0-100 km/h in circa 3,5 secondi, con punte anche più basse nei test più aggressivi, e una velocità massima dichiarata di 219 km/h. Merito soprattutto del rapporto peso/potenza vicino ai 400 CV per tonnellata, tra i più estremi mai raggiunti da una vettura stradale di serie.
- Nessun pattinamento percepibile nelle accelerazioni più violente su asfalto asciutto
- Tenuta di strada sorprendentemente equilibrata nonostante l'assenza di aiuti elettronici
- Un livello sonoro molto elevato, oltre i limiti previsti dalle omologazioni singole più severe
Non è un'auto pensata per il comfort: mancano parabrezza, porte e riscaldamento, e l'abitacolo essenziale la rende una vettura da vivere soprattutto in pista o nelle giornate di sole, più che nel traffico cittadino.
Velocità massima
Oltre 200 km/h (219 km/h dichiarata)
Rarità, prezzi e il futuro del marchio
Prodotta principalmente tra il 2000 e il 2002 e assemblata anche in kit da montare in proprio, la Megabusa è oggi un'auto rara, soprattutto fuori dal Regno Unito. In Italia gli esemplari sono pochissimi e le quotazioni dell'usato partono generalmente da circa 25.000 euro, con variazioni sensibili in base ad anno, allestimento e condizioni.
Va detto che negli ultimi anni Westfield Sportscars ha attraversato più di una fase di difficoltà finanziaria, tra procedure di amministrazione controllata e liquidazione, prima di essere rilevata da un nuovo gruppo intenzionato a proseguire la produzione dei modelli storici. Un contesto che rende ancora più preziosi, e da trattare con attenzione in fase di acquisto, gli esemplari di Megabusa oggi sul mercato.