Una berlina per chi preferiva i tre volumi
Quando debuttò nel 1989, la Volvo 460 si presentò come la sorella più formale della 440, con cui condivideva praticamente tutto: pianale, sospensioni anteriori e posteriori, impianto frenante e la gamma di motori a benzina di origine Renault montati trasversalmente a sbalzo anteriore.
Il progetto complessivo, nato all'interno della cosiddetta Galaxy Project, aveva già generato la coupé 480 e puntava a offrire a Volvo una gamma di vetture compatte capaci di affiancare le più ingombranti berline e wagon della casa, riprendendo il ruolo che era stato della serie 340/360.
Anni di produzione
1989 - 1996
Motori e meccanica
La 460 fu proposta con un ampio ventaglio di quattro cilindri bialbero derivati dal blocco Renault, tutti ad asse a camme singolo in testa: si andava dal 1.6 litri aspirato fino al 2.0 litri, passando per diverse varianti del 1.7, disponibile anche in versione turbo da 120 CV. In seguito la gamma si arricchì di un turbodiesel 1.9 litri.
- 1.6 benzina aspirato
- 1.7 benzina aspirato, in più allestimenti di potenza
- 1.7 turbo benzina
- 1.8 benzina aspirato
- 2.0 benzina aspirato
- 1.9 turbodiesel
Il cambio di serie era un manuale a cinque marce, mentre erano disponibili in alternativa un automatico a quattro rapporti e una trasmissione a variazione continua.
Il restyling del 1994
Per l'anno modello 1994 la 460 fu sottoposta a un aggiornamento estetico che ne rinnovò cofano, mascherina, gruppi ottici anteriori e posteriori e paraurti, questi ultimi finalmente in tinta con la carrozzeria. Le nuove linee più morbide avvicinavano il frontale al linguaggio stilistico della grande ammiraglia 850, appena lanciata con enorme successo.
Il restyling portò con sé anche un salto in avanti sul fronte della sicurezza, con l'introduzione della protezione laterale SIPS e la diffusione del sistema airbag SRS, dotazioni tutt'altro che scontate per una compatta di quella fascia di prezzo a metà degli anni Novanta.
La 460 sul mercato dell'usato
Chi cerca oggi una Volvo 460 la sceglie soprattutto per la fama di robustezza che accompagna il marchio svedese: gli esemplari giunti fino a noi vengono spesso descritti dai proprietari come vetture solide, capaci di percorrere lunghe distanze senza sorprese. L'abitacolo silenzioso, i sedili comodi e un buon impianto audio sono tra gli aspetti più apprezzati nell'uso quotidiano.
Di contro, alcuni comandi della plancia, in particolare quelli del climatizzatore e dell'autoradio, richiedono un periodo di adattamento, e il bagagliaio non è tra i più capienti della categoria. Restano comunque un'auto interessante per chi cerca un'alternativa robusta e meno diffusa alle berline tedesche coetanee.









