Dal Maggiolino al Transporter: la nascita del Bus
L'idea di un veicolo commerciale derivato dal Maggiolino nasce nel 1947 dall'intuizione dell'importatore olandese Ben Pon, che schizza su carta un furgone con il posto di guida spostato in avanti per massimizzare lo spazio di carico. Dopo alcuni interventi tecnici per irrigidire il telaio e sostenere carichi più pesanti, il progetto arriva alla produzione l'8 marzo 1950 con il nome ufficiale di Transporter Tipo 2.
Il pubblico lo ribattezza in mille modi: Bus e Microbus nei mercati anglosassoni, Kombi in molti paesi europei e sudamericani, Bulli in Germania. Tutti questi nomi indicano lo stesso veicolo, diventato negli anni una delle famiglie di modelli più longeve della storia dell'automobile.
Esemplari prodotti
Oltre 12 milioni in più di 70 anni
Le generazioni storiche: T1, T2 e T3
Il primo Transporter, oggi noto come T1 per il caratteristico parabrezza diviso in due, viene prodotto fino al 1967 in quasi 1,8 milioni di esemplari, assemblati tra Wolfsburg, Hannover e, dal 1953, anche in Brasile.
- Il T2 (1967) introduce il celebre parabrezza panoramico curvo, freni a disco anteriori dal 1970 e una gamma di motori boxer via via più potenti; la produzione prosegue in Brasile fino al 2013.
- Il T3 (1979) abbandona le linee tondeggianti per una carrozzeria squadrata, introduce le prime motorizzazioni diesel e, dal 1985, la trazione integrale permanente Syncro; resta l'ultimo Transporter con motore posteriore raffreddato ad aria o ad acqua e trazione posteriore.
Anni di produzione
Dal 1950, tuttora in produzione
L'evoluzione moderna: dal T4 al T6.1
Con il T4 del 1990 il Transporter cambia impostazione: il motore si sposta finalmente davanti, in configurazione trasversale, e debutta anche l'unità a sei cilindri VR6. Il T5, presentato nel marzo 2003, amplia la personalizzazione offrendo per la prima volta due passi e tre altezze del tetto tra cui scegliere.
Il T6, arrivato nel 2015 e aggiornato nella versione T6.1, porta motori più efficienti, sistemi di assistenza alla guida più evoluti e un'infotainment completamente digitale, mantenendo intatta l'impostazione da furgone versatile che ha reso celebre la gamma.
ID.Buzz: il Bulli diventa elettrico
Dal 2022 la storia del Bus prosegue in chiave a zero emissioni con ID.Buzz, che richiama esplicitamente il design del T1 originale reinterpretandolo su base elettrica. Le varianti a passo corto propongono un motore posteriore da 204 CV con batteria da 77 kWh, mentre la versione a passo lungo monta un'unità da 286 CV abbinata a una batteria da 85 kWh netti. La declinazione sportiva GTX, con doppio motore e trazione integrale 4Motion, arriva fino a 340 CV, risultando il Bulli più potente mai prodotto da Volkswagen.
Il mercato dell'usato e da collezione
Gli esemplari T1 e T2 ben conservati, soprattutto nelle varianti più ricercate come camper Westfalia o le lussuose Samba a tetto apribile, sono ormai considerati vere auto d'epoca da collezione, con quotazioni che possono superare ampiamente i 50.000 euro per i pezzi meglio conservati o restaurati con documentazione d'origine.
Nella valutazione di un esemplare storico pesano molto la provenienza (i veicoli arrivati da climi secchi come la California sono generalmente meno corrosi), lo stato della carrozzeria e l'autenticità del restauro, mentre per le generazioni più recenti (T5, T6) contano gli aspetti più tradizionali del mercato dell'usato, come tagliandi regolari e chilometraggio.









