Scheda modello

Triumph Moss

La Moss è una roadster artigianale britannica in stile vintage, costruita in piccola serie negli anni '80 e '90 riutilizzando telaio, motore e meccanica delle Triumph Herald e Vitesse. Non è un modello prodotto direttamente da Triumph, ma una vettura indipendente nata per dare nuova vita alla meccanica di queste berline popolari in una carrozzeria sportiva ispirata alle roadster inglesi classiche.

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Perché sì

  • Meccanica semplice e derivata da vetture Triumph di grande diffusione, quindi relativamente economica da mantenere
  • Carrozzeria in vetroresina leggera con stile roadster classico curato nei dettagli
  • Kit di montaggio concepito per essere assemblato con modifiche minime sul telaio donatore
  • Varietà di allestimenti tra due posti, 2+2 e versione cycle-fender per gusti diversi

Da valutare

  • Prestazioni e tecnologia legate a una berlina di serie degli anni '60, quindi non paragonabili a una vera sportiva
  • Qualità costruttiva variabile, tipica delle produzioni in kit assemblate da piccoli laboratori o dagli stessi acquirenti
  • Numeri di produzione molto bassi, che rendono difficile reperire oggi ricambi specifici della carrozzeria
  • Reperire un telaio donatore Triumph Herald o Vitesse in buone condizioni è diventato via via più complicato

In sintesi

Segmento
Roadster artigianale in kit
Carrozzeria
Roadster 2 posti (varianti 2+2 e cycle-fender)
Produttore
Moss Motor Company / Moss Sportscars / Moss Cars
Fondatore
John Cowperthwaite
Anni di produzione
1981-1997 (kit disponibili fino al 2000)
Base meccanica
Triumph Herald e Vitesse, poi anche Ford Cortina/Sierra
Unità prodotte
Circa 2.000 tra Roadster e Malvern, circa 300 Monaco, poche decine di Mamba

La vicenda della Moss nasce lontano dagli stabilimenti Triumph, per mano di John Cowperthwaite, un appassionato che dopo anni dedicati al restauro di MG fondò nel 1981 a Sheffield la Moss Motor Company. L'idea era semplice quanto efficace: disegnare una carrozzeria in vetroresina dal gusto retrò, ispirata alle roadster inglesi degli anni '50, e montarla sul telaio e sulla meccanica di una Triumph Herald o Vitesse di recupero, mantenendo motore, cambio, sospensioni e impianto frenante originali. Un incendio nel 1985 distrusse parte dello stabilimento e alcuni stampi, imponendo un cambio di nome in Moss Sportscars; nel 1987, dopo il trasferimento a Bath e l'ingresso di nuovi investitori, l'azienda assunse la denominazione definitiva di Moss Cars. La produzione, per quanto artigianale e di nicchia, proseguì fino al 1997, con la disponibilità dei kit che secondo alcune fonti si è protratta fino al 2000.

Un'auto costruita sull'anima Triumph, non un modello Triumph

È importante chiarire subito un equivoco: la Moss non è mai stata un modello prodotto dalla Triumph Motor Company, bensì una vettura indipendente realizzata da una piccola azienda britannica specializzata in kit car. Il legame con Triumph è però profondo e reale, perché ogni esemplare nasceva riutilizzando il telaio e l'intera meccanica di una Triumph Herald o Vitesse destinata altrimenti alla demolizione.

Questo approccio, molto diffuso nella scena britannica dei kit car tra gli anni '70 e '90, permetteva di dare nuova vita a berline popolari ormai datate trasformandole in roadster dal fascino d'altri tempi, senza dover sviluppare da zero motore, cambio o sospensioni.

