Scheda modello

Volkswagen Bus

Il Volkswagen Bus, conosciuto anche come Transporter o Bulli, è il furgone e minivan che dal 1950 accompagna generazioni di viaggiatori, artigiani e famiglie: un'icona su ruote arrivata fino alla settima generazione e alla versione elettrica ID.Buzz.

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Perché sì

  • Meccanica semplice e robusta nelle prime generazioni, facile da mantenere e riparare
  • Spazio interno generoso e grande versatilità di allestimenti: furgone, minibus, camper, pickup
  • Valore da collezione in costante crescita per gli esemplari T1 e T2 ben conservati
  • Ampia disponibilità di ricambi grazie a una community di appassionati molto attiva
  • Design senza tempo diventato un'icona pop riconoscibile in tutto il mondo

Da valutare

  • Motorizzazioni originarie poco potenti, con prestazioni modeste soprattutto a pieno carico o in salita
  • Carrozzeria delle versioni storiche soggetta a ruggine se non trattata e conservata con cura
  • Tenuta di strada con vento laterale penalizzata dal motore posteriore e dalla forma squadrata su T1-T3
  • Riscaldamento poco efficace nelle versioni con motore raffreddato ad aria
  • Prezzi di acquisto e restauro delle versioni storiche ormai molto elevati

In sintesi

Segmento
Furgone / Minivan (LCV)
Carrozzeria
Furgone, minibus, camper, pickup
Anni di produzione
Dal 1950, tuttora in produzione
Generazioni
T1, T2, T3, T4, T5, T6/T6.1, ID.Buzz
Motorizzazioni
Boxer benzina raffreddati ad aria (T1-T2), boxer benzina e diesel raffreddati ad acqua (T3), benzina, diesel ed elettrico (dal T4)
Trazione
Posteriore sulle prime generazioni, anteriore o integrale (Syncro/4Motion) dalle successive
Esemplari prodotti
Oltre 12 milioni in più di 70 anni

Tutto nasce da uno schizzo. Nel 1947 l'importatore olandese Ben Pon disegna su un foglio l'idea di un veicolo commerciale ricavato dal pianale del Maggiolino, con il guidatore seduto sopra l'asse anteriore per sfruttare al meglio lo spazio di carico. Quel disegno, oggi conservato al Rijksmuseum di Amsterdam, diventa realtà l'8 marzo 1950, quando debutta ufficialmente il Transporter Tipo 2, universalmente conosciuto come Volkswagen Bus, Kombi o Bulli. Nasce così una delle famiglie di veicoli più longeve dell'automobilismo, capace di attraversare oltre settant'anni di storia trasformandosi, generazione dopo generazione, da furgone da lavoro a icona della cultura hippie, fino all'attuale erede a batteria ID.Buzz.

Dal Maggiolino al Transporter: la nascita del Bus

L'idea di un veicolo commerciale derivato dal Maggiolino nasce nel 1947 dall'intuizione dell'importatore olandese Ben Pon, che schizza su carta un furgone con il posto di guida spostato in avanti per massimizzare lo spazio di carico. Dopo alcuni interventi tecnici per irrigidire il telaio e sostenere carichi più pesanti, il progetto arriva alla produzione l'8 marzo 1950 con il nome ufficiale di Transporter Tipo 2.

Il pubblico lo ribattezza in mille modi: Bus e Microbus nei mercati anglosassoni, Kombi in molti paesi europei e sudamericani, Bulli in Germania. Tutti questi nomi indicano lo stesso veicolo, diventato negli anni una delle famiglie di modelli più longeve della storia dell'automobile.

Esemplari prodotti

Oltre 12 milioni in più di 70 anni

Le generazioni storiche: T1, T2 e T3

Il primo Transporter, oggi noto come T1 per il caratteristico parabrezza diviso in due, viene prodotto fino al 1967 in quasi 1,8 milioni di esemplari, assemblati tra Wolfsburg, Hannover e, dal 1953, anche in Brasile.

  • Il T2 (1967) introduce il celebre parabrezza panoramico curvo, freni a disco anteriori dal 1970 e una gamma di motori boxer via via più potenti; la produzione prosegue in Brasile fino al 2013.
  • Il T3 (1979) abbandona le linee tondeggianti per una carrozzeria squadrata, introduce le prime motorizzazioni diesel e, dal 1985, la trazione integrale permanente Syncro; resta l'ultimo Transporter con motore posteriore raffreddato ad aria o ad acqua e trazione posteriore.

