Il contesto: la rinascita di TVR a fine anni Ottanta
La S arriva in un momento decisivo per TVR: Peter Wheeler ha da poco rilevato l'azienda da Martin Lilley e cerca un modello capace di rilanciarne le sorti commerciali. La risposta è una roadster dalle forme tornite, lontana dagli spigoli delle Tasmin a cuneo che avevano caratterizzato il decennio precedente.
- Presentata al British International Motor Show del 1986
- Circa 150 ordini raccolti prima ancora che fossero pronti gli stampi della carrozzeria
- Sviluppo completato in meno di un anno, con le prime consegne nel settembre 1987
Motore
V6 Ford Cologne 2,8 litri
Meccanica: telaio tubolare, vetroresina e motore Ford
Fedele alla filosofia costruttiva di Blackpool, la S abbina un telaio tubolare in acciaio a una carrozzeria in vetroresina, per un peso contenuto tra i 940 e i 1.054 kg a seconda della versione. La meccanica riprende diversi elementi della Tasmin 280i, incluso il cuore pulsante della gamma iniziale: il V6 Ford Cologne.
La prima serie, la S1, monta il 2,8 litri da 160 CV con iniezione Bosch; con la S2 del 1988 la cilindrata cresce a 2,9 litri e la potenza sale a 168 CV, valore mantenuto anche dalle successive S3, S3C e S4C, queste ultime dotate di marmitta catalitica per rispondere alle normative anti-inquinamento dei primi anni Novanta.
Potenza
160 CV (S1)
Le evoluzioni della gamma fino alla V8S
Nel corso di nove anni di produzione la S cambia più volte pelle senza mai stravolgere l'impostazione originale. La S3, arrivata nel 1989, introduce portiere più lunghe e una plancia in legno di noce che diventerà un tratto ricorrente delle TVR successive.
Nel 1990 debutta la V8S: per accelerare i tempi mentre la Griffith era ancora in sviluppo sulla stessa base, TVR adatta telaio e carrozzeria della S per accogliere il V8 di derivazione Rover da 3.948 cc, portando la potenza a 240 CV e il 0-100 km/h sotto i 5 secondi. Il salto prestazionale richiede anche freni più efficaci: dischi ventilati all'anteriore e dischi pieni al posteriore, in sostituzione dei tamburi delle versioni V6.
Anni di produzione
1987-1994
Cosa sapere se si valuta una S 2,8 usata
Essendo una vettura ormai storica, la S 2,8 va valutata soprattutto sullo stato del telaio: i tubi centrali in acciaio sono il punto più delicato, perché soggetti a corrosione nel tempo, e la carrozzeria in vetroresina può nascondere il problema anziché evidenziarlo. Una verifica approfondita del telaio, prima di qualsiasi acquisto, resta il passaggio più importante.
- Controllare lo stato dei tubi del telaio, non solo l'estetica della carrozzeria
- Verificare l'impianto frenante, con tamburi posteriori sulle prime serie
- Considerare la reperibilità dei ricambi, più critica sulle S1 iniziali