Scheda modello

Triumph TR5

La Triumph TR5 è una roadster sportiva a due posti prodotta a Coventry tra il 1967 e il 1968, celebre per essere stata la prima vettura sportiva britannica di serie dotata di iniezione meccanica.

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Perché sì

  • Motore sei cilindri fluido e brioso, un netto salto di qualità rispetto al quattro cilindri della TR4
  • Iniezione meccanica Lucas pionieristica, che ha reso la TR5 la prima sportiva inglese di serie con petrol injection
  • Rarità: appena 2.947 esemplari prodotti la rendono oggi molto ricercata dai collezionisti
  • Buona disponibilità di ricambi e assistenza grazie a una rete di club e specialisti dedicati al modello
  • Cambio manuale con overdrive Laycock de Normanville opzionale, che offre rapporti più ravvicinati in autostrada

Da valutare

  • Sistema di iniezione meccanica delicato, che richiede una taratura accurata e può dare problemi se trascurato o se il serbatoio viene lasciato a lungo quasi vuoto
  • Carrozzeria soggetta a ruggine su longheroni, porte e parafanghi, come tipico delle inglesi dell'epoca
  • Cambio da revisionare dopo circa 100.000 miglia di utilizzo
  • Quotazioni di mercato elevate per gli esemplari ben conservati, complice la produzione molto limitata

In sintesi

Segmento
Roadster sportiva a due posti
Anni di produzione
1967-1968 (14 mesi)
Unità prodotte
2.947, di cui 1.161 per il mercato britannico
Motore
6 cilindri in linea, 2.498 cc
Alimentazione
Iniezione meccanica Lucas Mark II
Potenza
150 CV (110 kW) a 5.500 giri/min
Velocità massima
Fino a 201 km/h (dato dichiarato dalla casa)
Cambio
Manuale a 4 marce, overdrive optional
Peso
Circa 1.030 kg
Modello erede
Triumph TR6

La Triumph TR5 nasce come evoluzione diretta della TR4A, con l'obiettivo di colmare il divario prestazionale che si era creato quando il peso della vettura era aumentato senza un corrispondente incremento di potenza. Già dai primi anni Sessanta, all'interno di un programma di sviluppo interno noto come Wasp, Triumph aveva sperimentato l'adozione di un motore a sei cilindri sul pianale della TR4, realizzando diverse vetture prototipali. Il progetto acquisì ulteriore urgenza quando emerse la necessità di rispettare le normative antinquinamento americane in arrivo nel 1968, che il quattro cilindri esistente non era più in grado di soddisfare. La risposta fu un propulsore sei cilindri in linea da 2,5 litri, derivato dall'unità a due litri debuttata sulla Standard Vanguard Six, abbinato per la prima volta su una sportiva inglese di serie a un sistema di iniezione meccanica Lucas. La linea, disegnata da Giovanni Michelotti, restò quasi identica a quella della TR4A: a cambiare furono soprattutto la calandra, ridisegnata senza le barre verticali e con lo stemma spostato sul cofano, oltre a piccoli dettagli come i fanali laterali e le finiture. Il vano motore fu invece rivisto in profondità, con il radiatore spostato più in avanti per fare spazio al nuovo sei cilindri, più lungo del quattro cilindri precedente.

Motore e meccanica

Il cuore della TR5 è un sei cilindri in linea da 2.498 cm³, alimentato da un sistema di iniezione meccanica Lucas Mark II che sostituì i carburatori utilizzati fino ad allora sulle TR a quattro cilindri. La potenza dichiarata era di 150 CV a 5.500 giri/min, un valore che consentiva, secondo i dati diffusi dalla casa, di passare da 0 a 80 km/h in 6,5 secondi e di raggiungere una velocità massima di circa 201 km/h.

  • Cambio manuale a quattro marce, lo stesso della TR4A
  • Overdrive Laycock de Normanville disponibile come optional, attivabile su seconda, terza e quarta marcia
  • Sospensione posteriore indipendente a bracci semi-obliqui, anteriore a doppio triangolo
  • Sterzo a cremagliera

Il retrotreno indipendente, già introdotto sulla TR4A, e lo sterzo diretto garantivano un comportamento su strada apprezzato per l'epoca, anche se il vero elemento distintivo restava la sonorità e l'erogazione del sei cilindri rispetto al quattro cilindri delle TR precedenti.

Motore

6 cilindri in linea, 2.498 cc

Design: un'evoluzione discreta della TR4

La carrozzeria della TR5, disegnata da Giovanni Michelotti, riprendeva quasi senza modifiche quella della TR4A. I segni distintivi più evidenti riguardavano la calandra anteriore, priva delle barre verticali della TR4A e con lo stemma spostato in posizione decentrata sul cofano, oltre a nuove modanature laterali e ai fanali posteriori aggiornati.

