Dalle matite di Frua alla produzione inglese
La storia della P1800 comincia con una scelta stilistica coraggiosa per Volvo: affidare le linee della propria vettura sportiva a uno studio italiano. Il disegno definitivo nasce nell'atelier di Pietro Frua, ma è solo grazie al riconoscimento ufficiale del 2009 che il ruolo del designer svedese Pelle Petterson, all'epoca giovane collaboratore dello studio, viene reso pubblico.
La mancanza di capacità produttiva sufficiente in Svezia porta Volvo a rivolgersi alla britannica Jensen Motors, che assembla le prime vetture a partire dal 1961. Solo nel 1963 la produzione approda definitivamente a Göteborg, segnando anche il passaggio di nome del modello in 1800S.
Motore
4 cilindri in linea B18 e B20, 1.8-2.0 litri
L'evoluzione della gamma: da S a ES
- P1800 (1961-1963): la versione originale, assemblata in Inghilterra, con motore B18 da 1,8 litri.
- 1800S (1963-1969): la produzione si trasferisce a Göteborg, con affinamenti meccanici progressivi sul quattro cilindri.
- 1800E (1969-1972): adotta il motore B20 da 2,0 litri con iniezione meccanica, per prestazioni superiori.
- 1800ES (1971-1973): la variante shooting brake, riconoscibile per il grande portellone posteriore privo di montanti, l'ultima e più rara evoluzione della gamma.
Carrozzeria
Coupé (dal 1971 anche shooting brake ES)
Il ruolo da protagonista televisivo e il mito della longevità
La popolarità della P1800 esplode a livello internazionale grazie al ruolo nella serie televisiva Il Santo, dove l'attore Roger Moore, nei panni di Simon Templar, guida proprio una coupé bianca del marchio svedese durante gli anni Sessanta.
Il modello è diventato anche simbolo di affidabilità meccanica: un esemplare di P1800S del 1966, appartenuto all'americano Irv Gordon, ha percorso oltre tre milioni di miglia, superando i cinque milioni di chilometri, diventando un caso di studio sulla durata dei motori Volvo dell'epoca.
Anni di produzione
1961 - 1973
Quotazioni e attenzioni per chi cerca un esemplare usato
Oggi la P1800 è un classico affermato nel mercato del collezionismo, con quotazioni molto ampie a seconda dello stato di conservazione, della storia dell'esemplare e della variante. Gli acquirenti più attenti devono verificare con cura lo stato della scocca, particolarmente esposta alla corrosione, e la provenienza dei ricambi in caso di interventi di restauro.









