Scheda modello

Volkswagen Anfibio

La Volkswagen Anfibio, universalmente nota con il nome tedesco Schwimmwagen, è il veicolo militare a quattro ruote motrici capace di muoversi su terra e in acqua sviluppato da Volkswagen durante la Seconda Guerra Mondiale: resta ancora oggi l'auto anfibia prodotta in serie più numerosa della storia dell'automobile.

Assistente Carzaa AIQuale Anfibio fa per te?

Chiedi all'AI se la Anfibio — nuova o usata — è la scelta giusta per budget, uso e allestimento.

Nessuna registrazione richiesta. Le risposte sono generate da un'intelligenza artificiale: sono indicative e possono contenere errori, verifica sempre con il concessionario. Scrivendo in chat accetti il trattamento dei dati secondo la privacy policy.

Perché sì

  • Capacità di guado e navigazione uniche per un veicolo di serie dell'epoca
  • Motore semplice e robusto, condiviso con Maggiolino e Kübelwagen militare
  • Mobilità fuoristrada eccezionale grazie a trazione integrale e ampia luce da terra
  • Rarità che lo rende oggi un pezzo da collezione molto ricercato

Da valutare

  • Velocità di soli 10 km/h in acqua, adatta solo all'attraversamento di corsi d'acqua
  • Tenuta stagna dello scafo delicata da preservare nel tempo sugli esemplari sopravvissuti
  • Ricambi originali oggi estremamente rari e costosi da reperire
  • Produzione legata al contesto bellico, un'eredità che pesa sulla storia del modello

In sintesi

Segmento
Veicolo militare fuoristrada anfibio
Carrozzeria
Roadster aperto a 4 posti con scafo anfibio
Anni di produzione
1941-1944 (prototipo Tipo 128 dal 1940)
Progettista
Erwin Komenda
Motore
4 cilindri boxer raffreddato ad aria, 1.131 cc
Potenza
25 CV a 3.000 giri/min
Trazione
Integrale inseribile su prima marcia e retromarcia
Peso
910 kg
Velocità massima
80 km/h su strada, 10 km/h in acqua
Esemplari prodotti
15.584 unità del Tipo 166

Il progetto nasce nei laboratori di Ferdinand Porsche a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta, quando l'ingegnere già artefice dei primi prototipi del Maggiolino riceve l'incarico di sviluppare per l'esercito tedesco un mezzo capace di muoversi indifferentemente su strada, fuoristrada e in acqua. Il primo tentativo, il prototipo Tipo 128, prende forma nel 1940 riadattando meccanica derivata dalla vettura civile, ma il telaio a pianale piatto si rivela troppo fragile per resistere alle sollecitazioni in acqua. La soluzione arriva l'anno seguente con il Tipo 166: una scocca autoportante interamente ridisegnata da Erwin Komenda, il primo collaboratore di Porsche per la carrozzeria, con passo accorciato e struttura rinforzata a tenuta stagna. La produzione in serie parte nello stabilimento di Fallersleben, lo stesso complesso industriale che diventerà poi il cuore dello stabilimento di Wolfsburg, con un contributo aggiuntivo dagli impianti Porsche di Stoccarda.

Storia e sviluppo

Con lo scoppio della guerra, lo stabilimento voluto per costruire l'auto del popolo viene interamente riconvertito alla produzione bellica: accanto al Kübelwagen, la versione militare del Maggiolino, prende forma anche l'Anfibio, pensato per il trasporto rapido di truppe attraverso fiumi e terreni difficili.

  • 1940: nasce il prototipo Tipo 128, basato sul pianale piatto della vettura civile
  • 1941: debutta il Tipo 166, con scocca autoportante rinforzata e passo ridotto a 2,00 metri
  • 1941-1944: produzione in serie a Fallersleben e negli stabilimenti Porsche di Stoccarda

Volkswagen riconosce oggi ufficialmente, nell'ambito del percorso di memoria storica del gruppo, che la produzione bellica dello stabilimento, compresa quella dell'Anfibio, fece ampio ricorso al lavoro forzato di migliaia di persone deportate dai territori occupati.

