Il design di Michelotti e il Surrey Top
Rispetto alla TR3 che sostituiva, la TR4 introduce una carrozzeria completamente ripensata dal designer italiano Giovanni Michelotti. Spariscono le porte scavate e il baule spiovente delle TR di prima generazione, sostituiti da linee più squadrate e moderne, tipiche dei primi anni Sessanta.
- Portiere più alte con finestrini a saliscendi, al posto delle tendine laterali in tela e plastica
- Abitacolo più curato, con un sistema di ventilazione regolabile per il ricambio d'aria
- Tetto rigido Surrey Top, un hard top con lunotto fisso e pannello centrale removibile, disponibile anche in versione in tela
Questa soluzione, che permetteva di viaggiare a tetto aperto senza rinunciare alla rigidità di un hard top, è considerata una delle prime applicazioni di serie di un concetto che Porsche avrebbe ripreso alcuni anni dopo con la Targa.
Motore
4 cilindri in linea, 2.138 cc
Motore e meccanica
Sotto la nuova carrozzeria la TR4 conserva l'impostazione meccanica della TR3, con telaio separato e un quattro cilindri in linea da 2.138 cc capace di erogare 100 CV a 4.600 giri e circa 127 lb-ft di coppia, alimentato da due carburatori Stromberg o SU.
- Cambio manuale a quattro marce, per la prima volta totalmente sincronizzato
- Overdrive Laycock de Normanville disponibile come optional su seconda, terza e quarta marcia
- Sospensioni anteriori a quadrilateri con ammortizzatori telescopici, posteriori con assale rigido e balestre semiellittiche
- Sterzo a cremagliera, in sostituzione del precedente sistema a vite e settore
- Freni a disco anteriori e a tamburo posteriori
Potenza
100 CV a 4.600 giri (104 CV su TR4A)
Dalla TR4 alla TR4A: l'arrivo delle sospensioni indipendenti
Nel 1965 la gamma si evolve nella TR4A, che introduce un retrotreno a sospensione indipendente con bracci semi-obliqui e molle elicoidali al posto dell'assale rigido, insieme a carreggiate più larghe di circa 22 mm. Il motore, sempre 2.138 cc, guadagna potenza grazie a modifiche alla testata e ai collettori, salendo a 104 CV.
Per il mercato statunitense, su richiesta dei concessionari locali, Triumph mantenne disponibile anche una versione con assale rigido a balestre, più economica, lasciando la sospensione indipendente come opzione a pagamento.
Velocità massima
166 km/h (TR4), 176 km/h (TR4A)
La TR4 in pista
Oltre all'uso stradale, la TR4 si è fatta apprezzare anche in gara. Nel 1962 conquistò il titolo di categoria E Production nel campionato SCCA statunitense, per poi essere riclassificata in D Production, categoria vinta per due anni consecutivi. La TR4A IRS proseguì questa tradizione sportiva, classificandosi prima, seconda e terza di categoria alla 12 Ore di Sebring del 1966.


