Il progetto e lo stile Michelotti
La Stag nacque da un'idea dello stesso Giovanni Michelotti, che propose a Triumph una rivisitazione in chiave scoperta della berlina 2000. La casa di Coventry ne rimase colpita al punto da trasformare lo studio di stile in un modello di serie, mantenendo l'impostazione a due porte con quattro posti reali e una linea filante coronata da un caratteristico roll bar a T che collega il parabrezza al montante posteriore.
- Capote in tela ad azionamento elettrico
- Hardtop removibile disponibile come alternativa o abbinamento alla capote
- Pianale e meccanica derivati dalla berlina Triumph 2000/2500
Motore
V8 Triumph 2.997 cc
Il cuore V8 e le prestazioni
Il tratto distintivo della Stag era il motore: un V8 di 2.997 cc sviluppato internamente da Triumph, alimentato da due carburatori Zenith-Stromberg dopo l'abbandono del progetto originario a iniezione per motivi legati alle normative sulle emissioni. La potenza dichiarata era di 145 CV a 5.500 giri/min, sufficiente per una velocità massima di circa 193 km/h.
Alla trasmissione manuale a quattro marce, disponibile con overdrive opzionale, si affiancava un cambio automatico Borg-Warner a tre rapporti, molto richiesto soprattutto sul mercato americano.
Potenza
145 CV a 5.500 giri/min
Mk1 e Mk2: l'evoluzione del modello
La produzione si divide in due serie principali. La Mark I, realizzata tra il 1970 e il 1972, si presentava con carrozzeria completamente in tinta, senza filettature decorative, e cerchi in acciaio con coprimozzo Rostyle.
Dal 1973 arrivò la Mark II, riconoscibile per il pannello posteriore verniciato di nero, le doppie filettature (coachlines) sulla fiancata, la strumentazione con grafica rivista e, come optional molto diffuso, i cerchi in lega GKN. Sul piano meccanico il cambio manuale passò dal tipo A al più moderno tipo J.
Velocità massima
Circa 193 km/h
Affidabilità e mercato dell'usato
La fama della Stag è inseparabile dai suoi problemi cronici di affidabilità, in gran parte legati al raffreddamento del motore: la pompa dell'acqua, posizionata in alto nel blocco, poteva restare a secco in caso di perdite di liquido refrigerante, mentre la combinazione di blocco in ghisa e teste in alluminio esponeva il motore a fenomeni di corrosione interna se non si utilizzava un antigelo idoneo. Anche le catene di distribuzione, semplici e molto lunghe, erano soggette ad allungarsi e talvolta a cedere entro pochi anni di utilizzo.
Oggi questi difetti sono ben noti e in larga parte risolvibili con interventi di ammodernamento diffusi nel mondo del collezionismo, che ha riscoperto la Stag come una gran turismo elegante e rara. Sul mercato dell'usato italiano gli esemplari in buone condizioni si trovano generalmente in una fascia di prezzo che parte da circa 19.000 euro, con punte più elevate per le vetture meglio conservate o restaurate.


