Scheda modello

Volkswagen Buggy

La Volkswagen Buggy non è un singolo modello di serie, ma un capitolo particolare della storia del marchio: dalla piccola utilitaria da lavoro Country Buggy costruita in Australia alla fine degli anni Sessanta, fino al concept elettrico ID. Buggy che nel 2019 ha reinterpretato il mito dei dune buggy nati sulla meccanica del Maggiolino.

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Perché sì

  • Meccanica derivata dal Maggiolino, semplice, leggera ed economica da mantenere
  • Ingombri ridotti e peso contenuto, ideali per impieghi da lavoro e fuoristrada leggero
  • Capacità di carico pensata per un uso agricolo e civile nella Country Buggy
  • Il concept ID. Buggy propone un design accattivante, omaggio riuscito alla tradizione dune buggy

Da valutare

  • La Country Buggy non ebbe mai le capacità anfibie e a trazione integrale inizialmente previste, causa principale del suo insuccesso commerciale
  • Comfort e protezione dagli agenti atmosferici quasi assenti, senza porte né un vero tetto rigido
  • Diffusione limitatissima: appena 1.956 esemplari prodotti e nessun vero seguito in produzione di serie
  • La ID. Buggy è rimasta un concept, mai destinata alla produzione in serie

In sintesi

Segmento
Fuoristrada leggero / utilitaria da lavoro
Carrozzeria
Roadster aperta, senza porte
Anni di produzione
1967-1968 (Country Buggy); concept 2019 (ID. Buggy)
Motore
Boxer 4 cilindri raffreddato ad aria (Country Buggy); doppio motore elettrico (ID. Buggy)
Cilindrata
1.192 o 1.285 cm3 (Country Buggy)
Potenza
41,5-50 CV SAE (Country Buggy); 204 CV (ID. Buggy)
Trazione
Posteriore (Country Buggy); integrale (ID. Buggy)
Esemplari prodotti
1.956 (Country Buggy)
Paesi di produzione
Australia e Filippine (Country Buggy)

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Il nome Buggy legato a Volkswagen racconta più episodi tenuti insieme dalla stessa base meccanica, quella del Maggiolino. Già a metà degli anni Sessanta, negli Stati Uniti, il designer Bruce Meyers utilizzò il pianale e la meccanica raffreddata ad aria del Maggiolino per costruire il Meyers Manx, la vettura che diede origine al fenomeno dei dune buggy da spiaggia, presto imitato in tutto il mondo, Brasile compreso, dove nacquero produttori locali come Bugre e Kadron. La risposta ufficiale della Casa di Wolfsburg arrivò nel 1967 in Australia, con la Country Buggy, una piccola vettura da lavoro pensata inizialmente anche per un possibile impiego militare. Il capitolo più recente porta la firma del design contemporaneo: nel 2019, al Salone di Ginevra, Volkswagen ha presentato la ID. Buggy, un concept elettrico che reinterpreta lo spirito dei dune buggy storici sulla piattaforma modulare MEB.

Le origini: il Maggiolino diventa dune buggy

Il fenomeno dune buggy nasce nel 1964 in California, quando il designer Bruce Meyers realizza il Meyers Manx: una carrozzeria leggera in vetroresina montata sul pianale accorciato e sulla meccanica raffreddata ad aria del Maggiolino.

  • Il motore posteriore favoriva la trazione su sabbia e terreni sconnessi
  • Il raffreddamento ad aria eliminava i problemi dei radiatori nei percorsi più impegnativi
  • Le sospensioni a barre di torsione erano economiche, robuste e facili da modificare

Il successo del Meyers Manx ispirò numerosi cloni in tutto il mondo, dando vita a una vera e propria cultura dei dune buggy costruiti in proprio sulla base del Maggiolino.

Potenza

41,5-50 CV SAE (Country Buggy); 204 CV (ID. Buggy)

Country Buggy: l'unica vera Buggy di serie firmata Volkswagen

La risposta ufficiale di Wolfsburg al fenomeno buggy arrivò nel 1967 con la Volkswagen Country Buggy, prodotta in Australia, a Clayton (Victoria), e assemblata anche nelle Filippine da kit CKD.

  • Carrozzeria in lamiera stampata, priva di porte, con parabrezza pieghevole
  • Motore boxer da 1.192 o 1.285 cm3, per 41,5 o 50 CV SAE
  • Cambio manuale a 4 marce e trazione posteriore derivata dal Maggiolino
  • Capacità di carico utile di 366 kg, pensata per impieghi agricoli e civili

Il progetto nacque per rispondere a una richiesta dell'esercito australiano, che chiedeva un veicolo anfibio e a trazione integrale. La versione di serie non mantenne però queste caratteristiche e l'esercito non ne acquistò mai un esemplare, decretando di fatto l'insuccesso commerciale del modello: in tutto ne furono costruiti 1.956 esemplari tra il 1967 e il 1968.

