Le origini: il Maggiolino diventa dune buggy
Il fenomeno dune buggy nasce nel 1964 in California, quando il designer Bruce Meyers realizza il Meyers Manx: una carrozzeria leggera in vetroresina montata sul pianale accorciato e sulla meccanica raffreddata ad aria del Maggiolino.
- Il motore posteriore favoriva la trazione su sabbia e terreni sconnessi
- Il raffreddamento ad aria eliminava i problemi dei radiatori nei percorsi più impegnativi
- Le sospensioni a barre di torsione erano economiche, robuste e facili da modificare
Il successo del Meyers Manx ispirò numerosi cloni in tutto il mondo, dando vita a una vera e propria cultura dei dune buggy costruiti in proprio sulla base del Maggiolino.
Potenza
41,5-50 CV SAE (Country Buggy); 204 CV (ID. Buggy)
Country Buggy: l'unica vera Buggy di serie firmata Volkswagen
La risposta ufficiale di Wolfsburg al fenomeno buggy arrivò nel 1967 con la Volkswagen Country Buggy, prodotta in Australia, a Clayton (Victoria), e assemblata anche nelle Filippine da kit CKD.
- Carrozzeria in lamiera stampata, priva di porte, con parabrezza pieghevole
- Motore boxer da 1.192 o 1.285 cm3, per 41,5 o 50 CV SAE
- Cambio manuale a 4 marce e trazione posteriore derivata dal Maggiolino
- Capacità di carico utile di 366 kg, pensata per impieghi agricoli e civili
Il progetto nacque per rispondere a una richiesta dell'esercito australiano, che chiedeva un veicolo anfibio e a trazione integrale. La versione di serie non mantenne però queste caratteristiche e l'esercito non ne acquistò mai un esemplare, decretando di fatto l'insuccesso commerciale del modello: in tutto ne furono costruiti 1.956 esemplari tra il 1967 e il 1968.
Anni di produzione
1967-1968 (Country Buggy); concept 2019 (ID. Buggy)
Il fenomeno buggy nel mondo, dal Brasile alle Filippine
Al di là della Country Buggy, il nome Volkswagen resta legato a doppio filo alla cultura dune buggy grazie alla diffusione globale della meccanica del Maggiolino. In Brasile il fenomeno diede vita a produttori specializzati come Bugre e Kadron, che a partire dai primi anni Settanta costruirono in piccola serie carrozzerie in vetroresina montate su meccanica Volkswagen.
Nelle Filippine, dopo la fine della produzione australiana, la Country Buggy ebbe un discendente locale, il Sakbayan, realizzato dal 1972 al 1980 utilizzando componenti della Volkswagen Tipo 181 ed entrato nella storia come una delle prime vetture progettate e costruite interamente nel paese.
ID. Buggy: il ritorno in chiave elettrica
Nel marzo 2019, al Salone di Ginevra, Volkswagen ha presentato la ID. Buggy, un concept a due posti senza tetto e senza portiere costruito sulla piattaforma elettrica modulare MEB.
- Motore elettrico posteriore da 150 kW (204 CV), con possibilità di un secondo motore anteriore per la trazione integrale
- Batteria agli ioni di litio da 62 kWh integrata nel pianale
- Carrozzeria smontabile in alluminio, acciaio e plastica, con interni in materiali resistenti all'acqua
La ID. Buggy resta un puro esercizio di stile, pensato per dimostrare la versatilità della piattaforma MEB: non è mai stata destinata alla produzione in serie, ma ha girato diversi saloni e concorsi d'eleganza come omaggio dichiarato ai dune buggy californiani degli anni Sessanta.

