Le cinque generazioni della Spitfire
Nel corso dei diciotto anni di carriera la Spitfire si evolve attraverso cinque serie principali, ciascuna con miglioramenti meccanici e stilistici.
- Spitfire 4 / Mark I (1962-1964): la versione originaria, con motore da 1.147 cc e 63 cavalli.
- Mark II (1965-1967): aggiornamenti alla messa a punto del motore portano la potenza a 67 cavalli.
- Mark III (1967-1970): la cilindrata cresce a 1.296 cc e la potenza sale a 75 cavalli, rendendo questa la serie più brillante tra le prime tre.
- Mark IV (1970-1974): restyling firmato ancora da Michelotti, con coda e parabrezza rivisti, abitacolo più spazioso e potenza in parte ridotta per adeguarsi alle normative sulle emissioni nei mercati di esportazione.
- Spitfire 1500 (1974-1980): ultima e più diffusa serie, con cilindrata portata a 1.493 cc.
Motore
4 cilindri in linea, 1.147-1.493 cc
Motori e prestazioni
Tutte le Spitfire montano un quattro cilindri in linea posizionato longitudinalmente all'anteriore, abbinato a trazione posteriore su un telaio a longheroni derivato dalla Triumph Herald.
- La Mark I, con i suoi 63 cavalli, scattava da 0 a 60 miglia orarie in 16,4 secondi e raggiungeva una velocità massima di circa 148 km/h.
- La Mark III, la più prestazionale delle prime serie, migliorava il tempo sullo scatto a 13,4 secondi con una punta di circa 153 km/h.
- La Spitfire 1500 nella versione europea tornava a offrire buone prestazioni, con lo scatto in circa 13,2 secondi e una velocità massima intorno ai 161 km/h.
Il peso ridotto, compreso tra 750 e 850 kg a seconda della serie, è da sempre uno dei punti di forza dinamici della vettura.
Anni di produzione
1962-1980
Comprarla oggi: cosa sapere sull'usato
La Spitfire è una delle roadster inglesi d'epoca più accessibili sul mercato del collezionismo, con quotazioni che nella maggior parte dei casi si collocano indicativamente tra i 9.000 e i 21.000 euro, in base allo stato di conservazione, alla serie e alla completezza del restauro.
Il punto debole principale resta la ruggine: vanno controllati con cura sottoscocca, longheroni, punti di attacco delle sospensioni e passaruota. Sulle versioni con sospensione posteriore a semiassi oscillanti più datata è opportuno verificare la regolazione dell'assetto, poiché un cattivo settaggio può rendere il comportamento in curva meno prevedibile. Sulle unità 1500, infine, conviene controllare lo stato della testata e del circuito di raffreddamento, specie se la vettura non ha una storia di manutenzione documentata.
La fine di un'icona
La produzione della Spitfire si conclude nell'agosto del 1980 nello stabilimento di Canley: l'ultimo esemplare, verniciato Inca Yellow e dotato di hard-top e overdrive, è oggi conservato al British Motor Museum. Nel corso della sua storia il modello viene assemblato, oltre che in Gran Bretagna, anche in Belgio, Irlanda, Sudafrica e Australia, a testimonianza della sua ampia diffusione internazionale: circa tre quarti della produzione complessiva viene infatti esportata, con gli Stati Uniti come primo mercato di destinazione.