Anni di produzione

Dal 1950, tuttora in produzione

L'evoluzione moderna: dal T4 al T6.1

Con il T4 del 1990 il Transporter cambia impostazione: il motore si sposta finalmente davanti, in configurazione trasversale, e debutta anche l'unità a sei cilindri VR6. Il T5, presentato nel marzo 2003, amplia la personalizzazione offrendo per la prima volta due passi e tre altezze del tetto tra cui scegliere.

Il T6, arrivato nel 2015 e aggiornato nella versione T6.1, porta motori più efficienti, sistemi di assistenza alla guida più evoluti e un'infotainment completamente digitale, mantenendo intatta l'impostazione da furgone versatile che ha reso celebre la gamma.

ID.Buzz: il Bulli diventa elettrico

Dal 2022 la storia del Bus prosegue in chiave a zero emissioni con ID.Buzz, che richiama esplicitamente il design del T1 originale reinterpretandolo su base elettrica. Le varianti a passo corto propongono un motore posteriore da 204 CV con batteria da 77 kWh, mentre la versione a passo lungo monta un'unità da 286 CV abbinata a una batteria da 85 kWh netti. La declinazione sportiva GTX, con doppio motore e trazione integrale 4Motion, arriva fino a 340 CV, risultando il Bulli più potente mai prodotto da Volkswagen.

Il mercato dell'usato e da collezione

Gli esemplari T1 e T2 ben conservati, soprattutto nelle varianti più ricercate come camper Westfalia o le lussuose Samba a tetto apribile, sono ormai considerati vere auto d'epoca da collezione, con quotazioni che possono superare ampiamente i 50.000 euro per i pezzi meglio conservati o restaurati con documentazione d'origine.

Nella valutazione di un esemplare storico pesano molto la provenienza (i veicoli arrivati da climi secchi come la California sono generalmente meno corrosi), lo stato della carrozzeria e l'autenticità del restauro, mentre per le generazioni più recenti (T5, T6) contano gli aspetti più tradizionali del mercato dell'usato, come tagliandi regolari e chilometraggio.

Le generazioni della Bus

74anni di storia

1950—196717 anni

T1

Prima generazione, riconoscibile per il parabrezza diviso in due ('Split'). Prodotto in quasi 1,8 milioni di esemplari, con motori boxer raffreddati ad aria da 1.1 a 1.5 litri. Include la lussuosa variante Samba con tetto apribile in tela.

1967—197912 anni

T2

Introduce il parabrezza panoramico curvo ('Bay window'), freni a disco anteriori dal 1970 e motori boxer via via più potenti fino a 2.0 litri. La produzione prosegue in Brasile fino al 2013.

1990—200414 anni

T4

Cambio di impostazione radicale: il motore si sposta davanti in configurazione trasversale; disponibile anche con motore VR6 a sei cilindri.

2003—201512 anni

T5

Debutta nel marzo 2003 con due passi e tre altezze del tetto disponibili, ampliando la personalizzazione della gamma.

2015—20249 anni

T6 e T6.1

Motori più efficienti, sistemi di assistenza alla guida avanzati e infotainment digitale, mantenendo l'impostazione da furgone versatile.

Domande frequenti sulla Bus

Perché il Volkswagen Transporter viene chiamato 'Bus'?

Bus è il nome con cui il Transporter Tipo 2 è diventato popolare nei mercati anglosassoni, accanto ad altri soprannomi come Microbus, Kombi in Europa e Sudamerica, e Bulli in Germania: tutti indicano lo stesso veicolo nato nel 1950.

Che motore montava il primo Volkswagen Bus del 1950?

Il T1 debuttò con un motore boxer raffreddato ad aria di 1.131 cc da 25 CV, sostituito già nel 1953 da un'unità di 1.192 cc da 30 CV, e in seguito da versioni fino a 1.5 litri.

Quanti esemplari di Volkswagen Bus sono stati prodotti in totale?

Considerando tutte le generazioni, dal T1 del 1950 fino ai modelli attuali, il Transporter ha superato i 12 milioni di esemplari prodotti in oltre 70 anni di storia.

Quanto costa oggi un Volkswagen Bus T1 o T2 d'epoca?

Gli esemplari T1 ben conservati o restaurati, in particolare le varianti Samba e i camper Westfalia, possono superare i 50.000 euro; i T2 in buone condizioni si collocano generalmente su valori inferiori, ma comunque significativi per il mercato del collezionismo.

Qual è l'erede moderno del Volkswagen Bus?

Dal 2022 il ruolo di erede spirituale è affidato all'ID.Buzz, un van completamente elettrico che reinterpreta in chiave moderna il design del T1 originale.

Fonti

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