Le origini: il Tipo 1, l'auto del popolo
Il progetto del Maggiolino, denominato ufficialmente Volkswagen Tipo 1, prende forma nella seconda metà degli anni Trenta sotto la direzione tecnica di Ferdinand Porsche, incaricato di sviluppare una vettura semplice, economica e accessibile a un pubblico ampio. Presentato nel 1938, il modello si distingue per soluzioni tecniche allora insolite per un'utilitaria: motore posteriore boxer a quattro cilindri raffreddato ad aria, trazione posteriore e sospensioni indipendenti a barre di torsione.
La produzione prosegue senza interruzioni per 65 anni, sopravvivendo ai cambiamenti di gusto e di normativa grazie a continui affinamenti tecnici. La linea europea di Wolfsburg chiude nel 1978, ma la fabbricazione continua in Messico e Brasile fino a quando, il 30 luglio 2003, l'ultimo esemplare esce dallo stabilimento di Puebla, chiudendo un capitolo che conta oltre 21,5 milioni di unità prodotte in tutto il mondo.
Unità prodotte (Tipo 1)
Oltre 21,5 milioni di esemplari
Il New Beetle: il ritorno in chiave moderna
Nel 1997 Volkswagen rilancia il mito con il New Beetle, costruito sulla piattaforma della Golf IV e proposto in un design retrò che richiama le forme arrotondate dell'originale pur essendo una vettura completamente nuova nella meccanica. La gamma comprende motori a benzina che vanno dai 4 cilindri di base fino al V6 3.2 della versione RSi, oltre a un diesel TDI 1.9.
Disponibile anche in versione Cabriolet, il New Beetle resta in produzione fino al 2011, conquistando un pubblico più giovane e attento allo stile rispetto al Maggiolino originale, pur senza replicarne i volumi di vendita.
Anni di produzione
1938-2003 (Tipo 1), 1997-2011 (New Beetle), 2011-2019 (Beetle A5)
La terza generazione: il Beetle A5
Nel luglio 2011 debutta la terza generazione, conosciuta internamente come Beetle A5, disegnata sotto la direzione di Walter de Silva e Marc Lichte con una carrozzeria più bassa e squadrata rispetto al New Beetle, per un carattere meno tondeggiante e più sportivo. Il modello condivide componenti meccanici con la famiglia Golf/Jetta del gruppo Volkswagen ed è assemblato interamente nello stabilimento di Puebla, in Messico.
La produzione prosegue fino al 2019: nel settembre 2018 Volkswagen annuncia il ritiro definitivo del nome dal listino, motivato dal calo delle vendite delle vetture compatte a favore di SUV e crossover e dal riorientamento della gamma verso l'elettrificazione con la piattaforma MEB. L'ultimo esemplare, una coupé blu, lascia la linea di montaggio il 9 luglio 2019.
Motori e dimensioni della terza generazione
Al lancio la gamma europea del Beetle/Maggiolino di terza generazione propone due motori turbo a benzina TSI, il 1.2 da 105 CV e il 2.0 da 200 CV; nel 2012 si aggiungono il 1.4 TSI da 160 CV e due diesel TDI, un 1.6 da 105 CV e un 2.0 da 140 CV. Dopo il restyling del 2016 la potenza dei propulsori viene rivista, con un 1.2 TSI da 105 CV, un 1.4 TSI da 150 CV, un 2.0 TSI da 220 CV e varianti diesel 2.0 TDI da 110 a 150 CV.
- Lunghezza: circa 429 cm
- Larghezza: circa 183 cm
- Altezza: circa 149 cm
- Bagagliaio: da 310 a 905 litri
Su strada la vettura si fa apprezzare per tenuta di strada e precisione di sterzo, con motori che offrono un'erogazione regolare; il prezzo da pagare è un'abitabilità posteriore riservata a due passeggeri e rapporti del cambio piuttosto lunghi che penalizzano la ripresa a vantaggio dei consumi.
Affidabilità e mercato dell'usato
Grazie a una meccanica condivisa con modelli Volkswagen a grande diffusione, il Maggiolino/Beetle di terza generazione gode di una reputazione solida in fatto di affidabilità, con ricambi facilmente reperibili e motorizzazioni ormai collaudate. L'unico inconveniente segnalato con una certa frequenza riguarda gli intasamenti del filtro antiparticolato sulle versioni diesel utilizzate prevalentemente su percorsi brevi, un problema comune a molte vetture turbodiesel di uso cittadino.
Sul mercato dell'usato le quotazioni partono da alcune migliaia di euro per gli esemplari più datati e più percorsi, fino a superare i 15.000-18.000 euro per le unità meglio tenute e con dotazioni più ricche, complice anche la componente di appeal legata al design iconico del modello.









