Il progetto Oka e la nascita della VAZ 11113
La Oka viene concepita come risposta sovietica alle utilitarie giapponesi di piccolissima cilindrata, con l'ambizione di mettere su quattro ruote anche le famiglie con il budget più limitato. La sigla VAZ-11113 identifica la seconda fase della vita del modello, quella successiva all'aggiornamento del propulsore avvenuto nel 1996.
- Sviluppo interno ad AvtoVAZ, ma produzione affidata agli stabilimenti SeAZ e ZMA
- Carrozzeria a tre porte pensata per la massima compattezza
- Impostazione meccanica derivata dalla gamma Samara/VAZ-2108
Motore
Bicilindrico 0,75 litri (750 cc)
Motore e meccanica
Il cuore della VAZ 11113 è un bicilindrico in linea di 750 cc con distribuzione monoalbero, capace di erogare 33 CV a 5.600 giri e circa 50 Nm di coppia a 3.200 giri. Si tratta di un'evoluzione del propulsore da 649 cc montato sulla precedente VAZ-1111, ottenuta aumentando la cilindrata per recuperare elasticità e prestazioni comunque contenute.
Il cambio è un manuale a 4 rapporti, la trazione è anteriore e le sospensioni riprendono soluzioni già collaudate su altri modelli VAZ, con McPherson all'anteriore e schema a ponte torcente al posteriore. I freni sono a disco davanti e a tamburo dietro.
Potenza
33 CV a 5.600 giri/min
Dimensioni, abitabilità e allestimenti
Con soli 3,20 metri di lunghezza, 1,42 di larghezza e un peso di appena 645 kg, la VAZ 11113 rientra a pieno titolo nella categoria delle city car estreme, paragonabile per taglia alle kei car giapponesi. L'abitacolo, pensato per quattro persone, adotta una plancia semplificata che riprende parte della strumentazione della storica VAZ-2101, rinunciando persino al vano portaoggetti.
- Bagagliaio compatto ma sufficiente per la spesa quotidiana
- Numerose varianti speciali per persone con disabilità, distribuite anche attraverso i servizi sociali sovietici e russi
- Declinazioni commerciali come furgone e pick-up, oltre a una versione elettrica sperimentale
Velocità massima
125 km/h
Affidabilità e mercato dell'usato
La semplicità costruttiva della VAZ 11113 è al tempo stesso il suo punto di forza e il suo limite: la meccanica essenziale la rende facile da mantenere in vita con interventi artigianali, ma la qualità dei materiali e le protezioni anticorrosione restano quelle tipiche di una produzione low cost degli anni Novanta. Un crash test del 2002 ha assegnato al modello un punteggio nullo su quattro stelle, confermando come la sicurezza passiva sia il vero tallone d'Achille dell'auto.
Oggi trovare un esemplare in buone condizioni, soprattutto fuori dai confini dell'ex Unione Sovietica, è complicato: la diffusione della vettura è rimasta quasi interamente legata al mercato interno russo e dei paesi limitrofi.