Dalle ceneri della P1900 a un progetto tutto nuovo
Il capitolo sportivo di Volvo non parte nel migliore dei modi: la P1900, prodotta in appena 68 esemplari, si rivela un fallimento commerciale. Nonostante questo, la dirigenza decide di riprovarci e nel 1957 avvia un nuovo progetto di coupé, questa volta affidando lo stile a un giovane designer svedese, Pelle Petterson, che lavora presso lo studio Frua di Torino.
- Il progetto viene presentato in forma di prototipo alla giuria Volvo insieme ad altre proposte italiane
- La paternità del disegno viene inizialmente attribuita a Frua e riconosciuta ufficialmente a Petterson solo nel 2009
- La vettura debutta al pubblico al Salone di Bruxelles nel gennaio 1960
Motori
4 cilindri in linea B18 (1,8 litri) e B20 (2,0 litri), da 96 a 130 CV
La produzione: prima in Inghilterra, poi in Svezia
Non disponendo inizialmente di capacità produttiva sufficiente, Volvo affida la costruzione delle carrozzerie alla Pressed Steel e l'assemblaggio finale allo stabilimento Jensen di West Bromwich, in Inghilterra. Questa scelta si rivela problematica: le prime vetture, denominate semplicemente P1800, soffrono di una qualità costruttiva incerta, con lamiere soggette a ruggine e finiture poco curate.
Dopo circa 6.000 esemplari, nella primavera del 1963 la produzione viene trasferita nello stabilimento Volvo di Göteborg. Da qui in avanti il modello cambia nome in 1800S, dove la S sta per Sverige (Svezia), a testimonianza del nuovo processo produttivo interamente svedese.
Anni di produzione
1961-1973
L'evoluzione meccanica: dal B18 al B20 con iniezione
Nel corso della carriera il quattro cilindri della coupé cresce progressivamente in cilindrata e potenza.
- P1800 (1961-1963): motore B18 da 1.778 cc, circa 100 CV, cambio manuale a 4 marce
- 1800S (1963-1969): B18 potenziato fino a oltre 110 CV, sostituito nel 1969 dal B20 da 2 litri
- 1800E (1969-1972): arriva l'iniezione elettronica Bosch D-Jetronic, la potenza sale a circa 130 CV e per la prima volta la vettura monta freni a disco su tutte e quattro le ruote
- 1800ES (1971-1973): variante shooting brake con portellone posteriore interamente in vetro, senza montanti, motore B20 con compressione ridotta per rispettare le nuove normative anti-inquinamento
Il mito pop e il record di affidabilità
La popolarità della coupé svedese cresce enormemente grazie al piccolo schermo: una P1800 bianca è l'auto di Simon Templar, interpretato da Roger Moore, nella serie televisiva Il Santo, trasmessa negli anni Sessanta.
Ma l'episodio che meglio racconta la solidità del modello riguarda un proprietario americano, Irv Gordon, che con la sua 1800S ha percorso oltre 5 milioni di chilometri restando sempre al volante della stessa vettura, un traguardo riconosciuto come record mondiale per il maggior chilometraggio accumulato da un unico proprietario.
Il mercato dell'usato oggi
Considerata ormai un'auto d'epoca a tutti gli effetti, la Volvo 1800 è ricercata dagli appassionati per il design e per la storia che porta con sé. Le quotazioni sul mercato dell'usato variano molto in base a stato di conservazione, generazione e originalità delle finiture, con un ventaglio di prezzo che nel complesso può andare da poche decine di migliaia di euro fino a valori ben più elevati per gli esemplari meglio conservati o per la rara 1800ES.
Prima dell'acquisto è importante verificare lo stato della carrozzeria, soprattutto sugli esemplari di prima serie assemblati in Inghilterra, e il funzionamento dell'impianto di iniezione nelle versioni E ed ES.









