Una coupé nata dall'incontro tra Svezia e Italia
La storia della Volvo 780 affonda le radici nel legame tra la casa di Göteborg e la Carrozzeria Bertone, già sperimentato con la 262C di fine anni Settanta. Quando Volvo decide di offrire una coupé di rappresentanza basata sulla berlina 760, si rivolge nuovamente a Torino: lo stile viene affidato a Marc Deschamps, mentre l'assemblaggio avviene negli stabilimenti Bertone di Grugliasco, dove arrivano dalla Svezia scocche, motori e componenti meccanici.
Rispetto alla 760 di serie, la 780 sfoggia un profilo di cofano, tetto e coda leggermente ribassato, montanti posteriori più ampi e una linea generale più filante, pur mantenendo passo e ingombri della berlina di origine. Il debutto avviene al Salone di Ginevra del 1985, con l'arrivo sui mercati europei nel 1986 e su quello statunitense l'anno successivo.
Anni di produzione
1986 - 1991
Motori e meccanica: dalla 760 alla veste sportiva
La gamma motori della 780 riprende in gran parte quella della 760, con l'aggiunta di alcune varianti turbo pensate per accentuare il carattere sportivo della coupé. All'esordio sono disponibili il V6 2.8 e il turbodiesel 2.4 a sei cilindri; nel corso della produzione si aggiungono un 2.3 turbo e, per il solo mercato italiano, un 2.0 turbo a quattro cilindri, penalizzato fiscalmente meno rispetto alle unità di cilindrata superiore.
- 2.0 turbo a quattro cilindri, destinato principalmente al mercato italiano
- 2.0 turbo 16 valvole a doppio albero, versione più spinta prodotta in appena 165 esemplari
- 2.3 turbo a quattro cilindri
- 2.8 V6 aspirato, motorizzazione di lancio
- 2.4 turbodiesel a sei cilindri
Nel 1988 la 780 riceve un aggiornamento tecnico importante, con il passaggio dal tradizionale ponte rigido posteriore a una sospensione indipendente multi-link, oltre all'introduzione del climatizzatore automatico ECC. Nell'ultimo anno di produzione, il 1991, la vettura viene rinominata semplicemente Volvo Coupé ed è proposta solo con motorizzazioni turbo.
Un abitacolo su misura
Coerente con la sua vocazione da coupé di rappresentanza, la 780 propone un abitacolo curato nei dettagli, con ampio impiego di pelle e sedili posteriori sagomati individualmente per due soli occupanti, una soluzione pensata per privilegiare comfort ed eleganza rispetto alla capienza. L'ABS, allora non scontato su tutte le vetture del segmento, era di serie fin dal debutto, in linea con la vocazione Volvo per la sicurezza.
La Volvo 780 oggi: un'auto da collezionisti
Con una produzione complessiva di poche migliaia di esemplari, la Volvo 780 è oggi una vettura rara, cercata soprattutto da appassionati di coupé anni Ottanta e del design Bertone. Sul mercato dell'usato italiano le quotazioni partono generalmente da alcune migliaia di euro per gli esemplari meno curati, fino a cifre più elevate per le vetture meglio conservate o restaurate.
Chi valuta l'acquisto di una 780 deve mettere in conto la scarsa reperibilità dei ricambi originali, tipica di un modello a tiratura limitata e frutto di una lavorazione artigianale a due mani, e va posta particolare attenzione all'impianto elettrico, che negli esemplari più datati può manifestare qualche intermittenza, oltre alle consuete verifiche su corrosione della carrozzeria e stato della meccanica su una vettura ormai storica.









