Dal progetto DAF alla Volvo 343
La vicenda della Volvo 340 comincia altrove: è la casa olandese DAF, entrata nell'orbita Volvo a metà degli anni Settanta, ad aver messo a punto una compatta erede della piccola 66, disegnata da Giovanni Michelotti. Volvo raccoglie quel progetto e lo porta al debutto nel marzo 1976, al Salone di Ginevra, con il nome di Volvo 343: una tre porte a trazione posteriore, inizialmente proposta solo con il cambio automatico a variazione continua Variomatic, eredità diretta della tecnica DAF.
Nel 1978 si aggiunge la possibilità di scegliere un cambio manuale a quattro marce, mentre nel 1979 la gamma si allarga con la cinque porte 345. Tra le soluzioni più originali del progetto ci sono i sedili anteriori che si reclinano verso l'interno per agevolare l'accesso ai posti posteriori e l'adozione di freni a disco su tutte le ruote, allora non scontata in una vettura compatta.
Motori benzina
1,4 - 1,7 - 2,0 litri
Motori e trasmissioni
Nella prima fase la gamma si affida a un quattro cilindri di origine Renault da 1,4 litri, affiancato negli anni da un 1,7 litri sempre francese e da un quattro cilindri Volvo da 2,0 litri, derivato dal blocco già visto sulla Serie 200. Dal 1985 arriva anche un diesel Renault da 1,6 litri per i mercati più sensibili ai consumi.
- 1,4 litri benzina: il propulsore base delle prime 343, di origine Renault
- 1,7 litri benzina: variante intermedia introdotta a metà carriera
- 2,0 litri benzina Volvo: il motore più potente, riservato alle versioni di vertice e alla 360
- 1,6 litri diesel: introdotto dal 1985 per i mercati orientati al risparmio
Sul fronte del cambio, accanto al manuale la Volvo 340 mantiene per tutta la carriera l'opzione Variomatic, con la trasmissione a cinghia montata posteriormente insieme al ponte De Dion: una soluzione che migliora la ripartizione dei pesi e semplifica la guida in città, a scapito però della brillantezza in accelerazione.
Motore diesel
1,6 litri
L'evoluzione della gamma fino al 1991
Il 1982 segna un primo importante restyling: frontale e interni vengono aggiornati, la vettura si allunga fino a 4,3 metri e la sigla cambia in Volvo 340, mentre nasce la 360, posizionata più in alto e abbinata di serie al motore 2,0 litri e al cambio a cinque marce. Nel 1984 debutta anche la berlina a quattro porte, pensata come alternativa più accessibile alla 360 berlina.
Un secondo aggiornamento arriva nel 1985, con paraurti avvolgenti, una nuova strumentazione di derivazione VDO e revisioni ai motori 2,0 litri. Da qui alla fine della produzione, nel marzo 1991, gli interventi restano di affinamento: normative sulle emissioni, servosterzo disponibile come opzione e protezioni anticorrosione più efficaci rispetto ai primi esemplari.
Produzione totale
Oltre 1 milione di esemplari
Un successo silenzioso e il mercato dell'usato oggi
Nonostante un'immagine defilata rispetto ai modelli a trazione anteriore che l'hanno affiancata e poi sostituita, la famiglia 340/360 è stata tutt'altro che marginale per Volvo: complessivamente sono stati costruiti oltre un milione di esemplari, con la sola versione tre porte 343 che ha superato le 470.000 unità prodotte tra il 1976 e il 1990. In alcuni mercati europei, Regno Unito in testa, è arrivata a essere tra le vetture di importazione più vendute dei primi anni Ottanta.
Oggi la Volvo 340 è un'auto rara sulle strade: gli esemplari sopravvissuti sono relativamente pochi e il modello viene ricercato più che altro da appassionati di auto d'epoca svedesi, attratti dalla meccanica semplice, dai freni a disco su tutte le ruote e dalla curiosità tecnica del cambio Variomatic.









