Scheda modello

TVR Grantura

La TVR Grantura è la coupé che nel 1958 ha trasformato la piccola officina di Blackpool in un vero costruttore di auto sportive, inaugurando la filosofia leggera e senza compromessi del marchio inglese.

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Perché sì

  • Peso contenuto e baricentro basso che regalano un'agilità di guida sorprendente per l'epoca
  • Ampia scelta di motorizzazioni che permetteva di personalizzare la vettura in base al budget e all'uso
  • Valore storico enorme, essendo la prima vettura di serie realizzata dal marchio TVR
  • Grande considerazione nel mondo delle corse storiche, soprattutto nella versione Mark III 1800

Da valutare

  • Qualità costruttiva molto variabile, tipica delle vetture artigianali assemblate anche in kit
  • Abitacolo stretto e accesso al bagagliaio possibile solo dall'interno dell'abitacolo
  • Le prime versioni con motore Ford Popular risultano poco brillanti e generalmente sconsigliate
  • Nelle prime serie l'assetto rigido, ereditato dalle sospensioni di derivazione Volkswagen Maggiolino, penalizza il comfort su strade sconnesse

In sintesi

Segmento
Coupé sportiva leggera
Carrozzeria
Coupé 2 posti in vetroresina su telaio tubolare
Anni di produzione
1958 - 1967
Esemplari prodotti
Circa 796
Motori disponibili
4 cilindri Coventry Climax, Ford, MGA e BMC B-series da 1.1 a 1.8 litri
Potenza massima
Fino a 95-98 CV nella versione 1800S
Velocità massima
Circa 111 mph (179 km/h) nella versione 1800S
Peso
Da circa 660 kg (Mark I) a circa 850 kg (1800S)
Trasmissione
Manuale a 4 marce, BMC o ZF
Successore
TVR Vixen (dal 1967)

Quando nel 1958 TVR presenta la Grantura, l'azienda fondata da Trevor Wilkinson smette di essere solo un'officina che assembla telai su commissione e diventa un costruttore a tutti gli effetti. Il nome, suggerito dal pilota e importatore americano Ray Saidel che stava cercando di piazzare le vetture TVR negli Stati Uniti, accompagna una coupé fastback derivata dai precedenti prototipi Open Sports e TVR Coupé. La ricetta è quella che diventerà il marchio di fabbrica dell'azienda: telaio tubolare leggero, carrozzeria in vetroresina e un motore scelto da un catalogo di fornitori esterni, in un'epoca in cui i piccoli costruttori inglesi assemblavano le vetture con i componenti disponibili sul mercato.

Dalle officine di Blackpool alla prima TVR di serie

Prima della Grantura, TVR era essenzialmente un laboratorio artigianale che costruiva telai e coupé su richiesta, spesso destinati al mercato americano tramite piloti-importatori come Ray Saidel. È proprio da un suo suggerimento che nasce, nel 1958, la carrozzeria fastback che darà il nome alla Grantura.

La vettura raccoglie l'eredità dei precedenti prototipi Open Sports e TVR Coupé, ma è la prima ad arrivare a una vera e propria produzione in serie, seppur artigianale: le vetture venivano assemblate a mano nello stabilimento di Blackpool e potevano essere acquistate anche in kit di montaggio, una pratica diffusa tra i piccoli costruttori britannici dell'epoca.

Motori disponibili

4 cilindri Coventry Climax, Ford, MGA e BMC B-series da 1.1 a 1.8 litri

L'evoluzione tecnica: dal Mark I al Mark IV

Nel corso di quasi un decennio di produzione la Grantura cambia più volte pelle meccanica, pur mantenendo la stessa impostazione di fondo.

  • Mark I (1958-1960): sospensioni posteriori derivate dal Maggiolino Volkswagen, freni a tamburo di origine Austin-Healey e una gamma motori che comprendeva Coventry Climax, Ford e propulsori MG.
  • Mark II / Mark IIA (1960-1962): il motore MGA da 1.6 litri diventa la scelta standard e sulla IIA debuttano i freni a disco anteriori.
  • Mark III (1962-1964): arriva un telaio completamente nuovo, più lungo, disegnato da John Thurner, con sospensioni indipendenti su entrambi gli assi al posto del retrotreno di derivazione Volkswagen.
  • Mark IV / 1800S (1964-1967): il motore BMC B-series da 1.8 litri, lo stesso della MGB, porta la potenza fino a circa 95-98 CV; la coda tronca con accenno di spoiler a coda d'anatra diventa il tratto distintivo delle ultime serie.