Anni di produzione

1967-1968 (Country Buggy); concept 2019 (ID. Buggy)

Il fenomeno buggy nel mondo, dal Brasile alle Filippine

Al di là della Country Buggy, il nome Volkswagen resta legato a doppio filo alla cultura dune buggy grazie alla diffusione globale della meccanica del Maggiolino. In Brasile il fenomeno diede vita a produttori specializzati come Bugre e Kadron, che a partire dai primi anni Settanta costruirono in piccola serie carrozzerie in vetroresina montate su meccanica Volkswagen.

Nelle Filippine, dopo la fine della produzione australiana, la Country Buggy ebbe un discendente locale, il Sakbayan, realizzato dal 1972 al 1980 utilizzando componenti della Volkswagen Tipo 181 ed entrato nella storia come una delle prime vetture progettate e costruite interamente nel paese.

ID. Buggy: il ritorno in chiave elettrica

Nel marzo 2019, al Salone di Ginevra, Volkswagen ha presentato la ID. Buggy, un concept a due posti senza tetto e senza portiere costruito sulla piattaforma elettrica modulare MEB.

  • Motore elettrico posteriore da 150 kW (204 CV), con possibilità di un secondo motore anteriore per la trazione integrale
  • Batteria agli ioni di litio da 62 kWh integrata nel pianale
  • Carrozzeria smontabile in alluminio, acciaio e plastica, con interni in materiali resistenti all'acqua

La ID. Buggy resta un puro esercizio di stile, pensato per dimostrare la versatilità della piattaforma MEB: non è mai stata destinata alla produzione in serie, ma ha girato diversi saloni e concorsi d'eleganza come omaggio dichiarato ai dune buggy californiani degli anni Sessanta.

Le generazioni della Buggy

  • Dune buggy su base Maggiolino (dal 1964) — Fenomeno nato negli Stati Uniti con il Meyers Manx del designer Bruce Meyers, diffuso poi in tutto il mondo attraverso numerosi cloni artigianali costruiti su meccanica e pianale del Maggiolino, Brasile compreso.
  • Volkswagen Country Buggy (1967-1968) — Unico modello Buggy realizzato in serie direttamente da Volkswagen, prodotto in Australia e nelle Filippine con meccanica derivata dal Maggiolino. Ne furono costruiti 1.956 esemplari prima della fine della produzione, causata anche dalla mancata adozione da parte dell'esercito australiano.
  • Volkswagen ID. Buggy (2019) — Concept car elettrico su piattaforma MEB, presentato al Salone di Ginevra come omaggio ai dune buggy storici. Mai entrato in produzione, resta un esercizio di stile per mostrare la flessibilità della base tecnica elettrica del gruppo.

Domande frequenti sulla Buggy

La Volkswagen Buggy è mai stata prodotta in serie?

Sì. Tra il 1967 e il 1968 Volkswagen ha costruito ufficialmente la Country Buggy in Australia e nelle Filippine, per un totale di 1.956 esemplari, prima di interrompere la produzione.

Che motore montava la Country Buggy?

Un boxer 4 cilindri raffreddato ad aria derivato dal Maggiolino, disponibile in due tagli: 1.192 cm3 da 41,5 CV SAE oppure 1.285 cm3 da 50 CV SAE, abbinato a un cambio manuale a 4 marce con trazione posteriore.

Perché la Country Buggy non ebbe successo commerciale?

Il progetto nacque per rispondere a una richiesta dell'esercito australiano di un veicolo anfibio a trazione integrale, ma la versione di serie non mantenne queste caratteristiche. L'esercito non ne acquistò alcun esemplare e il modello restò confinato a un impiego civile di nicchia.

Esiste una Volkswagen Buggy elettrica?

Sì, la ID. Buggy, un concept a due posti senza tetto né portiere presentato nel 2019 su piattaforma MEB, con 204 CV e batteria da 62 kWh. È rimasta un prototipo, mai messo in produzione.

Cosa lega il Maggiolino al mondo dei dune buggy?

Il pianale accorciato, il motore posteriore raffreddato ad aria e le sospensioni a barre di torsione del Maggiolino erano economici, robusti e facili da modificare, caratteristiche che negli anni Sessanta li resero la base ideale per la costruzione dei primi dune buggy, a partire dal Meyers Manx.

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Fonti

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