Un progetto pensato per essere pratico
La Herald nacque con un'impostazione tecnica in controtendenza rispetto alle scocche portanti che si stavano affermando nel resto dell'industria britannica: un telaio separato reggeva una carrozzeria composta da pannelli imbullonati, cofano incluso, con il vantaggio di semplificare sia l'assemblaggio in fabbrica sia le riparazioni in officina.
- Sospensione anteriore a doppio braccio oscillante con molle elicoidali
- Retrotreno a assale oscillante con molla trasversale singola
- Sterzo a cremagliera con raggio di sterzata di circa 7,6 metri, molto contenuto per l'epoca
- Cofano completamente ribaltabile per facilitare l'accesso al motore
Dal 1962 furono introdotti anche i freni a disco anteriori come opzione, un dettaglio che testimonia l'attenzione riposta nell'aggiornamento tecnico della gamma nel corso degli anni.
Motore
4 cilindri in linea OHV, 948-1296 cc
L'evoluzione delle motorizzazioni
La gamma Herald crebbe progressivamente in cilindrata e potenza nel corso della produzione, tutte con motori a quattro cilindri in linea e distribuzione OHV.
- Herald 948 (1959-1964): 948 cc, circa 34,5-39 CV
- Herald 1200 (1961-1970): 1147 cc, da 39 a 48 CV
- Herald 12/50 (1963-1967): 1147 cc, 51 CV, disponibile solo in versione berlina
- Herald 13/60 (1967-1971): 1296 cc, 61 CV, con carburatore Stromberg
Accanto alla Herald, lo stesso telaio fu impiegato anche per la Triumph Vitesse a sei cilindri, oltre che per Spitfire e GT6, a conferma della versatilità della piattaforma.
Potenza
Da 34,5 CV (948) a 61 CV (13/60)
Un successo internazionale
Oltre alla produzione nel Regno Unito, la Herald fu assemblata anche in Australia, Nuova Zelanda, Irlanda, Malta, Belgio, Sudafrica e India, dove diede origine a varianti locali come la Standard Herald e, in seguito, alla Standard Gazel. In Italia la vettura venne importata e distribuita da Ducati di Bologna, anche se il prezzo di vendita superiore al milione di lire ne limitò la diffusione rispetto ad altri mercati.
Anni di produzione
1959-1971
Comprare una Herald oggi
Chi si avvicina al mercato dell'usato deve considerare che si tratta di una vettura di oltre mezzo secolo, per cui la corrosione resta il fattore più critico da verificare, in particolare su valance anteriore, cofano e passaruota interni, spesso sostituiti con parti in vetroresina non originali.
- Controllare l'usura dei supporti motore osservando la puleggia anteriore mentre si preme la frizione
- Verificare eventuali vibrazioni oltre i 100 km/h, spia di giunti cardanici o differenziale usurati
- Controllare il gioco dello sterzo e la corretta lubrificazione dei perni di sospensione
- Sui modelli cabriolet, verificare l'autenticità tramite il numero di telaio con suffisso dedicato
Per la sua semplicità meccanica e il supporto di un ricco mercato dei ricambi, la Herald resta comunque una classica accessibile per chi vuole avvicinarsi al mondo delle auto d'epoca britanniche.