Sotto la pelle, invece, i cambiamenti furono più sostanziali: il vano motore venne riprogettato per ospitare il sei cilindri, più ingombrante del quattro cilindri, e il radiatore fu spostato più in avanti per garantire lo spazio necessario.

Potenza

150 CV (110 kW) a 5.500 giri/min

TR5 e TR250: due anime per due mercati

Per rispondere alle esigenze del mercato nordamericano, dove l'iniezione meccanica risultava più costosa e complessa da omologare, Triumph sviluppò in parallelo la TR250: stessa base meccanica, ma alimentata da due carburatori Zenith-Stromberg che riducevano la potenza a circa 111 CV. Ne derivarono prestazioni sensibilmente inferiori rispetto alla TR5 a iniezione, con un'accelerazione da 0 a 100 km/h più lenta di diversi secondi.

La TR250 fu prodotta in numeri ben più alti della TR5, con 8.484 esemplari destinati principalmente a Stati Uniti e Canada, a fronte dei 2.947 esemplari di TR5 realizzati per il Regno Unito e il resto del mondo.

Velocità massima

Fino a 201 km/h (dato dichiarato dalla casa)

Affidabilità e mercato dell'usato

La TR5 gode oggi fama di classica gestibile e tutto sommato affidabile, a patto di sottoporla a una manutenzione regolare. Il punto più delicato resta il sistema di iniezione Lucas: se non tarato correttamente può causare funzionamento irregolare, mentre lasciare il serbatoio quasi vuoto per lunghi periodi rischia di favorire l'intasamento degli iniettori. Da controllare periodicamente anche i cuscinetti di spinta del motore e la sincronizzazione del cambio, che generalmente richiede una revisione dopo circa 100.000 miglia percorse.

Come per molte inglesi dell'epoca, il punto debole principale è la carrozzeria: longheroni, porte e parafanghi sono i punti più esposti alla ruggine e vanno controllati con attenzione prima dell'acquisto.

Sul mercato del collezionismo, la rarità della TR5 (meno di 3.000 esemplari contro gli oltre 8.000 della TR250 e i numeri ben più alti della successiva TR6) la rende una delle TR più ricercate e quotate, con un ampio divario di prezzo tra un esemplare da restaurare e uno in condizioni concorso.

Le generazioni della TR5

  • TR5 PI (agosto 1967 - settembre 1968) — Versione destinata al Regno Unito, all'Europa continentale e al resto del mondo, con motore sei cilindri da 2,5 litri e iniezione meccanica Lucas Mark II. Prodotta in 2.947 esemplari, di cui 1.161 con guida a destra per il mercato britannico.
  • TR250 (1967-1968) — Variante sviluppata in parallelo per il mercato nordamericano, con la stessa base meccanica ma alimentazione a doppio carburatore Zenith-Stromberg al posto dell'iniezione, per una potenza ridotta e prestazioni più contenute. Prodotta in 8.484 esemplari.

Domande frequenti sulla TR5

Quanti esemplari di Triumph TR5 sono stati prodotti?

Ne furono realizzati 2.947 in circa 14 mesi di produzione, tra agosto 1967 e settembre 1968, dei quali 1.161 con guida a destra destinati al mercato britannico e i restanti con guida a sinistra per l'esportazione in Europa continentale.

Che differenza c'è tra Triumph TR5 e TR250?

Le due vetture condividono la stessa base meccanica, ma la TR5 era alimentata da iniezione meccanica Lucas ed era destinata al Regno Unito, all'Europa e al resto del mondo, mentre la TR250, riservata al mercato nordamericano, montava due carburatori Zenith-Stromberg con potenza ed prestazioni inferiori.

Che motore monta la Triumph TR5?

Un sei cilindri in linea da 2.498 cm³ con iniezione meccanica Lucas Mark II, capace di erogare 150 CV a 5.500 giri/min secondo i dati dichiarati dalla casa.

La Triumph TR5 è una vettura affidabile da usare come classica?

Sì, se sottoposta a manutenzione regolare è considerata una classica gestibile senza grandi difficoltà. I punti di attenzione principali riguardano la taratura del sistema di iniezione Lucas, il cambio dopo elevati chilometraggi e la tenuta della carrozzeria alla ruggine.

Qual è stata l'erede della Triumph TR5?

La TR5 fu sostituita nel 1969 dalla TR6, che ne ereditò il motore sei cilindri con iniezione Lucas montandolo su una carrozzeria rivista con il contributo della Karmann.

Fonti

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