Il contesto: dalla serie S alla V8S
La serie S di TVR debutta nel 1986 come risposta compatta e accessibile alle sportive inglesi dell'epoca, costruita secondo la filosofia storica del marchio: telaio a traliccio tubolare, carrozzeria in vetroresina e propulsore anteriore con trazione posteriore. Le prime varianti S1, S2, S3 e S3C montavano un V6 Ford, apprezzato per la sua semplicità ma limitato nelle prestazioni.
Nel 1991, mentre TVR sviluppava la nuova ammiraglia Griffith attorno al più corposo V8 di derivazione Rover, l'azienda decise di introdurre lo stesso propulsore anche sulla serie S, dando vita alla V8S. Fu l'ultima e più prestazionale evoluzione della gamma, prodotta in parallelo alla S4C fino al 1994, anno in cui la serie S lasciò il testimone a Griffith e Chimaera come roadster V8 di riferimento del marchio.
Motore
V8 Rover 3.948 cc a benzina, iniezione
Motore e prestazioni
Il cuore della V8S è un V8 Rover da 3.948 cc a iniezione elettronica, rielaborato da TVR con teste a flussi ottimizzati, alberi a camme a maggiore alzata, rapporto di compressione portato a 10,5:1, collettore di aspirazione rivisto e centralina motore dedicata. Il risultato sono 240 CV a 5.250 giri e 366 Nm di coppia a 3.000 giri, scaricati a terra tramite cambio manuale a 5 marce e differenziale autobloccante.
Grazie a un peso contenuto, circa 1.042 kg, il rapporto peso potenza consente uno scatto da 0 a 60 mph in 4,9 secondi e il raggiungimento dei 100 mph in 12,9 secondi, con una velocità massima dichiarata di circa 240 km/h.
Per il mercato italiano, penalizzato fiscalmente dalle cilindrate superiori ai 2.000 cc, TVR realizzò anche una piccola serie di V8S con motore Rover ridotto a 1.998 cc tramite un albero motore a corsa più corta e sovralimentato, capace comunque di circa 230 CV: una manciata di esemplari, riconoscibili dal cofano con una vistosa gobba per alloggiare il compressore.
Potenza
240 CV (179 kW) a 5.250 giri/min
Telaio, meccanica e dotazioni
Come tutte le TVR dell'epoca, la V8S utilizza un telaio a traliccio in tubi d'acciaio saldati, rivestito da una carrozzeria in vetroresina che contribuisce a contenere il peso complessivo. Le sospensioni, a doppio quadrilatero sia all'anteriore sia al posteriore, sulla V8S adottano una carreggiata più larga rispetto alle altre S-series per sfruttare al meglio la maggiore potenza disponibile. L'impianto frenante è composto da dischi ventilati da 240 mm all'anteriore e dischi da 254 mm al posteriore, con pneumatici 205/60 R15.
- Interni in pelle mezza vacchetta
- Inserti in radica di noce
- Capote in tessuto mohair
- Cerchi in lega OZ
- Fari supplementari, alzacristalli e specchietti elettrici
Queste dotazioni collocavano la V8S ai vertici della gamma S, distinguendola visivamente ed esteticamente dalle sorelle a motore V6.
Velocità massima
Circa 240 km/h (149 mph)
Affidabilità e mercato dell'usato
La meccanica della V8S è considerata relativamente semplice da mantenere, priva della complessità elettronica che avrebbe caratterizzato le TVR degli anni successivi. Il punto debole principale riguarda il telaio tubolare: se la verniciatura protettiva originale si scheggia, l'acciaio sottostante tende a corrodersi, in particolare in corrispondenza degli attacchi delle sospensioni e delle cinture di sicurezza, per cui un controllo approfondito prima dell'acquisto è indispensabile.
Il motore V8 Rover, pur robusto, richiede attenzione a guarnizioni della testata e impianto di raffreddamento: un radiatore intasato può portare rapidamente al surriscaldamento. Vanno inoltre verificati lo stato di boccole e ammortizzatori, l'usura dei dischi anteriori e il corretto funzionamento dell'impianto elettrico, storicamente soggetto a guasti ai fusibili.
Con appena circa 410 esemplari prodotti, la V8S è oggi un modello raro e ricercato dai collezionisti di TVR classiche: le quotazioni sul mercato dell'usato sono generalmente più elevate rispetto alle altre S-series a motore V6, e variano molto in base allo stato di conservazione e alla storia manutentiva di ogni singola vettura.