Due vite in una sigla
Sotto il nome V40 si nascondono in realtà due automobili molto diverse. La prima, in produzione dal 1995 al 2004, era la versione familiare della berlina S40 e condivideva con essa il pianale nato dalla joint venture con Mitsubishi. Fu una delle prime Volvo disegnate sotto la direzione di Peter Horbury e riscosse un buon successo di pubblico, anche grazie a un coefficiente aerodinamico competitivo per l'epoca.
La seconda vita del nome arriva nel 2012, con un modello completamente nuovo presentato al Salone di Ginevra: non più una wagon, ma una compatta a cinque porte dal profilo filante, pensata per accorpare in un'unica gamma le eredità di C30, S40 e V50. Questa seconda generazione è rimasta in produzione fino al 2019.
Bagagliaio (II gen.)
335-1.032 litri
Motori: dalla prima Drive-E alle unità PSA e Ford
Al debutto nel 2012 la V40 di seconda generazione proponeva una gamma piuttosto eterogenea: benzina 1.6 EcoBoost da 150 o 180 CV e il vivace 2.5 T5 da 254 CV, affiancati da diesel 1.6 D2 di origine PSA da 115 CV e 2.0 D3/D4 fino a 177 CV.
A partire dal 2014-2015 Volvo ha introdotto i propri motori Drive-E di nuova concezione, arrivando entro il 2016 a una gamma interamente rinnovata: benzina 1.5 e 2.0 litri turbo da 122 a 245 CV e diesel 2.0 litri da 120 a 190 CV, tutti conformi alle normative Euro 6.
Accanto alla versione berlina, dalla fine del 2012 è stata proposta anche la Cross Country, con altezza da terra maggiorata di 40 mm, paraurti protettivi e, su alcune motorizzazioni, trazione integrale.
Anni di produzione
1995-2004 (I gen.), 2012-2019 (II gen.)
Sicurezza: il marchio di fabbrica Volvo
Coerente con il DNA del marchio, la V40 di seconda generazione ha introdotto soluzioni all'avanguardia per la sua categoria, a partire da un airbag esterno pensato per attutire l'impatto con pedoni e ciclisti in caso di urto frontale. A questo si affianca il sistema City Safety, capace di frenare automaticamente fino a 50 km/h per evitare o attenuare le collisioni a bassa velocità.
Il risultato è stata una valutazione a cinque stelle nei test Euro NCAP al lancio nel 2012, mentre il restyling del 2016 ha aggiornato il frontale con i nuovi fari a LED «a martello di Thor», debuttati poco prima sulla ammiraglia serie 90.
L'usato: pregi, difetti e cosa verificare
- Diesel D2: generalmente economico e affidabile, ma da controllare per possibili problemi alla valvola EGR o al filtro antiparticolato
- Elettronica: nel complesso solida, con qualche segnalazione isolata di malfunzionamenti minori
- Bagagliaio: tra i punti deboli più citati dai proprietari, penalizzante per chi cerca una compatta pratica
- Consiglio d'acquisto: verificare sempre lo storico dei tagliandi e la regolarità della manutenzione, soprattutto sulle unità diesel con alti chilometraggi







