Dall'eredità DKW alla rinascita di Zwickau
La IFA F9 non nacque da un foglio bianco: la sua base tecnica affondava le radici nella DKW F8 prebellica e in un progetto di berlina più moderna, la F9, che Auto Union aveva sviluppato prima della Seconda guerra mondiale senza però riuscire a metterlo in produzione su larga scala.
Con la divisione della Germania e la nazionalizzazione dell'industria automobilistica nella zona di occupazione sovietica, quel progetto fu recuperato e affidato allo stabilimento di Zwickau, già appartenuto ad Auto Union. Dal 1950 la vettura entrò in produzione con il marchio IFA, sigla dell'ente statale Industrieverband Fahrzeugbau che coordinava la produzione veicolare nella neonata Repubblica Democratica Tedesca.
Motore
3 cilindri a 2 tempi raffreddato ad acqua, 900-910 cc
Il due tempi che anticipò la meccanica Wartburg
Il cuore della F9 era un tre cilindri a due tempi raffreddato ad acqua di circa 900-910 cc, montato in posizione anteriore e abbinato a trazione anteriore, una scelta tutt'altro che scontata per un'utilitaria dei primi anni Cinquanta.
- Potenza iniziale di 28 CV, salita progressivamente fino a circa 30-32 CV nelle versioni più tarde
- Cambio manuale a quattro marce dotato di ruota libera, per ridurre i consumi e ammorbidire l'uso del motore a due tempi
- Velocità massima di 110 km/h per berlina e cabriolet, 90 km/h per la station wagon più pesante
Questa impostazione meccanica, con motore a due tempi e trazione anteriore, sarebbe rimasta il tratto distintivo dei Wartburg per i decenni successivi.
Potenza
Da 28 CV (21 kW) al lancio a circa 30-32 CV nelle ultime serie
Una gamma sorprendentemente ampia
Nonostante il contesto industriale della Germania Est, la F9 fu proposta in numerose varianti di carrozzeria, segno di un'ambizione produttiva superiore a quella di una semplice utilitaria popolare.
- Berlina due porte, la versione più diffusa
- Cabriolet e cabriolet-berlina, con capote apribile
- Station wagon, realizzata dapprima con struttura in legno e successivamente in acciaio
Un dettaglio curioso, spesso ricordato dagli appassionati, è che la F9 fu l'ultima vettura prodotta in DDR a montare le cosiddette porte controvento, con cerniere posteriori invece che anteriori.
Velocità massima
110 km/h (90 km/h per la versione station wagon)
Il trasferimento a Eisenach e la nascita della Wartburg 311
Nel 1953 la produzione lasciò Zwickau per trasferirsi nello stabilimento di Eisenach, la storica fabbrica già appartenuta a BMW prima della guerra. Da quel momento la vettura assunse la sigla EMW 309, restando meccanicamente molto simile alla F9 originaria fino al termine della produzione, nel 1956.
Fu proprio su questa base tecnica, con una carrozzeria completamente ridisegnata e un motore ulteriormente potenziato, che nacque la Wartburg 311, il modello che diede al marchio rinato nel 1956 la propria identità definitiva e un ruolo di primo piano nel panorama automobilistico della Germania Est.