Un'auto costruita sull'anima Triumph, non un modello Triumph
È importante chiarire subito un equivoco: la Moss non è mai stata un modello prodotto dalla Triumph Motor Company, bensì una vettura indipendente realizzata da una piccola azienda britannica specializzata in kit car. Il legame con Triumph è però profondo e reale, perché ogni esemplare nasceva riutilizzando il telaio e l'intera meccanica di una Triumph Herald o Vitesse destinata altrimenti alla demolizione.
Questo approccio, molto diffuso nella scena britannica dei kit car tra gli anni '70 e '90, permetteva di dare nuova vita a berline popolari ormai datate trasformandole in roadster dal fascino d'altri tempi, senza dover sviluppare da zero motore, cambio o sospensioni.
Anni di produzione
1981-1997 (kit disponibili fino al 2000)
Le varianti: Roadster, Malvern, Mamba e Monaco
- Roadster: il modello capostipite, due posti secchi in stile MG TF e Morgan Plus 4, il più prodotto della gamma con circa 2.000 esemplari realizzati tra il 1981 e il 2000.
- Malvern: variante 2+2 del Roadster introdotta nel 1983 per offrire un minimo di abitabilità posteriore.
- Monaco: reinterpretazione in chiave moderna delle special da corsa degli anni '50, con parafanghi a ciclista ben distinti dalla carrozzeria centrale; circa 300 unità prodotte lungo l'intero arco produttivo.
- Mamba: la variante più rara, ispirata nelle linee all'Alfa Romeo 2600, costruita in appena una decina o poco più di esemplari tra il 1983 e il 1985, inizialmente su base Triumph e poi anche su meccanica Ford Escort.
Il kit 'bolt-together' e il rapporto con Herald e Vitesse
La formula commerciale della Moss puntava sulla semplicità di montaggio: la carrozzeria in vetroresina, completa di pavimento e cruscotto integrati e finitura in gelcoat, veniva fornita come kit da assemblare direttamente sul telaio e sulla meccanica del veicolo donatore, richiedendo modifiche minime.
Con il passare degli anni, la scarsità e il costo crescente delle Triumph Herald e Vitesse integre spinsero l'azienda a sviluppare un telaio proprietario in grado di accogliere anche meccaniche Ford, come quelle di Cortina e Sierra, ampliando così le possibilità di motorizzazione fino a includere, dai primi anni '90, anche il V8 Rover per chi cercava prestazioni superiori.
Una storia segnata da un incendio e più rinascite
La parabola dell'azienda non fu lineare. Nata a Sheffield nel 1981 come Moss Motor Company, subì nel 1985 un incendio che distrusse parte dello stabilimento e alcuni stampi originali, costringendo a un primo cambio di identità in Moss Sportscars. Il trasferimento a Bath nel 1987, accompagnato dall'ingresso di nuovi investitori, portò infine al nome Moss Cars, con cui il marchio proseguì la propria attività fino alla cessazione della produzione nel 1997.
La Moss oggi tra collezionisti e appassionati di kit car
Trattandosi di una produzione artigianale e numericamente limitata, trovare oggi una Moss in buone condizioni non è semplice: gli esemplari superstiti sono ricercati soprattutto dagli appassionati della scena britannica dei kit car e da chi apprezza la possibilità di godersi uno stile roadster vintage abbinato alla semplicità meccanica delle Triumph anni '60.


