Un'evoluzione nel segno della continuità
Quando debutta nel 1979, il T3 raccoglie l'eredità del T2 proponendo una carrozzeria più moderna e squadrata, ma senza rinunciare all'impostazione tecnica che aveva reso celebre il Transporter: motore posteriore e trazione sul retrotreno.
- Aumento delle dimensioni generali rispetto al T2
- Introduzione delle sospensioni anteriori a schema MacPherson
- Ultima generazione Volkswagen con motore posteriore prima del T4
Anni di produzione
1979-1992 in Europa, fino al 2002 in Sudafrica
Dal raffreddamento ad aria al Wasserboxer
Le prime versioni del T3 montano boxer raffreddati ad aria, in continuità con la tradizione Volkswagen. A partire dai primi anni Ottanta viene introdotto il boxer raffreddato ad acqua, soprannominato informalmente Wasserboxer, riconoscibile dalle prese d'aria posteriori sostituite da coperture piene e da una griglia inferiore anteriore per il radiatore.
Dal 1985 la gamma si arricchisce della versione Syncro a trazione integrale permanente, sviluppata insieme a Steyr-Daimler-Puch e assemblata esclusivamente nello stabilimento austriaco di Graz, con giunto viscoso e bloccaggi differenziali disponibili come optional.
Motorizzazioni e allestimenti
La gamma motori del T3 comprende diverse soluzioni benzina e diesel, tutte in configurazione boxer nelle versioni europee:
- Boxer benzina raffreddati ad aria, con cilindrate intorno a 1,6 e 2,0 litri
- Boxer benzina raffreddati ad acqua da 1,9 e 2,1 litri, con potenze crescenti fino alle versioni a iniezione più prestazionali
- Diesel 1,6 litri aspirato e, successivamente, turbodiesel della stessa cilindrata
Sul piano delle carrozzerie, accanto al furgone Transporter e al Kombi misto passeggeri/merci, la gamma comprende la Caravelle e il Multivan, quest'ultimo caratterizzato dal divano posteriore trasformabile in letto, oltre a diverse versioni camper con tetto a soffietto realizzate da allestitori specializzati.
Il T3 Multivan oggi: mercato dell'usato
Il Volkswagen T3 Multivan gode oggi di un forte interesse tra gli appassionati di veicoli storici, con quotazioni molto variabili in base allo stato di conservazione, ai chilometri percorsi e alla motorizzazione. Gli esemplari diesel ben tenuti e a basso chilometraggio possono raggiungere valori significativamente più alti rispetto alle unità benzina più datate o meno curate.
Chi valuta l'acquisto di un esemplare usato dovrebbe prestare particolare attenzione alla presenza di ruggine sulla carrozzeria e sul telaio, punto debole tipico di questi veicoli, oltre allo stato generale della meccanica boxer e alla documentazione di manutenzione, elementi che incidono in modo rilevante sul valore reale del mezzo.