Anni di produzione

1981-1997 (kit disponibili fino al 2000)

Le varianti: Roadster, Malvern, Mamba e Monaco

  • Roadster: il modello capostipite, due posti secchi in stile MG TF e Morgan Plus 4, il più prodotto della gamma con circa 2.000 esemplari realizzati tra il 1981 e il 2000.
  • Malvern: variante 2+2 del Roadster introdotta nel 1983 per offrire un minimo di abitabilità posteriore.
  • Monaco: reinterpretazione in chiave moderna delle special da corsa degli anni '50, con parafanghi a ciclista ben distinti dalla carrozzeria centrale; circa 300 unità prodotte lungo l'intero arco produttivo.
  • Mamba: la variante più rara, ispirata nelle linee all'Alfa Romeo 2600, costruita in appena una decina o poco più di esemplari tra il 1983 e il 1985, inizialmente su base Triumph e poi anche su meccanica Ford Escort.

Il kit 'bolt-together' e il rapporto con Herald e Vitesse

La formula commerciale della Moss puntava sulla semplicità di montaggio: la carrozzeria in vetroresina, completa di pavimento e cruscotto integrati e finitura in gelcoat, veniva fornita come kit da assemblare direttamente sul telaio e sulla meccanica del veicolo donatore, richiedendo modifiche minime.

Con il passare degli anni, la scarsità e il costo crescente delle Triumph Herald e Vitesse integre spinsero l'azienda a sviluppare un telaio proprietario in grado di accogliere anche meccaniche Ford, come quelle di Cortina e Sierra, ampliando così le possibilità di motorizzazione fino a includere, dai primi anni '90, anche il V8 Rover per chi cercava prestazioni superiori.

Una storia segnata da un incendio e più rinascite

La parabola dell'azienda non fu lineare. Nata a Sheffield nel 1981 come Moss Motor Company, subì nel 1985 un incendio che distrusse parte dello stabilimento e alcuni stampi originali, costringendo a un primo cambio di identità in Moss Sportscars. Il trasferimento a Bath nel 1987, accompagnato dall'ingresso di nuovi investitori, portò infine al nome Moss Cars, con cui il marchio proseguì la propria attività fino alla cessazione della produzione nel 1997.

La Moss oggi tra collezionisti e appassionati di kit car

Trattandosi di una produzione artigianale e numericamente limitata, trovare oggi una Moss in buone condizioni non è semplice: gli esemplari superstiti sono ricercati soprattutto dagli appassionati della scena britannica dei kit car e da chi apprezza la possibilità di godersi uno stile roadster vintage abbinato alla semplicità meccanica delle Triumph anni '60.

Le generazioni della Moss

19anni di storia

1981—200019 anni

Roadster

Il modello base a due posti, in stile MG TF e Morgan Plus 4, costruito su telaio e meccanica Triumph Herald o Vitesse; è la variante più diffusa con circa 2.000 esemplari.

1981—200019 anni

Monaco

Interpretazione in chiave moderna delle special da corsa anni '50, riconoscibile per i parafanghi a ciclista separati dalla carrozzeria; circa 300 unità prodotte.

Domande frequenti sulla Moss

La Triumph Moss è un modello ufficiale della Triumph Motor Company?

No. La Moss è stata progettata e costruita da un'azienda indipendente, fondata da John Cowperthwaite, che utilizzava telaio e meccanica delle Triumph Herald e Vitesse per realizzare una carrozzeria roadster in vetroresina di ispirazione classica.

Che motore monta la Moss?

Non esiste un motore proprio: la vettura riprendeva integralmente la meccanica del veicolo donatore, cioè la Triumph Herald o Vitesse, e successivamente anche meccaniche Ford Cortina o Sierra, fino al V8 Rover sui telai più moderni.

Quanti esemplari di Moss sono stati costruiti in totale?

Considerando tutte le varianti, si stima una produzione complessiva di circa 2.000 unità tra Roadster e Malvern, circa 300 Monaco e solo una decina abbondante di Mamba.

Perché il nome dell'azienda è cambiato più volte?

Un incendio nel 1985 danneggiò lo stabilimento originario di Sheffield portando alla rinascita come Moss Sportscars; il successivo trasferimento a Bath nel 1987, con l'ingresso di nuovi investitori, portò al nome definitivo di Moss Cars.

Fonti

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