Scheda modello

Volkswagen T1

Il Volkswagen T1 è la prima generazione del Transporter, il furgone a motore posteriore lanciato nel 1950 su idea dell'importatore olandese Ben Pon: un veicolo semplice, robusto e incredibilmente versatile, diventato con il tempo il celebre Bulli.

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Perché sì

  • Motore boxer raffreddato ad aria semplice e robusto, tra gli elementi meccanici più iconici e longevi della storia dell'automobile
  • Grande versatilità di carrozzerie: furgone, pulmino Kombi, microbus, pick-up a cabina singola o doppia, ambulanza, camper Westfalia
  • Per l'epoca offriva un'aerodinamica curata, con un coefficiente Cd di 0,44 migliore persino di quello del Maggiolino (0,48)
  • Oggi è uno dei veicoli storici più desiderati dai collezionisti, con quotazioni in forte crescita soprattutto per le versioni Deluxe e Samba

Da valutare

  • Potenza modesta specialmente nei primi anni, appena 25 CV nel 1950, tanto da richiedere un riduttore epicicloidale derivato dal Kübelwagen per muovere un furgone di circa 1,5 tonnellate
  • Gli esemplari sopravvissuti, avendo lavorato a lungo come veicoli commerciali, arrivano spesso usurati o arrugginiti, richiedendo interventi di restauro anche importanti alla carrozzeria

In sintesi

Segmento
Veicolo commerciale leggero / furgone
Carrozzeria
Furgone, pulmino Kombi, microbus, pick-up, ambulanza, camper
Anni di produzione
1950 - 1967 (Europa)
Idea originale
Ben Pon, importatore Volkswagen in Olanda
Motore
4 cilindri boxer raffreddato ad aria, posizione posteriore
Potenza
Da 25 CV (1950) a 54 CV (1967)
Trazione e cambio
Posteriore, manuale a 4 marce
Dimensioni (L x l x h)
4.280 x 1.720 x 1.940 mm, passo 2.400 mm
Capacità di carico
750 kg di serie, 1.000 kg nella versione heavy-duty del 1962
Produzione totale
Circa 1.800.000 unità (1950-1967)

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Il Volkswagen T1 nasce da un'intuizione dell'importatore olandese Ben Pon, che durante una visita allo stabilimento di Wolfsburg vede un carrello improvvisato costruito dagli operai su base Maggiolino per spostare pezzi all'interno della fabbrica, il cosiddetto Plattenwagen. Nell'aprile del 1947 Pon disegna uno schizzo di un furgone con motore posteriore e abitacolo avanzato, capace di trasportare circa 690 kg di carico. L'idea arriva a Heinz Nordhoff, direttore Volkswagen, e nel maggio 1949 il progetto viene approvato con la sigla interna Typ 29, sviluppato in appena tre mesi. Il primo esemplare di serie esce dalla catena di montaggio il 12 novembre 1949 e le consegne ufficiali iniziano l'8 marzo 1950. La produzione parte a Wolfsburg e dal 1956 si sposta nel nuovo stabilimento di Hannover, dedicato ai veicoli commerciali. Il T1 resta in listino in Europa fino al 1967, quando lascia il posto al T2 con parabrezza unico, dopo aver totalizzato quasi 1.800.000 esemplari costruiti.

Dal Plattenwagen al Typ 2: la nascita del Bulli

La storia del Volkswagen T1 comincia con un carrello da fabbrica, il Plattenwagen, costruito artigianalmente dagli operai di Wolfsburg su base Maggiolino per muovere pezzi all'interno dello stabilimento. Colpito da questa soluzione, l'importatore olandese Ben Pon abbozza nell'aprile 1947 lo schizzo di un furgone con motore posteriore e posto di guida avanzato, pensato per un carico utile di circa 690 kg.

Il progetto arriva sulla scrivania del direttore Volkswagen Heinz Nordhoff e ottiene il via libera nel maggio 1949 con la sigla interna Typ 29, sviluppato in soli tre mesi. Il primo esemplare di serie lascia la linea di montaggio il 12 novembre 1949, mentre le consegne ufficiali partono l'8 marzo 1950.

Potenza

Da 25 CV (1950) a 54 CV (1967)

Il motore boxer e la meccanica essenziale

Il cuore del T1 è un quattro cilindri boxer raffreddato ad aria, montato a sbalzo sul retrotreno e abbinato a un cambio manuale a quattro marce con trazione posteriore. La prima versione, nel 1950, dichiarava appena 25 CV: una potenza talmente modesta da rendere necessario un riduttore epicicloidale derivato dal Kübelwagen militare, indispensabile per far muovere un mezzo da circa 1,5 tonnellate a pieno carico.

  • 1950-1952: 1.131 cc, 25 CV
  • 1953: 1.192 cc, 30 CV
  • 1962: 1.500 cc, versione heavy-duty da 42 CV con portata aumentata a 1.000 kg
  • 1963 (mercato USA): 1.493 cc, circa 51-52 CV
  • 1967: 1.500 cc, 54 CV

Nonostante la forma squadrata, la carrozzeria fu curata a livello aerodinamico: il coefficiente Cd di 0,44 risultava migliore di quello dello stesso Maggiolino, fermo a 0,48.

Anni di produzione

1950 - 1967 (Europa)

Un furgone dalle mille carrozzerie

Al debutto, nel novembre 1949, erano disponibili solo le versioni Kombi e furgone (Commercial). Nei mesi successivi il listino si allarga rapidamente: nel maggio 1950 arriva il Microbus, nel giugno 1951 il Microbus Deluxe, mentre a dicembre dello stesso anno debutta l'ambulanza, con serbatoio riposizionato e portellone posteriore dedicato.

