Nascita di una wagon per l'URSS
La VAZ-2102 arriva sulle linee dello stabilimento di Togliatti nel 1971, un anno dopo la berlina 2101, come naturale variante da carico della gamma Zhiguli. La base tecnica resta quella della Fiat 124, nella declinazione Familiare, ma AvtoVAZ interviene ancora una volta sulla struttura per renderla compatibile con le strade e i climi sovietici.
- Lamierati di carrozzeria più spessi rispetto all'originale italiano
- Sospensione posteriore irrigidita per sopportare i carichi della configurazione wagon
- Altezza da terra maggiorata per affrontare fondi dissestati e neve
- Tamburi freno posteriori in alluminio per resistere meglio al clima rigido
Motorizzazioni
Benzina 1.2, 1.3 e 1.5 litri
Motori e meccanica
La 2102 debutta con il quattro cilindri da 1.198 cm³ già montato sulla berlina 2101, un propulsore semplice a carburatore accoppiato a un cambio manuale a quattro marce con trazione posteriore. Nel corso degli anni Settanta la gamma si allarga con due varianti più potenti, distinte da sigle interne diverse.
- VAZ-2102: motore 1.2 litri (1.198 cm³), la base della gamma
- VAZ-21021: motore 1.3 litri (1.294 cm³), introdotto nel 1974
- VAZ-21023: motore 1.5 litri (1.452 cm³), introdotto nel 1973 per i mercati export
Su tutte le versioni la meccanica privilegia robustezza e facilità di manutenzione rispetto alle prestazioni pure.
Capacità bagagliaio
345 litri
Spazio e praticità da wagon
Rispetto alla berlina 2101, la 2102 cambia solo la parte posteriore della scocca, trasformata in un portellone con pianale di carico a raso per facilitare le operazioni di carico. Il vano bagagli dichiarato è di 345 litri a sedili posteriori sollevati, un valore generoso per l'epoca che rendeva la vettura adatta sia all'uso familiare sia a piccole necessità commerciali.
Anni di produzione
1971 - 1985
Affidabilità e vita da classica
La meccanica della 2102, condivisa con il resto della famiglia Zhiguli, ha sempre goduto fama di robustezza e semplicità di riparazione, qualità che ne hanno favorito una diffusione capillare in URSS e nei paesi del blocco orientale. Il tallone d'Achille resta la carrozzeria: l'acciaio impiegato tendeva ad arrugginire con facilità, penalizzando la longevità degli esemplari meno curati. Oggi le unità sopravvissute, soprattutto quelle ben conservate con dotazioni e libretti originali, sono ricercate dal collezionismo di auto d'epoca dell'Est.