Potenza massima

Fino a 95-98 CV nella versione 1800S

Una gamma di motori insolitamente eterogenea

Una delle particolarità della Grantura è la varietà di propulsori che i clienti potevano scegliere, in linea con la logica dei piccoli costruttori inglesi che assemblavano le vetture attorno a componenti di altri marchi.

  • Coventry Climax FWA, 1098 e 1216 cc, di derivazione motoristica anche aeronautica/industriale
  • Ford a valvole laterali da 1172 cc e successivamente il più moderno Kent da 1340 cc
  • Il quattro cilindri della MGA da 1600 cc, standardizzato sul Mark II
  • Il BMC B-series in diverse cilindrate, fino ai 1798 cc della MGB montati sull'ultima serie 1800S

Velocità massima

Circa 111 mph (179 km/h) nella versione 1800S

Il carattere in pista e su strada

Nonostante l'assetto rigido delle prime serie, la Grantura viene ricordata come una vettura estremamente comunicativa: peso contenuto, sbalzi minimi e baricentro basso le garantiscono un'agilità che ancora oggi sorprende chi la guida su un circuito.

Il marchio tentò anche l'avventura sportiva ad alto livello: nel 1961 TVR pianificò una partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, poi mai concretizzata per difficoltà finanziarie. Le quattro vetture da competizione costruite per quel progetto furono comunque vendute a piloti privati, contribuendo a tenere in vita l'azienda in un momento difficile. Non a caso, la versione Mark III 1800 è oggi una delle protagoniste più apprezzate nelle competizioni per auto storiche riservate alle vetture prodotte prima del 1966.

Anni di produzione

1958 - 1967

La Grantura oggi: un'auto d'epoca per intenditori

Trattandosi di una vettura rara e costruita in appena qualche centinaio di esemplari, la Grantura non è un'auto d'epoca comune da incontrare sul mercato. Le quotazioni per esemplari in buono stato di conservazione partono generalmente da circa 25.000 euro, per arrivare fino a 50.000 euro per gli esemplari meglio conservati o restaurati.

Chi valuta l'acquisto deve tenere presente che si tratta di vetture artigianali, dove lo stato di conservazione dipende molto dalla cura del singolo proprietario nel corso dei decenni: la storia manutentiva e la qualità del restauro contano quanto, se non più, della versione o della motorizzazione scelta.

Le generazioni della Grantura

9anni di storia

1958—19602 anni

Mark I

Prima serie della Grantura, con sospensioni posteriori derivate dal Maggiolino Volkswagen, freni a tamburo Austin-Healey e motori Coventry Climax o Ford. Prodotta in circa 100 esemplari.

1960—19622 anni

Mark II / Mark IIA

Il motore MGA da 1.6 litri diventa la scelta principale e sulla IIA arrivano i freni a disco anteriori. È la serie prodotta in maggior numero, circa 400 esemplari.

1962—19642 anni

Mark III

Debutta un nuovo telaio più lungo, firmato da John Thurner, con sospensioni indipendenti su entrambi gli assi al posto dell'impostazione derivata dalla Volkswagen.

1964—19673 anni

Mark IV / 1800S

Ultima e più potente serie, con il motore BMC B-series da 1798 cc mutuato dalla MGB e la caratteristica coda tronca con accenno di spoiler a coda d'anatra.

Domande frequenti sulla Grantura

Quanti esemplari di TVR Grantura sono stati prodotti?

Complessivamente ne furono realizzati circa 796, suddivisi tra le varie serie Mark I, Mark II/IIA e Mark III/1800/1800S/Mark IV, prodotte tra il 1958 e il 1967.

Che motore montava la TVR Grantura?

Nel corso della produzione TVR offrì diverse motorizzazioni a quattro cilindri: Coventry Climax, Ford, il propulsore della MGA da 1600 cc e infine il BMC B-series, fino ai 1798 cc della MGB sull'ultima serie 1800S.

Da dove deriva il nome Grantura?

Il nome fu proposto da Ray Saidel, pilota e importatore americano che stava cercando di vendere le vetture TVR negli Stati Uniti, in occasione del debutto della carrozzeria fastback nel 1958.

Quale modello ha sostituito la TVR Grantura?

La Grantura è stata sostituita nel 1967 dalla TVR Vixen, che ne ha ereditato l'impostazione tecnica di base.

Quanto costa oggi una TVR Grantura usata?

Le quotazioni per un esemplare in buone condizioni partono generalmente da circa 25.000 euro, fino a 50.000 euro per le vetture meglio conservate o restaurate.

Fonti

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