  • Nell'agosto 1952 arriva il pick-up a cabina singola, seguito in seguito da una versione a doppia cabina
  • Nel 1962 debutta il Deluxe con tettuccio apribile, noto come Samba, con otto finestrini a cielo in tela e carrozzeria bicolore
  • Il celebre allestimento camper Westfalia, con tettuccio a soffietto sollevabile, completa la gamma delle versioni per il tempo libero

Questa varietà di configurazioni ha reso il T1 un mezzo capace di adattarsi a qualsiasi uso, dal trasporto merci al soccorso, fino al viaggio e alla vacanza.

Capacità di carico

750 kg di serie, 1.000 kg nella versione heavy-duty del 1962

Dal cantiere del dopoguerra al simbolo hippie

Il soprannome tedesco Bulli nasce come contrazione affettuosa di Bus e Lieferwagen (furgone): un nome però che Volkswagen non ha potuto registrare ufficialmente per decenni, perché i diritti sul termine simile "Bully" erano detenuti dal produttore di trattori Heinrich Lanz. Solo dal 2007, dopo l'acquisizione dei diritti, il marchio ha potuto usare Bulli in modo ufficiale.

Costruito prima a Wolfsburg e dal 1956 nel nuovo stabilimento di Hannover, il T1 fu per anni soprattutto un mezzo di lavoro, protagonista della ricostruzione economica europea del dopoguerra. Solo più tardi, tra la Summer of Love del 1967 e il festival di Woodstock del 1969, il furgone Volkswagen si trasformò nell'immaginario collettivo in un simbolo della controcultura hippie e della libertà di viaggiare.

Produzione totale

Circa 1.800.000 unità (1950-1967)

Il T1 oggi: collezionismo e restomod

A distanza di oltre settant'anni dal debutto, il Volkswagen T1 resta uno dei veicoli storici più ambiti dai collezionisti di tutto il mondo. Le versioni Deluxe a più finestrini e soprattutto la Samba, con il suo tettuccio apribile e la livrea bicolore, sono tra gli esemplari più ricercati e quotati, con vendite all'asta che hanno superato ampiamente le centomila euro per i pezzi meglio conservati o restaurati.

Il fascino del Bulli originale ha ispirato anche progetti moderni firmati Volkswagen: il Bulli Concept del 2011, reinterpretazione elettrica del T1 del 1950, e soprattutto l'e-Bulli, un T1 Samba del 1966 completamente restaurato e dotato di motorizzazione elettrica, a dimostrazione di quanto questo modello continui a essere un riferimento per il marchio.

Le generazioni della T1

17anni di storia

1950—19555 anni

T1a "Barndoor"

Prima versione di serie, riconoscibile per il grande cofano posteriore che dà accesso al vano motore e per i cerchi da 16 pollici.

1955—19649 anni

T1b

Il profilo del tetto sopra il parabrezza viene modificato, il vano motore posteriore si riduce e i cerchi passano a 15 pollici.

1964—19673 anni

T1c

Ultima evoluzione del T1, con portellone posteriore più ampio simile a quello del futuro T2 e porta scorrevole disponibile in alternativa alle porte a battente.

Domande frequenti sulla T1

Perché il Volkswagen T1 è conosciuto come Bulli?

Bulli è la contrazione affettuosa tedesca di Bus e Lieferwagen (furgone). Volkswagen non ha potuto usarlo come nome ufficiale per decenni a causa di diritti detenuti dal produttore di trattori Heinrich Lanz, e lo ha adottato formalmente solo dal 2007.

Chi ha avuto l'idea del Volkswagen T1?

L'idea si deve a Ben Pon, importatore olandese dei veicoli Volkswagen, che nel 1947 disegnò lo schizzo di un furgone con motore posteriore dopo aver visto un carrello da fabbrica costruito dagli operai di Wolfsburg su base Maggiolino.

Quanti Volkswagen T1 sono stati prodotti?

Tra il 1950 e il 1967, tra gli stabilimenti di Wolfsburg e Hannover, sono stati costruiti quasi 1.800.000 esemplari del T1.

Che differenza c'è tra il Volkswagen T1 e il T2?

La differenza principale riguarda il parabrezza: diviso in due parti (split screen) sul T1, unico e panoramico (Bay Window) sul T2, introdotto nel 1967 e prodotto in Europa fino al 1979.

Qual era la potenza del motore del Volkswagen T1?

La potenza è cresciuta nel tempo: si partiva dai 25 CV del 1950 con motore 1.131 cc, fino ad arrivare ai 54 CV del 1967 con il motore 1.500 cc.

Quante Volkswagen T1 sono disponibili su Carzaa?

Su Carzaa sono disponibili 2 Volkswagen T1, pubblicate esclusivamente da concessionari professionali verificati.

Quanto costa una Volkswagen T1 su Carzaa?

Le Volkswagen T1 su Carzaa partono da 26.000 €, con un prezzo medio di 27.500 €. Il prezzo varia in base a versione, anno, chilometraggio e allestimento.

Chi vende Volkswagen T1 su Carzaa?

2 concessionari professionali verificati pubblicano Volkswagen T1 su Carzaa: i privati non possono inserire annunci e sui dealer premium è disponibile il report Carfax.

Fonti

T1 verificate

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