Dalle officine di Blackpool alla prima TVR di serie
Prima della Grantura, TVR era essenzialmente un laboratorio artigianale che costruiva telai e coupé su richiesta, spesso destinati al mercato americano tramite piloti-importatori come Ray Saidel. È proprio da un suo suggerimento che nasce, nel 1958, la carrozzeria fastback che darà il nome alla Grantura.
La vettura raccoglie l'eredità dei precedenti prototipi Open Sports e TVR Coupé, ma è la prima ad arrivare a una vera e propria produzione in serie, seppur artigianale: le vetture venivano assemblate a mano nello stabilimento di Blackpool e potevano essere acquistate anche in kit di montaggio, una pratica diffusa tra i piccoli costruttori britannici dell'epoca.
Motori disponibili
4 cilindri Coventry Climax, Ford, MGA e BMC B-series da 1.1 a 1.8 litri
L'evoluzione tecnica: dal Mark I al Mark IV
Nel corso di quasi un decennio di produzione la Grantura cambia più volte pelle meccanica, pur mantenendo la stessa impostazione di fondo.
- Mark I (1958-1960): sospensioni posteriori derivate dal Maggiolino Volkswagen, freni a tamburo di origine Austin-Healey e una gamma motori che comprendeva Coventry Climax, Ford e propulsori MG.
- Mark II / Mark IIA (1960-1962): il motore MGA da 1.6 litri diventa la scelta standard e sulla IIA debuttano i freni a disco anteriori.
- Mark III (1962-1964): arriva un telaio completamente nuovo, più lungo, disegnato da John Thurner, con sospensioni indipendenti su entrambi gli assi al posto del retrotreno di derivazione Volkswagen.
- Mark IV / 1800S (1964-1967): il motore BMC B-series da 1.8 litri, lo stesso della MGB, porta la potenza fino a circa 95-98 CV; la coda tronca con accenno di spoiler a coda d'anatra diventa il tratto distintivo delle ultime serie.
Potenza massima
Fino a 95-98 CV nella versione 1800S
Una gamma di motori insolitamente eterogenea
Una delle particolarità della Grantura è la varietà di propulsori che i clienti potevano scegliere, in linea con la logica dei piccoli costruttori inglesi che assemblavano le vetture attorno a componenti di altri marchi.
- Coventry Climax FWA, 1098 e 1216 cc, di derivazione motoristica anche aeronautica/industriale
- Ford a valvole laterali da 1172 cc e successivamente il più moderno Kent da 1340 cc
- Il quattro cilindri della MGA da 1600 cc, standardizzato sul Mark II
- Il BMC B-series in diverse cilindrate, fino ai 1798 cc della MGB montati sull'ultima serie 1800S
Velocità massima
Circa 111 mph (179 km/h) nella versione 1800S
Il carattere in pista e su strada
Nonostante l'assetto rigido delle prime serie, la Grantura viene ricordata come una vettura estremamente comunicativa: peso contenuto, sbalzi minimi e baricentro basso le garantiscono un'agilità che ancora oggi sorprende chi la guida su un circuito.
Il marchio tentò anche l'avventura sportiva ad alto livello: nel 1961 TVR pianificò una partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, poi mai concretizzata per difficoltà finanziarie. Le quattro vetture da competizione costruite per quel progetto furono comunque vendute a piloti privati, contribuendo a tenere in vita l'azienda in un momento difficile. Non a caso, la versione Mark III 1800 è oggi una delle protagoniste più apprezzate nelle competizioni per auto storiche riservate alle vetture prodotte prima del 1966.
Anni di produzione
1958 - 1967
La Grantura oggi: un'auto d'epoca per intenditori
Trattandosi di una vettura rara e costruita in appena qualche centinaio di esemplari, la Grantura non è un'auto d'epoca comune da incontrare sul mercato. Le quotazioni per esemplari in buono stato di conservazione partono generalmente da circa 25.000 euro, per arrivare fino a 50.000 euro per gli esemplari meglio conservati o restaurati.
Chi valuta l'acquisto deve tenere presente che si tratta di vetture artigianali, dove lo stato di conservazione dipende molto dalla cura del singolo proprietario nel corso dei decenni: la storia manutentiva e la qualità del restauro contano quanto, se non più, della versione o della motorizzazione scelta.