Il motore e la meccanica
Cuore della TR2 è un quattro cilindri in linea di 1.991 cm³ derivato dal propulsore della berlina Vanguard, con cilindri a camicia bagnata e alimentazione affidata a due carburatori SU tipo H4. Nella configurazione sportiva l'unità arriva a erogare 90 CV, sufficienti per garantire alla vettura prestazioni all'epoca sorprendenti in rapporto al prezzo di listino.
- Cambio manuale a quattro marce, con overdrive elettrico disponibile come optional
- Telaio separato a longheroni, di impostazione semplice e robusta
- Sospensione anteriore indipendente a molle elicoidali, retrotreno ad assale rigido su balestre
- Freni a tamburo Lockheed su tutte e quattro le ruote
Il risultato è un'auto leggera, agile e diretta nella risposta, qualità che le valsero il titolo, riconosciuto all'epoca dalla stampa specializzata, di vettura britannica più economica capace di superare le 100 miglia orarie.
Motore
4 cilindri in linea, 1.991 cc, doppio carburatore SU
Il record di Jabbeke e il lancio
Prima ancora di arrivare nelle concessionarie, la TR2 si guadagnò una pubblicità enorme grazie a un episodio avvenuto nel maggio 1953 sul rettilineo autostradale di Jabbeke, in Belgio: una versione carenata della vettura toccò circa 124,9 miglia orarie, un riferimento di rilievo per un'auto di due litri destinata alla produzione di serie. L'exploit contribuì in modo decisivo al rilancio dell'immagine sportiva del marchio, dando slancio commerciale a un modello che di lì a poco sarebbe diventato il capostipite dell'intera dinastia TR, proseguita fino alla TR6 e oltre.
Potenza
90 CV
Le versioni 'long door' e 'short door'
Nel corso della breve carriera produttiva la TR2 conobbe un'evoluzione tecnica non irrilevante per i collezionisti. I primi circa 4.000 esemplari, costruiti fino all'autunno del 1954, montavano portiere 'lunghe', prive di soglia sottostante e disegnate fino al bordo inferiore della fiancata: una soluzione elegante ma poco pratica, perché sui marciapiedi più alti, frequenti soprattutto nel mercato statunitense a cui la vettura era in buona parte destinata, la portiera non poteva aprirsi completamente. Triumph corse ai ripari introducendo le portiere 'corte', più alte rispetto al bordo inferiore e abbinate a soglie strutturali rinforzate, soluzione poi mantenuta anche sulla successiva TR3.
Velocità massima
Circa 172 km/h
Il palmares sportivo
La TR2 non fu soltanto un'auto stradale di successo, ma anche una protagonista delle competizioni della metà degli anni Cinquanta. Prese parte, tra le altre, a Mille Miglia, Alpine Rally, Rally di Monte Carlo, RAC Rally e Ulster TT, raccogliendo piazzamenti e premi di categoria che ne consolidarono la reputazione di sportiva autentica e non solo di immagine. Nel 1955 tre esemplari furono inoltre schierati alla 24 Ore di Le Mans, chiudendo la gara rispettivamente al 14°, 15° e 19° posto assoluto, un risultato che testimonia la solidità meccanica della base di partenza.
Anni di produzione
1953-1955
La TR2 oggi: mercato e collezionismo
Settant'anni dopo il debutto, la Triumph TR2 resta uno dei classici inglesi più abbordabili tra le roadster con un vero pedigree corsaiolo. La semplicità costruttiva e l'ampia disponibilità di ricambi, sostenuta da un circuito internazionale di specialisti e club di marca, ne facilitano il restauro e la manutenzione anche a distanza di decenni. Per chi valuta un acquisto, i punti da verificare con attenzione restano lo stato della carrozzeria e del sottoscocca, l'autenticità della variante 'long door' o 'short door' dichiarata dal venditore e le condizioni dell'impianto frenante e delle sospensioni, spesso il primo indicatore della cura ricevuta dall'auto nel tempo.


