Motori e meccanica
La PV544 debutta con il quattro cilindri B16 da 1.583 cc, disponibile in diverse tarature di potenza comprese tra 60 e 85 CV. Nel 1962 il propulsore viene sostituito dal più moderno B18 da 1.778 cc, derivato da quello sviluppato per la sportiva P1800, proposto in versione monocarburatore B18A da 75 CV o doppio carburatore B18B/B18D fino a 90-95 CV.
- Cambio manuale, inizialmente a tre marce e poi a quattro rapporti
- Freni idraulici a tamburo su tutte le ruote, senza dischi
- Nel 1962 l'impianto elettrico passa da 6 a 12 Volt
Cilindrata
1.583 cc (B16) / 1.778 cc (B18)
La svolta della sicurezza: le cinture a tre punti
Il 13 agosto 1959 la PV544 diventa la prima automobile al mondo consegnata di serie con le cinture di sicurezza a tre punti di ancoraggio, sviluppate dall'ingegnere Volvo Nils Bohlin. Una scelta coerente con il DNA del marchio svedese, che decide di non brevettare l'invenzione in modo esclusivo per permetterne la diffusione su scala globale, contribuendo nei decenni successivi a salvare un numero enorme di vite umane sulle strade di tutto il mondo.
Potenza
Da 60 a 95 CV a seconda della versione
Successi nei rally
Robusta e affidabile, la PV544 si costruisce una solida reputazione anche nelle competizioni internazionali, diventando una delle vetture da rally più vincenti tra la fine degli anni '50 e i primi anni '60. Il punto più alto arriva nell'aprile 1965, quasi al termine del ciclo produttivo del modello, con la vittoria al Rally Safari conquistata dai fratelli Singh, uno dei risultati sportivi più celebrati nella storia della casa di Göteborg.
Anni di produzione
1958-1965
Produzione ed eredità
Complessivamente la famiglia PV444/PV544 supera le 440.000 unità prodotte lungo un ciclo produttivo di 18 anni, un risultato notevole per l'epoca. Dal 1963 la produzione viene affiancata anche da uno stabilimento in Canada, il primo impianto Volvo al di fuori della Svezia. Accanto alla berlina viene proposta anche la variante familiare Duett, che condivide meccanica e pianale con la PV544.