Motore

4 cilindri boxer raffreddato ad aria, 1.131 cc

Motore e meccanica

Il cuore dell'Anfibio è il quattro cilindri boxer raffreddato ad aria da 1.131 cc, la stessa unità impiegata sul Kübelwagen e derivata da quella del Maggiolino, capace di erogare 25 CV a 3.000 giri/min.

  • Cambio manuale a 4 rapporti abbinato a riduttore a 2 velocità
  • Trazione integrale inseribile, attiva solo in prima marcia e in retromarcia
  • Differenziali autobloccanti ZF su entrambi gli assi
  • Luce da terra di circa 26 cm, tra le più generose della sua epoca

Questa combinazione garantiva una mobilità fuoristrada superiore a quella di gran parte dei mezzi militari coevi, nonostante il peso contenuto in appena 910 kg.

Potenza

25 CV a 3.000 giri/min

Design e capacità anfibia

La sfida principale per Erwin Komenda fu progettare una scocca capace di galleggiare restando comunque robusta e leggera. Il risultato è uno scafo autoportante a tenuta stagna, privo del tradizionale telaio a longheroni delle altre Volkswagen dell'epoca.

  • Elica posteriore retrattile collegata all'albero motore per la propulsione in acqua
  • Ruote anteriori utilizzate come timone anche durante la navigazione
  • Sospensioni indipendenti sulle quattro ruote per assorbire i terreni più difficili
  • Carrozzeria aperta, senza blindature né armamento, per contenere peso e ingombri

Velocità massima

80 km/h su strada, 10 km/h in acqua

Eredità e collezionismo

Terminato il conflitto, molti esemplari superstiti furono riconvertiti a usi civili, dall'agricoltura alla protezione civile, prima di scomparire quasi del tutto dalle strade. Oggi se ne contano circa 160 esemplari noti, dei quali solo una manciata mai restaurati.

Questa rarità ha trasformato l'Anfibio in uno degli oggetti più ambiti tra i collezionisti di veicoli storici militari, con quotazioni che nelle aste internazionali possono superare le centinaia di migliaia di euro per gli esemplari meglio conservati o di prima produzione.

Le generazioni della Anfibio

  • Tipo 128 (prototipo, 1940-1941) — Primo prototipo anfibio sviluppato da Ferdinand Porsche, basato sul pianale piatto della vettura civile e su un passo più lungo di 2,40 metri. Il telaio si rivelò troppo fragile per l'uso in acqua e ne furono realizzati solo pochi esemplari sperimentali.
  • Tipo 166 (produzione di serie, 1941-1944) — Versione definitiva con scocca autoportante rinforzata a tenuta stagna, disegnata da Erwin Komenda, e passo accorciato a 2,00 metri. Prodotta in 15.584 esemplari tra lo stabilimento di Fallersleben e gli impianti Porsche di Stoccarda, è la versione che ha reso celebre il modello.

Domande frequenti sulla Anfibio

Perché la Volkswagen Anfibio viene chiamata anche Schwimmwagen?

Schwimmwagen è il nome tedesco originale del modello, che significa letteralmente auto natante. In italiano viene comunemente indicato come Anfibio proprio per la sua capacità di muoversi sia su terra sia in acqua.

Quanti esemplari di Volkswagen Anfibio sono stati costruiti?

Tra il 1941 e il 1944 ne furono prodotti 15.584 nella versione di serie Tipo 166, di cui 14.276 nello stabilimento di Fallersleben e 1.308 negli impianti Porsche di Stoccarda.

A che velocità procedeva l'Anfibio in acqua e su strada?

Su strada poteva raggiungere circa 80 km/h, mentre in acqua, spinto dall'elica posteriore collegata al motore, procedeva a una velocità massima di circa 10 km/h.

È ancora possibile trovare oggi un esemplare di Volkswagen Anfibio?

Sì, ma si tratta di veicoli estremamente rari: si stima che ne sopravvivano circa 160 esemplari nel mondo, quasi tutti restaurati e conservati da collezionisti o musei specializzati in veicoli storici.

Fonti

Anfibio verificate

Vedi gli annunci Anfibio

Su Carzaa pubblicano solo concessionari professionali verificati. Confronta Anfibio nuove e usate e richiedi il report Carfax sui dealer premium.